martedì 9 febbraio 2010

Le mele gialle le ho sempre odiate

Ebbene sì. Le mele gialle sono un terribile simbolo della mensa delle elementari, quando erano l'unico frutto a disposizione. Erano tristi, bitorzolute e per niente croccanti e io detestavo la mensa, perciò da allora non ne ho più volute mangiare e me ne tengo sempre a distanza. Ci sarebbe da chiedersi perché allora le ho ordinate quando le ho viste nell'elenco della frutta disponibile al gruppo d'acquisto. La verità è che non c'erano altri tipi di mela e io ero stufa di ordinare solo arance e mandarini.
Me ne sono pentita subito dopo aver aperto il sacchetto, mi sarei data dei pugni in testa. Per fortuna è venuta in mio soccorso una raccolta del meglio di Sale e Pepe dedicata ai dolci alle mele, uscita lo scorso dicembre. Me ne ero perfino dimenticata, visto che io compro le cose così, a casaccio, per fortuna un collega mi ha chiesto se per caso ce l'avessi e se potevo prestarglielo ed ecco che prima di portarlo a lui ne ho cavato questa (che ha pure il pregio di impiegare pochissimo burro):
Torta con mele grattugiate
tortamorbidadimele
Ingredienti
140 g di farina 00

3 uova
35 g di burro
110 g di zucchero
zucchero a velo
5 g di lievito vanigliato in polvere per dolci
1 cucchiaio di cannella in polvere
2 mele
un pizzico di sale

Sgusciare le uova in una ciotola, aggiungere lo zucchero e montare con la frusta elettrica, fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Incorporare quindi gradualmente la farina setacciata con il lievito e il sale e la cannella. Sciogliere il burro a fuoco bassissimo, lasciarlo intiepidire, aggiungerlo al composto e mescolare con cura.  Sbucciare le mele, eliminare il torsolo e grattugiarle con la grattugia a fori grossi, facendole cadere direttamente nel composto. Foderare con carta da forno bagnata e strizzata lo stampo a cerniera di 20 cm di diametro, versare il composto preparato e cuocere in forno già caldo a 180 °C per circa 40 minuti. Spolverizzare con zucchero a velo, una volta che la torta si è raffreddata.

PS: la ricetta originale prevedeva l'uso della buccia di un limone grattugiata al posto della cannella.

venerdì 5 febbraio 2010

Stessa ricetta in due versioni

Sono autenticamente entusiasta dell'ultimo numero di Cucina Naturale, dal quale ho già realizzato diverse ricette e altre ne ho in programma (che per una che compra libri e riviste solo per il piacere di sfogliarli, come se fosse da un parrucchiere perenne è un vero record).
La ricetta che vado a presentare oggi è infatti tratta da lì per quanto riguarda la prima versione e ci è piaciuta talmente tanto che l'ho riproposta nel giro di pochissimi giorni con una variante, un po' per far fuori quel cespo di radicchio che avevo usato solo a metà e un po' anche perché non è solo buona ma anche molto pratica: l'ho infatti preparata la sera prima e il moroso si è solo dovuto occupare di metterla nel forno mentre tornavo dalla palestra, così da avere una bella cenetta sfiziosa anche con poco tempo.
Sono queste le cose che mi fanno sentire una massaia realizzata (rido moltissimo).
Strudel di radicchio (ricetta originale di Cucina Naturale, febbraio 2010)
strudel_radicchio
Ingredienti (sulla ricetta c'era scritto per sei persone, noi ce lo siamo ehm... mangiato in due)
un rotolo di pasta sfoglia pronta
mezzo cespo di radicchio
1 piccola cipolla rossa (io non l'ho messa perché non l'avevo)
una manciata di uvetta
una manciata di pinoli
due cucchiai di olive verdi
olio evo
sale e pepe

Preriscaldare il forno a 180°C.
Ammollare l'uvetta in una tazza di acqua tiepida. Affettare sottilmente la cipolla e farla rosolare in una padella con l'olio per qualche minuto, rigirandola spesso per non farla imbiondire. Aggiungere il radicchio lavato e tagliato a striscioline sottili e le olive denocciolate. Far cuocere per circa otto minuti e aggiungere l'uvetta sgocciolata e i pinoli. Continuare brevemente la cottura per amalgamare i sapori.
Stendere il rotolo di pasta sfoglia, e riempirlo con il ripieno di radicchio. Chiudere la sfoglia formando uno strudel, da appoggiare su una teglia ricoperta di carta forno con la chiusura verso il basso.
Cuocere in forno per venti minuti.

