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Devo cambiare titolo?

Ultimamente sembra che io abbia voglia (voglia?) di scrivere solo di schiscette. Tra un po' cambierò il nome del blog in "pausa pranzo" e magari tra parentesi ci metterò anche un'indicazione sul fatto che non c'è da aspettarsi regolarità tra queste pagine virtuali. Non so, un aggettivo tipo "saltuaria" potrebbe andar bene, se non fosse che non c'è nulla di saltuario nella mia alimentazione, anzi.
Oggi mi sono perfino portata un muffin, per non aggredire la parte dolcetti della macchinetta, vediamo se riesco a non cedere al Twix che mi chiama con voce da sirena appena ho finito di mangiare. Tanto la scusa della palestra non regge, specie se riesco ad andarci per varie ragioni solo una volta alla settimana. Ieri per rimediare sarei voluta andare a fare una passeggiata in collina, ma pioveva, così siamo finiti all'Ikea, dove non è che si faccia molto moto, pur comprendendo gli slalom tra divani e lampadari.
Comunque siamo riusciti a spendere solo nove euro, che si sa, all'Ikea è una vera impresa, perciò siamo molto fieri di noi.
Sto divagando. Non so perché, ma mi sento la testa leggera e la pressione bassa. Sarà la primavera o è già arrivata l'ora del mio primo spuntino mattutino?
Come anticipavo a inizio post, anche questa di oggi è una schiscetta. Siccome però è stata anche la mia cena di ieri sera, come al solito, la propongo anche come secondo. Qui la vedete servita in una cocottina (a casa ovviamente avevamo la nostra bella pirofila da mangioni), il che mi fa pensare che in questo tipo di porzioni vada benissimo anche come antipasto per una cena tra amici. Il sapore è piuttosto primaverile, dato dall'origano (ne ho uno biologico profumatissimo) e dai pomodorini e mi sembra adatto per accogliere e incitare la bella stagione che dovrebbe essere ormai alle porte.
La ricetta viene dal libretto Flan, Sformati e Clafoutis, comprato chissà quanto tempo fa e mai utilizzato, ma tirato fuori in questa occasione. Questo dovrei ricordarmelo, per avere un argomento da rinfacciare al marito, quando non ne può più di finire sommerso dai miei acquisti compulsivi di libri di cucina che sembrano giacere inutilmente in libreria.
Clafoutis di pomodorini e ricotta
clafoutis ricotta e pomodori
(foto scattata come al solito sul balcone del quarto piano)
Ingredienti per due persone + una schiscetta
15 pomodorini ciliegia
4 uova
100 gr ricotta
mezzo bicchiere di panna liquida (circa 125 ml)
un cucchiaino di origano secco (la ricetta originale prevedeva l'erba cipollina)
sale e pepe

Scaldare il forno a 180°C. Sbattere le uova in una ciotola, aggiungere la panna e mescolare bene con una frusta. Aggiungere la ricotta, amalgamare bene e da ultimo aggiungere origano, sale e pepe.
Posizionare i pomodorini ben lavati sul fondo di una pirofila imburrata (e una pirofilina a parte per il pranzo del giorno dopo), versarvi il composto e cuocere in forno per 30 minuti.

