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Spaghetti con cavolfiore romanesco

Quanto mi è piaciuto il numero di gennaio di Cucina Naturale! Ho veramente fatto un sacco di ricette: zuppe, primi piatti, piatti unici: ce l'avevo sempre in mano, l'ho sfogliato mille volte ed è stato il mio salva-menu di buona parte del mese scorso. In particolare, mi ha risolto un paio di pranzi del sabato, proprio di quelli appena tornati dalla spesa, quando abbiamo fame e un sacco di cose da fare nel pomeriggio (in genere le pulizie o attività assimilabili) e non è certo il momento di mettersi a preparare qualcosa di elaborato.
Amo quei condimenti che si preparano mentre bolle l'acqua e si cuoce la pasta e che magari non devono essere costantemente controllati, di modo che contemporaneamente una possa apparecchiare, sistemare la spesa o svuotare la lavastoviglie, mentre nel frattempo il marito si dedica alla pulizia della lettiera.
Il piatto che vi mostro oggi viene da un'ispirazione trovata proprio su quella rivista, anche se la ricetta originale prevedeva del seitan, che io ho sostituito con della pancetta affumicata a dadini. Chi lo preferisce naturalmente può tornare all'ingrediente originale, personalmente non lo amo molto.
In questa occasione ho assaggiato per la prima volta il cavolo romanesco, che come si intuisce facilmente dal nome, non si vede comunemente sulle tavole lombarde, anche se negli ultimi anni si è diffuso di più. Lo trovo davvero bellissimo e coreografico per forma e colore (ma come sarà mai venuto in mente a qualcuno che una pianta dall'aspetto così marziano fosse anche commestibile?), anche se un po' meno saporito del classico cavolfiore bianco.
Spaghetti con cavolfiore romanesco
spaghetti al broccolo romanesco
(ricetta tratta da Cucina Naturale di gennaio)
Ingredienti per due persone
due piccoli cavolfiori romaneschi
una confezione di pancetta affumicata a dadini
160 gr spaghetti
2 cucchiai di pangrattato
un cucchiaino di timo secco
olio evo
sale

Dividete i cavolfiori in cimette e lessatele in abbondante acqua poco salata per otto minuti. Scolatele con una schiumarola e cuocete la pasta nella stessa acqua.
Scaldate un cucchiaio d'olio in una padella antiaderente e fatevi dorare il pangrattato insieme al timo. Mettete da parte. Nella stessa padella scaldate l'olio rimasto e fate saltare la pancetta fino a che non diventa croccante. Aggiungete il cavolo, rimestando spesso.
Scolate gli spaghetti molto al dente e tuffateli nella padella con il cavolfiore, aggiungendo se occorre qualche cucchiaio dell'acqua di cottura.
Servite nei piatti cospargendo con il pangrattato.

Gnocchi allo zafferano con topinambur e olive

Questo piatto è stato realizzato in un giorno in cui avremmo dovuto pranzare fuori. Oggi infatti saremmo dovuti andare a trovare mia madre, solo che ieri mi ha telefonato per dirmi di posticipare la visita: dalle sue parti infatti sembra che ci sia una nebbia terribile e lei non sarebbe stata tranquilla a saperci in macchina in quelle condizioni.
Così mi sono trovata a casa con il menu di oggi non fatto. E ora?
Per fortuna mi sono ricordata che avevo ordinato al gas i topinambur, perché avevo visto delle ricette interessanti su Cucina Naturale di novembre. Così sono corsa a cercare quel numero della rivista e ho trovato un piattino niente male. Ovviamente, non essendo una preparazione pianificata, mi sono trovata a realizzarla senza alcuni ingredienti abbastanza importanti, che non avevo in casa, come i pomodorini secchi o la scorza di limone (non c'è verso di trovare limoni non trattati, mi sa che quest'anno di biscotti al limone non se ne preparano).
Ad ogni modo è venuto tutto molto buono lo stesso, perciò con tronfiaggine estrema vado a presentarvi questo piatto che doveva essere di fortuna e invece è risultato da gourmet.