Strudel di radicchio (versione Lise)
strudel_radicchio_mozzarella
In questa versione mancano uvetta e pinoli, mi sono quindi limitata a saltare il radicchio con le olive. Ho poi aggiunto una mozzarella tagliata a tocchetti al momento di formare lo strudel, che in cottura si è piacevolmente fusa.

Minisuggerimento decorativo: vedrete che al momento di chiudere la sfoglia, specie se avete comprato quella rotonda, vi avanzerà della pasta in cima e in coda. Io ho steso quella pasta a parte, invece di lasciarla e l'ho tagliata con un coppapasta, così poi ho applicato dei minidecori a cuoricino sullo strudel (forse il fiore sarebbe stato meglio, ma non l'avevo).

mercoledì 3 febbraio 2010

Torniamo a dieta

Dopo gli stravizi di domenica, bonariamente sbeffeggiati da lei, eccomi di nuovo in carreggiata con questa crema di cavolini che ieri mi sono mangiata da sola, con il moroso a giocare a calcetto e la Pina entusiasta della nuova pappa bio allo sgombro comprata al Naturasì (ieri sono stata per la prima volta al Naturasì, sembravo una bambina alla Città del Sole, mi sono riempita la dispensa di semini).
La ricetta l'avevo adocchiata già da qualche giorno sulla Cucina del Corriere (con opportune modifiche dovute alla solita mancanza di ingredienti), ma non veniva mai il momento giusto per farla, fino a ieri sera.
La porzione è piuttosto abbondante (anche se alla fine ci ho riempito solo una ciotola nemmeno troppo grande) e dopo cena mi aggiravo per casa giocando con la Pina con una pancia che temevo di essere incinta, ma poiché si tratta solo di verdure e di verdure ne posso mangiare quanto voglio, mi sento perfettamente in pace con la coscienza, nonché appagata di stomaco.
Crema di cavoletti di Bruxelles
zuppa_cavolini
Ingredienti per una persona
300 gr di cavolini di Bruxelles
1 patata piccola
un pezzetto di cipolla affettata sottile
1 peperoncino secco
mezza fetta di pane secco o abbrustolito
una manciatina scarsa di noci
olio e sale
250 ml di acqua calda

Pulire bene i cavolini e togliere le foglie esteriori. Sbucciare la patata e tagliarla a tocchetti. Affettare sottilmente la cipolla e rosolarla in un tegame profondo con l'olio e il peperoncino sbriciolato. Dopo qualche minuto aggiungere la patata e i cavolini tagliati a metà verticalmente. Rosolare gli ingredienti per qualche minuto e aggiungere l'acqua bollente. Salare a piacere, portare a bollore e cuocere coperto o semicoperto per 30 minuti. Spegnere il fuoco e frullare tutto con un frullatore a immersione. Se il composto è troppo liquido rimettere sul fuoco e restringere fino alla consistenza desiderata. Nel mio caso non ce n'è stato bisogno (ma io ho aumentato la percentuale di cavolini rispetto al totale degli ingredienti, in realtà sarebbero 150 gr a testa). Completare il piatto con i crostini di pane e le noci e servire.