Per cena e per pranzo

Oggi alle dodici e mezzo abbiamo l'incontro con l'Amministratore Delegato. L'appuntamento dovrebbe durare un'ora e se tutto andasse come deve, all'una e mezza potrei essere libera per il pranzo. La verità è che so come funzionano queste cose ed essere il terzo appuntamento della giornata significa portare ritardo più di un appuntamento con lo specialista della mutua.
Questo significa non sapere a che ora mangerò e di conseguenza non poter prendere appuntamento per pranzo con nessuno.
Ecco perché ieri sera sapevo che mi sarei dovuta preparare qualcosa da mangiare anche per oggi e mi sono organizzata di conseguenza. Che poi è vero fino a un certo punto e ora spiego esattamente com'è andata.
La ricetta di oggi viene da Cucina Naturale, che ha dedicato un articolo dell'ultimo numero a pranzi da portare in ufficio. Complessivamente l'articolo mi ha convinta poco (e ci sono anche rimasta male, perché è un articolo che adoro), perché prevedeva improbabili contenitori termici o vivande da scaldare e non tutti hanno questa possibilità in ufficio. Però le ricette di per sé non erano male, infatti questa che vedete l'avevo selezionata per una cena veloce in settimana (ieri sono tornata dalla palestra alle otto e mezza, doveva per forza essere una ricetta rapida). Ieri sera, mentre la preparavo ho letto: "Questa frittata è ottima sia tiepida che fredda" e mi sono ricordata di quello che dice Stefano Arturi nel suo Pausa Pranzo: la cosa più semplice è preparare una cena un po' più abbondante e portare come schiscetta quello che avanza. Così mi sono detta: preparo una parte della frittata nella cocottina monoporzione e la porto al lavoro.
E così ho fatto. La frittata ce la siamo mangiata ieri sera per cena con sommo entusiasmo del marito (ho proprio sposato l'uomo ideale: è sempre contentissimo di quello che cucino) e la cocottina attende il suo turno dentro la borsa portapranzo comprata da Stelladisale.
Come consigliava la ricetta, insieme alla frittata (che in questa quantità sarebbe davvero poco sostanziosa) ho portato anche un'insalatina condita con olio e gomasio e un pacchetto di cracker integrali.
Frittata radicchio e feta
(nessuna cocottina è stata fatta cadere dal quarto piano per scattare questa foto)
frittata feta e radicchio
Ingredienti per due persone (cui si può sottrarre un piccolo extra per il giorno dopo)
4 uova
2 piccoli cespi di radicchio (molto piccoli eh, altrimenti ne basta anche metà di uno normale)
80 gr di feta
mezzo bicchiere di latte
olio

Accendere il forno a 200° C. Lavare bene il radicchio e tagliarlo a striscioline. Scaldare l'olio in una padella che possa andare anche in forno e in una cocottina di ceramica termoresistente. In una ciotola sbattere le uova insieme al latte con la frusta a mano e aggiungere la feta tagliata a cubetti. Non occorre salare.
Far appassire il radicchio nella pirofila e nella cocottina e quando ha perso un po' di volume aggiungere il composto di uova, latte e feta. Spegnere il fuoco, trasferire i due contenitori nel forno già caldo e cuocere per 15 minuti.

Ovviamente se non volete portarvi nulla per il giorno dopo basta buttare tutto quanto nell'unica pirofila.

Senza cioccolato e senza luce naturale

Ieri ero a una riunione informale tra colleghi e uno ha chiesto a un altro: "Ma tu sei dimagrito?" e l'altro: "Sì, ho smesso di mangiare i dolci. E sai una cosa? Dopo un po' non ne senti neanche più il bisogno". Al che ho drizzato le antenne: "Comecome? Se non mangi dolci dopo un po' smetti di desiderarli?" e lui: "Te lo giuro, guarda, sono dieci giorni che non mangio cioccolato e non mi interessa neanche".
Maddai.
Io per inaugurare questa conversazione il pomeriggio mi sono scofanata un Twix al cioccolato bianco (limited edition). E poi, quando mi sentivo in colpa per le calorie e con la pancia gonfia anche dopo ore ho pensato che ci volevo provare. Nel frattempo stamattina è arrivata la mia collega con una dieta disintossicante datale da una dottoressa con l'obiettivo di purificare l'intestino. Dura solo una settimana e non ci sono le quantità. Si può mangiare quasi tutto, tranne i dolci e le carni rosse, c'è tanta frutta e tanta verdura soprattutto cruda. Non è punitiva.
Ho pensato: "Boh, proviamo".
Per la dieta non so, ma sono abbastanza determinata per quanto riguarda l'esclusione del cioccolato. Ne si deduce quindi che devo gratificarmi con altri cibi coccola. Ecco perché vi presento questa ricetta, nonostante io abbia deciso che smetterò di fare foto con la luce artificiale.
Però questo crumble è così buono, facile e veloce che ho voluto proporvelo lo stesso, anche con una foto triste e grigiastra. Io l'ho già rifatto due volte e l'ho anche proposto a un ospite (e lui l'ha mangiato).
La ricetta viene da Cucina Naturale di novembre, io mi sono limitata a sostituire i ceci con i fagioli borlotti, secondo me ci stanno pure meglio (trascurando l'aspetto che ovviamente in casa non avevo i ceci).
Crumble di zucca e fagioli
crumble di zucca e fagioli
Ingredienti per due persone
350 gr di zucca tagliata a dadini
un barattolo piccolo di fagioli in lattina (sgocciolati)
olio evo
sale e pepe
20 gr di nocciole
60 gr di farina integrale