Gnocchi allo zafferano con topinambur e olive
(ricetta tratta da Cucina Naturale di novembre)
gnocchi allo zafferano con topinambur

Ingredienti per due persone
250 gr topinambur
110 gr farina
40 gr pangrattato
1 spicchio d'aglio
salvia e rosmarino (io li avevo secchi, se li avete freschi è meglio)
olive nere
1 bustina di zafferano
olio evo
sale

Mescolare la farina, il pangrattato e lo zafferano, aggiungere un pizzico di sale e amalgamare il tutto con poca acqua tiepida, aggiungendola poco alla volta, fino a formare un panetto. Coprire e lasciar riposare per 40 minuti in un luogo caldo (io avevo cotto una torta da non molto e l'ho messo nel forno spento).
Lavare e sbucciare i topinambur e tagliarli a cubetti.
Tritare l'aglio, scaldare due cucchiai d'olio in una pentola dal fondo pesante e soffriggere l'aglio insieme alla salvia e al rosmarino tritati. Aggiungere i topinambur, coprire e cuocere per 15/20 minuti a fuoco basso, aggiungendo poca acqua di tanto in tanto per non far attaccare.
Riprendere l'impasto degli gnocchi, formare dei cilindretti su un piano infarinato e tagliarli a cubetti. Cuocerli per almeno cinque minuti in abbondante acqua salata, scolarli con una schiumarola e aggiungerli alla pentola dei topinambur, mescolando bene.
Tritare le olive e servirle sopra il piatto di gnocchi e topinambur.

Aiuto, un nuovo post di cucina!

Mi è venuta voglia di scrivere, che la fine del mondo sia poi molto più vicina del vaticinato 2012? Non saprei dire se il mio improvviso entusiasmo sia dovuto a qualche strana congiunzione astrale, ma ho pensato di approfittarne in fretta, prima che mi passi.
La ricetta che propongo è in effetti abbastanza estiva o almeno, questo è l'effetto che fa a me. Io l'ho trovata su Cucina Moderna di agosto scorso e l'ho leggermente modificata, nel senso che l'ho alleggerita. L'originale prevedeva del pan carrè ammollato nel latte, che io ho eliminato in toto, tenendo solo la cremosità della ricotta frullata con la polvere di mandorle: a parer mio ho salvaguardato il sapore senza infierire con le calorie. Anche perché i pomodori secchi già da soli mi pare che aggiungano un bel carico, ma sono così buoni...
Pasta al pesto di mandorle
(ispirazione tratta da Cucina Moderna di agosto)
Pasta al pesto bianco

Ingredienti per due persone
160 gr pasta
100 gr mandorle
70 gr ricotta
qualche pomodorino secco sott'olio
un rametto di menta
sale, pepe

Cuocere la pasta al dente in abbondante acqua salata. Tritare le mandorle e amalgamarle alla ricotta, regolare di sale e pepe. Spezzettare la menta e unirla alla crema di ricotta. Scolare la pasta e condirla con la crema. Se la crema dovesse risultare poco fluida si può aggiungere dell'acqua di cottura della pasta.
Cospargere coi pomodorini secchi tagliati a pezzi e servire.