martedì 2 febbraio 2010

Ricorrenze

Ieri era un anno da quando la Leggiadra è venuta a lavorare nel nostro ufficio. Dato il suo animo festaiolo ha immediatamente pensato di onorare la ricorrenza.
"Porti una torta?" le ho chiesto. E l'altra nostra collega, conoscendo i suoi polli ha commentato: "Guarda che se vuoi la torta la devi portare tu".
Detto fatto. Solo che domenica sera non avevo tempo di prepararle un dolcino, per cui mi sono presa un giorno di ritardo.
La Leggiadra ama i sapori semplici e le piace moltissimo il limone, allora ho pensato di farle il cake al limone e semi di papavero che troneggia sulla copertina del pluri-utilizzato Cakes dolci e salati.
L'avevo già fatta in verità, infatti questa foto è vecchia, ma poiché la ricetta non cambia e non l'avevo mai pubblicata, eccola qua.
Per ora il dolce l'ha assaggiato solo lei, però se ne è detta entusiasta, perciò posso fidarmi, perché se non è convinta di qualcosa non si fa remore a dirmelo.
Cake al limone con semi di papavero
Cake limone e semi di papavero
Ingredienti
180 gr di farina
2 limoni (io ne ho usati uno e mezzo, ma perché erano molto grossi)
3 uova
150 gr di zucchero
150 gr di burro fuso (io ci ho messo invece 125 ml di olio di riso)
1 cucchiaio di semi di papavero
mezza bustina di lievito in polvere
una presa di sale

Preriscaldare il forno a 180°C e imburrare uno stampo da cake (o rivestirlo di carta forno). In una terrina sbattere le uova con lo zucchero a lungo, finché non diventano gonfie e spumose. A quel composto aggiungere la farina setacciata e amalgamare bene. A questo punto aggiungere la scorza grattugiata di un limone e il succo di entrambi, il sale, il burro fuso (o nel mio caso l'olio) e i semi di papavero. Da ultimo aggiungere il lievito.
Versare il composto nello stampo e cuocere per 40 minuti.

Sono quasi le quattro, il the verde ce l'ho, ora quasi quasi me ne prendo una fetta.

lunedì 1 febbraio 2010

La cena che si credeva un pranzo

Non so voi, ma a me nel fine settimana si dilatano i tempi, gli impegni, i pasti. Sabato per esempio ho pranzato che erano quasi le tre. Pessima mossa, visto che poi avevo una cena pantagruelica a casa di amici, sullo stile di "ognuno cucina qualcosa", peccato fossimo in 15 e quindi si trattasse di una cena da 15 portate (quindici no, ma quasi). E' andata a finire che sono tornata a casa alle due di notte e mi sono svegliata tardissimo la domenica mattina, senza nessuna intenzione di mangiare. Così, tra una cosa e l'altra ho cominciato a preparare il pranzo che erano quasi le due e mi sono accorta solo leggendo la ricetta che le lasagne dovevano cuocere in forno per 40 minuti e quindi saremmo finiti nuovamente a pranzare tardissimo. Così, a metà lavoro ho deciso che quella sarebbe stata la cena e così è andata. E il pranzo è stato risolto con un piatto di spaghetti in bianco.
La foto, scattata alle otto di sera è appena passabile, come del resto la maggior parte di quel che viene "cotto e mangiato" o precipitosamente messo in salvo dalle fauci della Pina. Però era un piatto facile e buono e per questo ve lo propongo.
La ricetta viene dalla Cucina del Corriere di febbraio, nella quale viene spiegato l'intero procedimento per fare tutto, dalla besciamella alla pasta per le lasagne. Io sono un donnino moderno e perciò mi avvalgo di preparati già pronti (con alterne fortune). Nulla vieta di farsi le cose da voi, io qui vi do la ricetta coi semilavorati già pronti.
Lasagne alle biete
lasagne alle biete
Ingredienti
600 gr di bietole da costa
1 confezione di besciamella pronta
lasagne pronte (qualche foglio, a me ne sono bastati tre)
80 gr parmigiano grattugiato
sale, pepe

Lavare bene le bietole, togliendo le parti danneggiate e lessarle per cinque minuti in acqua già calda e salata. A parte scaldare la besciamella e aggiungervi il parmigiano grattugiato. Se è troppo densa allungare con del latte a temperatura ambiente. Scolare e tritare le bietole.
Se necessario scaldare la pasta di lasagne a un foglio per volta in acqua calda, posizionare su una teglia imburrata un foglio di lasagna, le bietole, la crema e ricominciare fino a esaurimento degli ingredienti. Terminare con la lasagna, possibilmente ricoperta di crema (altrimenti spennellata di olio o burro fuso) e cuocere a 180°C per 40 minuti.
Aveva un aspetto orribile quando l'ho portata in tavola, invece era buonissimo.