Mettete i dadini di zucca in una padella con un cucchiaio d'olio già caldo, unite poco dopo mezzo bicchiere d'acqua bollente salata, coprite e cuocete per 3/4 minuti. Scoperchiate e fate evaporare l'acqua (per un paio di minuti). Mescolate la zucca con i fagioli e sistemate il tutto in una pirofila ricoperta di carta forno.
Nel frattempo preparate la copertura frullando le nocciole con la farina e un pizzico di sale e aggiungendo piano piano due cucchiai d'olio.
Coprite il misto di zucca e fagioli con la copertura alle nocciole e cuocete in forno già caldo a 200°C per circa 15 minuti.

Versione salata

Tempo fa ero fuori a cena con la mia amica Donatella e come spesso accade, a un certo punto la conversazione è caduta sulla cucina (un tempo ci saremmo messe a parlare di smalti, ma ormai…) e tra le varie cose e i vari consigli lei è saltata su dicendo che negli ultimi tempi si era intrippata coi crumble: facili, buoni e che si possono preparare in un momento.
“E sono convinta che non siano neanche tanto calorici”, ha aggiunto, “in fondo è praticamente tutta frutta. Chissà se si possono fare anche salati”.
“Certo che si può. Io li ho visti su certi blog, domani mattina ti mando i link”.
Detto fatto, il giorno dopo le ho mandato una mail con le ricette di crumble che avevo visto da Onde99 e Fiordifrolla.
Ma non solo. Quella stessa sera ero a cena da sola e ho deciso di fare una prova di crumble salato con gli ingredienti che avevo in casa, ovvero zucchine e scamorza.
Già che c’ero, visto che il giorno dopo avrei mangiato in ufficio con le colleghe, ho messo in forno anche un pirottino usa e getta ed ecco pronto il pranzo.
La ricetta che propongo è per una sola porzione.
Crumble di zucchine e scamorza
crumble di zucchine
Ingredienti per una persona
1 zucchina piccola
40 gr di scamorza di bufala (o altro formaggio a pasta semidura)
35 gr di parmigiano grattugiato
30 gr di burro freddo
35 gr di farina
1 cucchiaino di timo

Preriscaldare il forno a 180°C. Imburrare una pirofilina monoporzione. Affettare sottilmente la zucchina e la scamorza e disporre i due ingredienti nella pirofila sovrapponendoli. Impastare velocemente farina, burro a tocchetti, parmigiano, timo e sale formando delle briciole. Disporre lo strato di briciole sopra le zucchine e la scamorza e cuocere in forno per circa 30 minuti.

Nessun gatto è stato maltrattato per scattare questa foto

So benissimo che gira e rigira scrivo sempre le stesse cose. Quindi chi avesse anche solo il sentore di aver già letto quello che sto per raccontare, non solo avrebbe ragione, ma sarebbe interamente autorizzato a saltare il post e addormentarsi per la noia.
Per tutti gli altri un consiglio: siete sicuri di non avere l'Alzheimer? Fatevi un controllino.
Allora, dopo avervi così ben incoraggiati a proseguire volevo dire: ma come fanno certi (certe) blogger a fare delle foto stupende di quel genere di piatti che vengono generalmente mangiati subito dopo essere usciti dalla pentola/teglia? Io non ho bisogno di dirlo, tanto lo vedete: le foto delle mie cene sono urende non solo perché la luce è triste (va be', è sera), ma anche perché sono totalmente prive di allestimento.
Uno potrebbe dire: va be' la luce, ma perché non le allestisci? Intanto perché l'unico spazio un po' luminoso della cucina è piuttosto ingombro e quindi c'è poco posto. E poi perché quando la cena è pronta il marito non ha tanta voglia di aspettare che venga allestito un set fotografico e c'è sempre l'incognita felina che passeggia in zona e che potrebbe danneggiare tutto quanto.
Per esempio, qualche tempo fa avevo prodotto un delizioso gelato di frutta mista. Non avevo progettato di metterlo sul blog finché non l'ho assaggiato e ho deciso che meritava la gloria. Così ho preparato per bene il tavolino sul balcone, nell'angolo meglio illuminato della casa, ho sistemato tutto e sono entrata in casa a prendere la macchina fotografica. Il tempo di tornare e il muso della Pina era dentro la ciotolina del gelato. L'ho sollevata per spostarla, ma lei si è aggrappata con le unghiette alla tovaglietta, rovesciando così sul pavimento gelato e ciotola (crash). Addio gelato. Addio ciotola. Tovaglietta sporca. Pavimento sporco. Foto andata. Infatti non è stata pubblicata nessuna ricetta di gelato alla frutta mista.
Per di più la gatta si è pure spaventata ed è stata nervosa per tutto il pomeriggio.
Ecco perché ultimamente i miei scatti sono: fuori dal forno - clic - gnam.
Quindi abbiate pietà: la foto è urenda, le zucchine così cucinate sono buonissime, riempiono molto e secondo la rivista cubano meno di 250 calorie.
Zucchine ripiene, formaggio e menta
(ricetta tratta da Cucina Naturale di settembre e adattata)
zucchine ripiene
Ingredienti per due persone
2 zucchine
80 gr di philadelphia (io ho usato quello light, la ricetta originariamente suggeriva la ricotta)
30 gr di parmigiano grattugiato
1 uovo
pangrattato
menta
olio, sale