Un risotto alla moda

Ci sono ricette che rimbalzano da un angolo all'altro della blogosfera: complici gli ingredienti di stagione le si vedono prima da una parte, poi dall'altra, come se tutti all'improvviso ci fossimo messi contemporaneamente a mangiare lo stesso piatto, neanche si trattasse di un flash-mob alimentare.
Il risotto alle ortiche io l'ho visto per la prima volta da lei. Poi è apparso qui. E ho trovato le ortiche al mio GAS.
"Le ordini anche per me?", mi ha chiesto la mia amica Francesca. E quando sono andata a ritirarle a casa della signora che gestisce la verdura lei mi ha detto di averle prese anche lei. "Io ci faccio il risotto", le hai detto. E lei: "Anch'io".
Alla fine la ricetta che ho scelto l'ho trovata su Cucina Naturale ed è quella che vi riporto.
Mi raccomando una cosa: quando lavate le ortiche e le sfogliate indossate per davvero i guanti. Io, dimentica di come mi facevano male da bambina (è passato troppo tempo), non l'ho fatto e mi sono tenuta le mani doloranti per tutta domenica pomeriggio.
Risotto alle ortiche
risotto alle ortiche
Ingredienti per due persone
180 gr riso
2 mazzetti di ortiche
50 gr di scamorza affumicata
dado fatto in casa (nella ricetta della rivista il brodo viene preparato con le verdure sul momento, ma io ho ancora un po' di questa meraviglia)
1 scalogno
olio evo
sale e pepe

Lavate e sfogliate le ortiche (con i guanti!). Scottatele per due-tre minuti in un litro scarso di acqua bollente leggermente salata, poi scolatele con una schiumarola e trasferitele in un colapasta.
Aggiungete all'acqua di cottura due cucchiaini di dado e proseguite la cottura.
In una padella per risotti rosolate lo scalogno affettato fine, insieme a due cucchiai di olio. Aggiungete metà dell'ortica ben scolata e fate insaporire. Frullate l'altra metà, ricavandone una sorta di pesto. Versate il riso e la crema di ortiche nella pentola insieme alle ortiche, versando un po' per volta il brodo e cuocendo come un normale risotto.
A fine cottura spegnete il fuoco, aggiungete la scamorza grattugiata con la grattugia a fori larghi, coprite e fate mantecare per un paio di minuti.
Servite con altra scamorza grattugiata e una spolverata di pepe.

In zona Cesarini

Aprile è alle porte e io non ho ancora postato la ricetta di marzo del Cavolendario. Ma sono ancora in tempo!
So già che questa ricetta farà storcere il naso ai puristi. Ma chi se ne frega: sono una purista io? Al massimo della lingua italiana, per il resto sono una regina del sanfasò, perciò ben venga questa sperimentazione della carbonara, piena di tutti i sapori che mi piacciono.
Essendo anche pigra come ormai sanno anche i non lettori, ho fatto delle piccole modifiche di comodo (e poi non avevo gli spaghetti alla chitarra).
La versione originale ovviamente può essere reperita qui, perciò non mi affaticherò a scrivere le differenze in questo post (ah, come so ottimizzare io...).
Se non vi siete ancora scocciati di questo tono sbrigativo da impiegata del catasto, ecco qua il risultato del mio piatto e la ricetta.
Carbonara coi carciofi
(ricetta di Sigrid Verbert)
Carbonara ai carciofi
Ingredienti per due persone
160 gr di spaghetti
1 uovo
50 gr di parmigiano reggiano grattugiato
una confezione di pancetta dolce (ecco qua lo specifico però: se trovate il guanciale preferitelo)
1 carciofo
olio evo
sale e pepe

Pulire il carciofo e tagliarlo a spicchietti sottili. Rosolare in padella con un cucchiaino d'olio i quadretti di pancetta, scolarli e tenerli da parte al caldo. Nella stessa padella cuocere i carciofi per circa cinque minuti.
Nel frattempo cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Nel mentre sbattere bene l'uovo con il formaggio fino a ottenere una cremina fluida. Se occorre aggiungere poca acqua di cottura della pasta.
Scolare la pasta, condirla con la cremina di uovo, distribuirla nei piatti aggiungendo i carciofi e la pancetta e spolverizzando con pepe appena macinato.
Il marito ancora un po' si mangiava pure il piatto.

