Per cena e per pranzo

Oggi alle dodici e mezzo abbiamo l'incontro con l'Amministratore Delegato. L'appuntamento dovrebbe durare un'ora e se tutto andasse come deve, all'una e mezza potrei essere libera per il pranzo. La verità è che so come funzionano queste cose ed essere il terzo appuntamento della giornata significa portare ritardo più di un appuntamento con lo specialista della mutua.
Questo significa non sapere a che ora mangerò e di conseguenza non poter prendere appuntamento per pranzo con nessuno.
Ecco perché ieri sera sapevo che mi sarei dovuta preparare qualcosa da mangiare anche per oggi e mi sono organizzata di conseguenza. Che poi è vero fino a un certo punto e ora spiego esattamente com'è andata.
La ricetta di oggi viene da Cucina Naturale, che ha dedicato un articolo dell'ultimo numero a pranzi da portare in ufficio. Complessivamente l'articolo mi ha convinta poco (e ci sono anche rimasta male, perché è un articolo che adoro), perché prevedeva improbabili contenitori termici o vivande da scaldare e non tutti hanno questa possibilità in ufficio. Però le ricette di per sé non erano male, infatti questa che vedete l'avevo selezionata per una cena veloce in settimana (ieri sono tornata dalla palestra alle otto e mezza, doveva per forza essere una ricetta rapida). Ieri sera, mentre la preparavo ho letto: "Questa frittata è ottima sia tiepida che fredda" e mi sono ricordata di quello che dice Stefano Arturi nel suo Pausa Pranzo: la cosa più semplice è preparare una cena un po' più abbondante e portare come schiscetta quello che avanza. Così mi sono detta: preparo una parte della frittata nella cocottina monoporzione e la porto al lavoro.
E così ho fatto. La frittata ce la siamo mangiata ieri sera per cena con sommo entusiasmo del marito (ho proprio sposato l'uomo ideale: è sempre contentissimo di quello che cucino) e la cocottina attende il suo turno dentro la borsa portapranzo comprata da Stelladisale.
Come consigliava la ricetta, insieme alla frittata (che in questa quantità sarebbe davvero poco sostanziosa) ho portato anche un'insalatina condita con olio e gomasio e un pacchetto di cracker integrali.
Frittata radicchio e feta
(nessuna cocottina è stata fatta cadere dal quarto piano per scattare questa foto)
frittata feta e radicchio
Ingredienti per due persone (cui si può sottrarre un piccolo extra per il giorno dopo)
4 uova
2 piccoli cespi di radicchio (molto piccoli eh, altrimenti ne basta anche metà di uno normale)
80 gr di feta
mezzo bicchiere di latte
olio

Accendere il forno a 200° C. Lavare bene il radicchio e tagliarlo a striscioline. Scaldare l'olio in una padella che possa andare anche in forno e in una cocottina di ceramica termoresistente. In una ciotola sbattere le uova insieme al latte con la frusta a mano e aggiungere la feta tagliata a cubetti. Non occorre salare.
Far appassire il radicchio nella pirofila e nella cocottina e quando ha perso un po' di volume aggiungere il composto di uova, latte e feta. Spegnere il fuoco, trasferire i due contenitori nel forno già caldo e cuocere per 15 minuti.

Ovviamente se non volete portarvi nulla per il giorno dopo basta buttare tutto quanto nell'unica pirofila.

10 commenti:

SalvoSisteMista ha detto...
11 febbraio 2011 13:33

ed io che sto giù al freddo, buscandomi il raffreddore, aspettando che caschi qualche cocottina dalle finestre del 4 piano... :°(

Duck ha detto...
11 febbraio 2011 14:51

Mi piace l'idea della frittata microscopica nella cocotte e mi piace molto anche che tu abbia voluto tutti rassicurarci circa il fatto che la cocotte sia uscita indenne dall'ennesima sessione fotografica sul davanzale. E' una cocotte eroica!
Saluti

Ely ha detto...
11 febbraio 2011 14:55

davvero una bella idea da sfruttare :-) ciao Ely

Passiflora ha detto...
11 febbraio 2011 15:02

a proposito di lunghe attese, avrei dovuto entrare in una riunione mezz'ora fa, invece dovremo aspettare per vedere Mr Big (in senso aziendale) almeno un'altra oretta. così intanto ti passo a trovare, vedo questa frittatina e ti copio la ricetta. Ho un brutto presentimento sull'orario in cui mi libererò stasera. SOB.

lise.charmel ha detto...
11 febbraio 2011 15:14

salvo, ti confesso che sono dovuta scendere al terzo, perché al quarto c'erano il responsabile commerciale e il responsabile it-pa a fumare :)
duck, mi hai fatto un sacco ridere
ely, grazie!
passiflora, mi viene il dubbio che lavoriamo nello stesso posto! °__°

Lo ha detto...
11 febbraio 2011 21:08

ma ch ebuona....io ancora devo studiarmelo bene quella parte del giornale...il galletto si prota sempre via il pranzo...ma confesso gli do sempre cucinando un pezzo in più....magari presto gli dedico un pensiero così buono come il tuo
un bacione

Danda ha detto...
11 febbraio 2011 21:31

Uh, cavolo... mi ero persa il tuo post sulla borsina per le pause pranzo!!! E dire che questo è anche il mio problema principale, da quando ho ricominciato a lavorare! E poi... mmhh mica ci riesco a farmi avanzare qualcosa dalla cena! Qui ci mangiamo tutto! :S
Cmq grazie degli ottimi suggerimenti! ;)

Sick Girl ha detto...
15 febbraio 2011 11:26

mmmh che voglia di frittata....
comunque anche a casa mia non funziona il trucco di preparare la cena + abbondante per avere materiale per la schiscetta del giorno dopo... o sbagliamo le dosi o siamo troppo famelici :-)

p.s. sull'onda dell'entusiasmo per la schiscetta con spinacino e riso venere ho comprato al gas un kg di spinacini freschi... e adesso che me ne faccio? consigli?

Onde99 ha detto...
15 febbraio 2011 11:47

Anch'io preparo sempre in abbondanza per avere l'avanzo da portarmi a lavoro.. peccato che spesso mi tocchi fare la parte di Crudelia e ricordare alla dolce metà che quell'ultima fettina di frittata sarebbe "per la borsina dell'ufficio"...

lise.charmel ha detto...
18 febbraio 2011 10:04

ma il segreto per avere una porzione in più è proprio cucinarla separatamente e... nasconderla! :)
sick girl, ormai avrai risolto, ma prova a vedere sul nuovo numero di g2kitchen, c'è un'insalatina di spinacini e pollo che ha un'aria molto appetitosa