venerdì 29 gennaio 2010

Recupero dal passato

Il mio lavoro prima di questo consisteva nell'acquistare stampe, brochure e libretti pubblicitari. Una volta venne a presentarsi un fornitore che portò con sé alcuni campioni del suo lavoro, tra cui un libro di cucina che aveva stampato la sua azienda. Era un libro bellissimo, ma per me troppo complicato, così dopo averlo sfogliato un paio di volte lo infilai in uno scaffale insieme ai romanzi e lì lo dimenticai.
Da quella giornata sono passati diversi anni, nel frattempo io sono andata a vivere col moroso e il libro è rimasto in quella casa di prima, visto che l'inquilina non aveva bisogno che le liberassi gli scaffali. Di recente sono tornata lì per un problema di caldaia e mi sono ricordata del libro, così me lo sono portato via. Si trattava nientemeno che di Pasticceria Salata di Ernst Knam!
Ad essere sinceri trovo tuttora gran parte delle ricette al di fuori della mia portata (e poi alcune sono spiegate in maniera del tutto superficiale, come se si rivolgesse a un pubblico di esperti), ma alcune ricette di torte salate sono invece abbordabilissime. E così, detto fatto: gli ingredienti in casa li avevo tutti, ecco che avevo trovato la cena per la sera.

Torta salata di spinaci di Ernst Knam
quiche_spinaci_uvetta_pinoli
Ingredienti
Un rotolo di pasta sfoglia
3 uova
250 ml di panna (io ho usato il latte)
spinaci
una manciata di uvetta
una manciata di pinoli
olio, sale e pepe

Srotolare la pasta sfoglia su una teglia. Accendere il forno a 180°C. Far rinvenire l'uvetta in una tazza con dell'acqua tiepida. Scaldare l'olio in una padella e cuocere gli spinaci per pochi minuti, aggiungere successivamente l'uvetta e i pinoli (eventualmente tostati in precedenza) e far insaporire. Salare e pepare. In una ciotola sbattere le uova insieme alla panna (o al latte), salare e pepare e con questa crema riempire la sfoglia. Versare sopra gli spinaci e cuocere in forno per 35 minuti.

mercoledì 27 gennaio 2010

Un ingrediente versatile

Quando c'è da fare l'ordine dei formaggi al gruppo d'acquisto ordino sempre la ricotta, anche se a volte il produttore poi non la consegna. E' un po' difficile perciò programmare dei menu con un ingrediente che non si sa se si avrà a disposizione (e che ne è stato degli yogurt alla vaniglia che non erano nella mia scatola la volta scorsa?). Ammetto però che avevo notato questa ricetta sul già citato libro di Trish Deseine già qualche giorno fa, quando ero alla ricerca di un dolce leggero. Poi l'avevo scartata perché mi pareva troppo da colazione.
E invece... la ricotta è arrivata! Che farne? Una torta salata, un pesto e...
Be', ho rispolverato la ricetta, l'ho modificata a mio gusto ed eccola qui.
Ric(c)ociambella al caffè e cioccolato
riccociambella al caffe

Ingredienti
280 gr di ricotta
150 gr di burro morbido
150 gr di zucchero
180 gr di farina
1/2 bustina di lievito
2 tazze di caffè
3 uova (tuorli e albumi separati)
gocce di cioccolato o cioccolato tritato a piacere (a me piace... tanto!)

Mescolare il burro con lo zucchero formando una crema. Aggiungere i tuorli uno alla volta e quando sono ben amalgamati unire la ricotta e il caffè, sempre mescolando. Montare gli albumi a neve fermissima e amalgamarli delicatamente al composto, mescolando dall'alto verso il basso per non smontarli. Setacciare la farina con il lievito, unirla all'impasto. Unire da ultime le gocce di cioccolato, mescolando per distribuirle uniformemente.
Versare in una teglia da ciambelle ben imburrata e cuocere in forno già caldo a 180°C per 40 minuti.
Grazie alla ricotta questo dolce si mantiene morbido a lungo.
Anche questa ricetta partecipa al contest di NeroNero.