Tagliate le zucchine a metà per il lungo e scavatene la polpa. Tritatela insieme alla menta e mescolate con l'uovo, il formaggio, il parmigiano e il pangrattato. Aggiustate di sale. Riempite le zucchine con il composto e sistematele su una teglia coperta di carta forno. Cospargete con altro pangrattato e cuocete in forno a 180°C per circa 20 minuti.

Una torta salata per svuotare il frigo

Qualche settimana fa avevo invitato a cena una collega che ha una bambina piccola. Poiché la bambina mangia piuttosto presto, avevamo concordato di fare invece di una cena standard, un aperitivo, in modo che si potesse mangiare presto tutti insieme senza che ci sembrasse troppo strano.
Avevo perciò previsto diverse torte salate e acquistato la pasta sfoglia, quando la collega mi ha chiamata per dirmi che aveva un contrattempo e non poteva venire. Sono così rimasta con due rotoli di sfoglia nel frigo, che dovevo decidermi a far fuori prima della scadenza.
Nel frattempo al GAS sono arrivate le ultime melanzane. Poiché è un ortaggio che adoro le ho ordinate immediatamente e ne ho usate in parte per farci un sugo. Ma non erano finite, così anche loro si sono trovate nella triste situazione "ti devo mangiare in fretta prima che tu vada a male".
Ecco che perciò la soluzione si palesava in "torta salata con melanzane" che ora vi vado a proporre. Non è niente di straordinariamente eccezionale, ma c'è un aneddoto.
Sabato pomeriggio, prima di prepararla, mi sono messa a sfogliare i numeri 49 e 50 di Donna Hay, quelli in cui in Australia era estate e autunno. Mentre leggevo le ricette semplici, per vedere quali potevano finire nel menu settimanale, ho scoperto che lei non scrive "scaldate un cucchiaio d'olio in una padella antiaderente e cuocete il cibo X per tot minuti", ma "spennellate d'olio il cibo X e cuocetelo in padella per tot minuti".
Questa per me è stata la rivelazione della giornata (ma pure della settimana). Ogni volta che provavo a saltare le melanzane in padella, una assorbiva direttamente tutto l'olio e le altre si rinsecchivano. A grigliarle senza olio mi si impiccicavano tutte alla griglia (che poi nel mio caso è la bistecchiera dell'Ikea), mentre così sono venute buonissime.
Comunque la mia torta salata io l'ho fatta così.
Torta salata con melanzane
torta salata di melanzane
Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia (io ho usato quella rettangolare)
250 gr di ricotta
10 cl di panna (io l'ho usata perché anche quella era in frigo e andava smaltita, ma mezzo bicchiere di latte andrà benone e farà risparmiare calorie)
1 melanzana
una manciata di pomodorini ciliegini
olio, sale, timo