Le voglio fare tutte

In questo lunedì di buoni propositi che svaniranno prima di mezzogiorno devo sbrigarmi a scrivere questo post, prima che si trasformino in zucca come la carrozza di Cenerentola, anche se credo che quasi tutti noi autori e lettori di blog di cucina quando leggiamo carrozza pensiamo per prima cosa alla mozzarella. Io di sicuro quantomeno. Forse perché sono più golosa che romantica.
Comunque sto divagando e più divago e più il post si allunga e se si allunga poi si succedono altre cose e insomma, non lo finisco.
Invece meglio dedicarsi a una breve introduzione e via con la ricetta, che non essendo mia, ma del Cavoletto è di sicura affidabilità. Questa nello specifico viene dal Cavolendario ed è a quello che mi riferivo nel titolo dichiarando "Le voglio fare tutte".
Quella che qui presento è della pagina di febbraio e infatti a febbraio l'ho preparata. Ma siccome a febbraio ho scritto poco, ecco che ve la beccate a marzo, tanto la ricetta di marzo non l'ho ancora fatta, ma ho già ordinato i carciofi che si prevede di utilizzare, perciò probabilmente domenica prossima verrà realizzata, forse poi fotografata e se mi torna la voglia pure postata. In caso contrario i pazienti lettori la possono trovare ovviamente nella pagina di marzo del Cavolendario, che è sicuramente più attraente di questa pagina internet sperduta.
Sto di nuovo divagando. Tornando alla ricetta, specifico solo una cosa: quella originale prevedeva invece della carne trita i fegatini di pollo. Solo che quando il marito li ha visti nel reparto macelleria del super si è tirato indietro e io ho deciso di realizzarlo con la normalissima carne trita di bovino. Vedete voi a vostro gusto, così a noi è piaciuto molto.
Pappardelle al ragù di cioccolato
ragù al cioccolato
Ingredienti per due persone
150 gr pappardelle
100 gr carne trita bovina
1 dl passata di pomodoro
1 bicchiere vino rosso
mezza cipolla affettata finemente
50 gr cioccolato fondente
olio, sale, pepe
un chiodo di garofano intero (non avevo quello in polvere, ce l'ho messo intero e l'ho tolto alla fine)
un pizzico di cannella, noce moscata, peperoncino

Scaldare l'olio in un tegame capiente, aggiungere la cipolla e farla appassire. Aggiungere la carne trita e farla rosolare per qualche minuto. Aggiungere le spezie e sfumare con il vino. Aggiungere infine la passata di pomodoro e cuocere per dieci minuti. Nel frattempo cuocere la pasta in acqua bollente salata. Far sciogliere il cioccolato nel ragù all'ultimo.
Scolare la pasta, riversarla nel tegame del ragù e far saltare per un minuto a fiamma alta.