Scaldare il forno a 180°C. Srotolare la pasta sfoglia su una teglia senza eliminare la carta forno di imballo. Punzecchiare il fondo con i rebbi di una forchetta e cuocere in bianco con i pesi (e un altro foglio di carta forno tra la pasta e i pesi) per 15 minuti e altri 5 minuti senza pesi. Nel frattempo affettare sottilissimamente la melanzana, spennellare ogni fettina con l'olio (spennellare non vuol dire annegare) e cuocere su una griglia.
A parte in una ciotola amalgamare la ricotta con la panna o il latte, aggiustare di sale e cospargere di timo.
Lavare i pomodorini e tagliarli a metà.
Riempire il guscio di sfoglia con la crema di ricotta, coprire con le melanzane e i pomodorini, salare, decorare con qualche rametto di timo fresco e cuocere in forno per altri 25 minuti.

Ultimi profumi d'estate

Come avevo già scritto in un post precedente, ad agosto è venuta a cena la mia amica Meg che non mangia la carne. Ho così scandagliato tutte le mie riviste di cucina alla ricerca di piatti sfiziosi che si confacessero alla sua richiesta. Che in fondo non è nemmeno niente di così impossibile da accontentare, anche se è vero che quando si hanno ospiti si tende a offrire carne o pesce.
Io ho trovato questo piatto di semplicissime melanzane ripiene sul numero di agosto di Cucina del Corriere e ho deciso di tentare. Non avevo mai cucinato le verdure ripiene in vita mia, ero perciò timorosa di fare un qualche disastro, in particolare in sede di svuotamento, invece è stato semplicissimo e il risultato ottimo, tanto che penso di rifarlo presto con le melanzane che abbiamo ritirato ieri al GAS.
E insomma, se sono riuscita a farlo io, ci può riuscire chiunque.
Le melanzane si trovano ancora (di origine italiana eh, giuro, non vengono dall'altra parte dell'emisfero), perciò se questo piatto vi ispira consiglio di riprodurlo al più presto, per riprodurre ancora i profumi e i sapori dell'estate finché sono disponibili.
Melanzane ripiene vegetariane
(ricetta tratta da Cucina del Corriere di agosto)
melanzane ripiene
Ingredienti per 4 persone
4 melanzane non troppo sottili
un barattolo di pomodori a pezzettoni
100 gr di pecorino
1 chip di peperoncino o un pizzico di peperoncino in polvere
timo
olio e sale

Lavate le melanzane, eliminate il picciolo e una fetta alla base in modo che si reggano in piedi, poi tagliatele a metà nel senso della lunghezza e svuotatele, lasciando un bordo sottile.
Scaldate due cucchiai di olio in un tegame e sbriciolatevi dentro il peperoncino secco (se invece usate quello in polvere aggiungetelo insieme ai pomodori). Unite la polpa delle melanzane tagliate a pezzettoni, salatela e cuocete per dieci minuti, poi aggiungete il timo, i pomodori e proseguite la cottura per altri dieci minuti.
Grattugiate metà del pecorino e tagliate a dadini il restante e unitelo al sugo.
Disponete le mezze melanzane in una teglia unta coperta di carta forno, farcitele con la preparazione e infornatele a 180°C per circa 50 minuti.

Si può fare!

Questo post prende spunto da quest'altro della Lo, in cui si parla di istituire un giorno vegano alla settimana.
Anche se ultimamente scrivo meno, c'è una cosa che devo a questo blog: la mia alimentazione è molto più varia da quando l'ho aperto. Lo stimolo a cercare ricette nuove, ingredienti nuovi, spunti nuovi mi permette di evitare la solita abbinata bistecca/insalatina che sarà pur pratica, ma non solo è noiosa, ma anche poco sana (oltre che eticamente non tanto consigliabile). Lo stimolo viene da tantissime parti, ma spesso dai blog che leggo, così  pieni di passione e di idee. Ecco perché me ne sono appropriata e ho cercato di fare una giornata vegana, ponendomi la sfida di non utilizzare ingredienti quali tofu, seitan e simili, così lontani dalla nostra cucina abituale. Ovviamente non ho nulla contro questi ingredienti, ma volevo dimostrare a tutti che anche chi storce il naso davanti ai cibi "esotici" può tranquillamente fare una giornata vegana senza allontanarsi dai propri gusti.
La colazione qui non la vedete, ma un caffè o un the e un paio di fette di pane e marmellata la risolvono facilmente senza ingredienti animali.
Invece i due pasti principali del giorno sono legati da un ingrediente comune: gli asparagi.
A mezzogiorno abbiamo mangiato un comunissimo piatto di spaghetti integrali agli asparagi. Gli asparagi li ho lessati nell'acqua di cottura della pasta e poi li ho brevemente saltati in padella insieme agli spaghetti.
Spaghetti agli asparagi
Per la sera invece ho copiato un piattino visto su Donna Hay Magazine di marzo (ma che bella è quella rivista?), omettendo solo le scaglie di parmigiano per restare sulla scelta vegana dichiarata a inizio post.
Anche questa, non starei a spiegarla come una ricetta classica, ma come ha fatto lei, direi che ho affettato qualche zucchina sottile sottile (be', io non son tanto brava a tagliare sottile, ma voi ve la caverete benissimo) e l'ho fatta grigliare sulla piastra bollente insieme a qualche asparago e a delle fettine di limone.
Dopo qualche minuto ho unito a una manciata abbondante di ceci in barattolo opportunamente sgocciolati e ho condito con sale, pepe e olio.
Insalata grigliata di asparagi e zucchine
Giuro che non si sente per niente la mancanza della carne.

Sono giornatacce

Sono giornatacce. L'ho menata a destra e a manca che sto cambiando lavoro, il che significa che sto facendo due lavori contemporaneamente. Da una parte trasferte, dall'altra riunioni. Un disastro.
Ho pochissimo tempo per fare tutto. Figurarsi per il blog. Infatti immagino si sia notato. In teoria pure domani dovrei partire per una trasferta, annullata (in realtà posticipata, ma non si sa bene a quando) però causa vulcano e quindi per questa settimana forse riuscirò a essere più presente anche a me stessa. Non è detto però: sto aspettando da un minuto all'altro che mi chiamino per una riunione che doveva cominciare un'ora fa.
Nel frattempo rispolvero una ricettina che mi ha reso molto felice un paio di settimane fa, come quasi tutto quello che estraggo da Cucina Naturale.
Mi è piaciuta l'idea di un piattino insolito e con ingredienti insoliti (almeno, il tarassaco per me lo è: fino a qualche settimana fa lo mangiava solo la tartaruga).
La rivista riporta 360 kcal a porzione, il che depone nuovamente a favore, visto che la prova costume si avvicina a grandi balzi e non so chi sia già pronta, io no di certo.
Panzerotti al tarassaco e gorgonzola
(ricetta tratta da Cucina Naturale di marzo)
panzerotto al gorgonzola
Ingredienti per due panzerotti
200 gr di tarassaco
100 gr di farina integrale
80 gr di ricotta
50 gr di gorgonzola
olio e sale

Impastate la farina insieme a un cucchiaio di olio, un pizzico di sale e acqua sufficiente a ottenere un impasto morbido. Copritelo con un panno umido e lasciate riposare per 45 minuti. Lessate il tarassaco (pulito) per pochissimi minuti in poca acqua salata, scolatelo e lasciate intiepidire. Quindi strizzatelo e tritatelo (la ricetta diceva finemente, a parer mio non è necessario, basta sminuzzarlo un po').
Sciogliete a bagnomaria il gorgonzola insieme alla ricotta, condite subito con questa crema il tarassaco e lasciate raffreddare.
Preriscaldate il forno a 180°C.
Dividete la pasta in due pezzi, poi stendetela sottilmente ricavando dei tondi. Spennellate i bordi con acqua e distribuite il ripieno. Ripiegate a metà formando dei panzerotti, sigillate i bordi premendo bene con una forchetta e trasferiteli su una teglia ricoperta di carta forno.
Infornate per 20 minuti.
Nota: la ricetta originale prevedeva una spennellata di miele e un cospargimento di semi di papavero sull'esterno. Io naturalmente, mi sono dimenticata. Vabbe', il mio panzerotto era buono uguale.

Gli acquisti azzeccati

Ieri, la mia collega, in preda a un delirio da surplus lavorativo si è messa a berciare: "Basta, mollo tutto e mi metto a fare la fotografa!" Notare che possiede una macchina fotografica reflex da meno di un anno e sta ancora frequentando il primo corso di fotografia. Ciononostante, mi son sentita solidale e ho commentato: "Io pure e apro una pasticceria". Il che ci ha fatto scoppiare a ridere e siamo tornate entrambe al nostro lavoro.
Ci pensavo poi sorridendo ieri sera, guardando l'angolo di libreria dedicato ai libri di cucina, alcuni dei quali mai utilizzati, ma sempre sfogliati con grande piacere. Ci sono anche alcuni acquisti fatti "a casaccio", giusto perché avevo voglia di una gratifica cucinesca in quel preciso istante e che si sono rivelati poi una miniera di ricette utili da fare e rifare. In questa seconda categoria ricade senz'altro il numero di Cucina Moderna Serie Oro dedicato a polpette e polpettoni, che mi ha risolto più di una cena in modo inconsueto e gustoso.
E' il caso di queste polpette di piselli, allegre, primaverili, vegetariane e buonissime, oltre che molto facili da preparare (come del resto tutto quello che si vede a questo indirizzo internet).
La preparazione risale alla settimana scorsa, ma io sono stata un po' pigra nel postare ultimamente ed ecco che ve le propongo ora. Del resto una ricetta non invecchia e queste polpette non avanzano!
Polpettine di piselli e sesamo
(ricetta tratta da Cucina Moderna Serie Oro)
polpette di piselli
Ingredienti per due persone
2 barattoli piccoli di piselli in scatola (ca. 300 gr non sgocciolati)
50 gr di ricotta e un cucchiaio di gorgonzola (questo ce l'ho messo io che avevo poca ricotta, altrimenti basta quella, circa 80 gr)
1 uovo
4/5 foglioline di menta
20 gr di parmigiano grattugiato
una manciata abbondante di semi di sesamo
pangrattato per ricoprire (ca. 50 gr)

Sgocciolate per bene i piselli e frullateli al mixer, poi amalgamateli ai formaggi, l'uovo, le foglioline di menta lavate e tritate. Regolate di sale e pepe e riponete il composto in frigo per 30 minuti. Riprendete il composto, inumidite le mani e formate tante polpettine grandi come una noce. Mescolate in un piatto piano il pangrattato e i semi si sesamo e rotolateci le polpettine per rivestirle. Disponete le polpette su una teglia foderata con carta forno bagnata, strizzata e unta d'olio e cuocete per 15 minuti in forno già caldo a 200°C.

Quando una si fissa...

Prometto che questa è l'ultima ricetta che vi propino tratta da Cucina Naturale di febbraio. Sì, perché ieri ho trovato in edicola il numero di marzo e tra poco mi metterò a sperimentare le nuove ricette. Intanto ieri ho provato un'ennesima variante dello strudel di radicchio, con la pasta fatta da me e la scamorza nell'impasto, ma direi che ve la risparmio per non farvi morire di noia.
Quello che vi presento invece è un tortino (senza farina) di cavolfiore. La ricetta originale prevedeva l'aneto, io non so dove le massaie odierne vadano a prendere l'aneto onestamente, a meno che non se lo coltivino da sé sul balcone di casa, che io al supermercato non l'ho mai visto, né fresco, né secco. Insomma, io l'aneto non ce l'ho messo e non ci ho messo neanche il pecorino (però ci ho messo il parmigiano), comunque mi è sembrata un'ottima soluzione per una cenetta vegetariana e quindi eccolo qui.
Una precisazione: quelle che si vedono nella foto sono olive, non lamponi (rido moltissimo).
Tortino di cavolfiore
(ricetta di Cucina Naturale di febbraio)
cavolfioregratinato
Ingredienti per due persone
cimette di mezzo cavolfiore circa
2 uova
30 gr di parmigiano grattugiato
una manciata di olive verdi snocciolate
1/2 bicchiere di latte
olio, sale, pepe

Lessate le cimette di cavolfiore per 10/15 minuti, in modo da renderle morbide, scolatele e schiacciatele con una forchetta. Tritate le olive e rosolatele per pochi minuti in una padella con un filo d'olio. Aggiungete il cavolfiore, lasciatelo insaporire per 5 minuti, poi aggiungete una presa di sale e una macinata di pepe. Levate dal fuoco e lasciate intiepidire.
Battete le uova insieme al latte e al formaggio. Rivestite una pirofila con carta forno, adagiatevi il cavolfiore, quindi ricopritelo con le uova. Infornate a 190° per 25 minuti circa. Servite caldo o tiepido.