Far fuori gli avanzi

Domenica io e il marito abbiamo esultato: "Abbiamo finito il pandoro!"
Eh sì, perché l'anno scorso ci siamo tirati avanti per mesi gli avanzi di dolci natalizi per colazione e non ne potevamo proprio più. Mentre quest'anno siamo stati bravissimi e ne siamo molto fieri. E stasera ricomincio la mia produzione di dolci per la colazione, cosa che mi rende sempre molto felice.
Prima del pandoro però abbiamo dovuto far fuori un panettone di pasticceria gigantesco, regalo di un fornitore. Era buonissimo, davvero, però non ne potevamo più di mangiare solo quello a colazione. Piaceva anche alla Pina devo dire, tanto che facevo sempre una gran fatica a levarglielo dalle fauci.
Ecco perché scrivo questo post. Anche voi lettori siete circondati da montagne di panettoni e non ne potete più? Confesso che l'altra sera ero a cena da una collega che in un angolo ne aveva ammonticchiati almeno cinque. Ma lei ne va pazza sarà contenta così.
Se voi invece avete in un angolo solo una fettina, che non mangiate perché ormai l'avete fuori dagli occhi, perché ormai ci sono in giro i dolci di Carnevale che vi piacciono di più, perché ve ne siete dimenticati... ecco la soluzione: la pagina di gennaio del Cavolendario. Credo siano in pochi quelli che non l'hanno scaricato, ma poi bisogna vedere cosa si fa delle cose che si scaricano. A me per esempio sarebbe piaciuto molto appenderlo in cucina, ma non mi piaceva l'idea di una stampa fatta in ufficio sulla carta per fotocopie che lo avrebbe mortificato. Siccome non ho uno stampatore di fiducia l'ho salvato sul desktop e l'ho lasciato lì. Però di tanto in tanto me lo vado a guardare. E proprio nel mese di gennaio ho trovato la soluzione per far fuori l'ultima fetta di panettone che ormai non lo potevamo più vedere.
Ho usato gli spaghetti al farro al posto dei bucatini, per il resto ho seguito letteralmente la ricetta. E aggiungo una cosa: questo piatto ce lo siamo mangiato un sabato tornati dalla spesa e il condimento si fa senza fatica intanto che bolle l'acqua e cuoce la pasta. Un vero piatto sprint insomma.
Spaghetti con acciughe, arancia e briciole di panettone
spaghetti al farro con briciole di panettone
Ingredienti per due persone
160 gr di spaghetti
4 acciughe sotto sale
mezza arancia
1 fetta di panettone classico di buona qualità (Cavoletto suggerisce Loison, io ne ho usato uno di pasticceria)
1 cucchiaio di capperi sotto sale
1 spicchio d'aglio
olio evo


Dissalare le acciughe e toglierne le lische. In una padella capiente, scaldare un filo d’olio d’oliva, aggiungere l’aglio in camicia e le acciughe e farle sciogliere a fuoco medio. Aggiungere il succo dell’arancia e i capperi dissalati e lasciar cuocere per qualche altro minuto. Spegnere, togliere l’aglio e mettere da parte. Mettere a cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Nel mentre, frullare la fetta di panettone fino a ottenere delle briciole, poi farle soffriggere in una padella con un filo d’olio d’oliva fino a quando le briciole non saranno dorate e croccanti. Scolare la pasta al dente, farla saltare per un minuto nella padella con le acciughe e distribuirla nei piatti. Completare con le briciole di panettone e servire subito.

Io e Michelle Obama

La settimana scorsa nell'elenco di verdure disponibili al mio gas ho trovato il "Cavolo fiolaro di Creazzo". E che è? mi sono subito chiesta. E nel mentre che me lo chiedevo, già attivavo i motori di ricerca.
Non sono rimasta delusa. Per prima cosa ho scoperto che il cavolo (o broccolo) fiolaro è un prodotto De.Co. che ha anche un suo sito internet e una sagra dedicata in gennaio. Sul sito si legge che perfino Goethe fu affascinato da questo prodotto (anche se leggendo meglio poi si capisce che in realtà il poeta era più affascinato dalle contadine vicentine che dalle verdure) e che già alla sua epoca l'ortaggio era coltivato in notevole quantità.
Sempre grazie alla rete, ho scoperto poi che quando Michelle Obama ha deciso di impiantare l'orto della Casa Bianca le sono stati inviati anche i semi del cavolo fiolaro e mi son detta: "Anch'io voglio fare come Michelle!". Ma non avendo né un orto, né una Casa Bianca e nemmeno un marito presidente, l'unica opzione rimasta era quella di ordinare lo sconosciuto (almeno a me) cavolo fiolaro.
cavolo fiolaro di Creazzo
Certo che poi rimaneva il problema di come mangiarlo. Anche qui mi è venuta in soccorso la rete, in particolare con questa ricetta, che mi è sembrata gustosa e soprattutto rapida. Che non so voi, ma io ultimamente non ho tempo quasi nemmeno di lavarmi i denti, figurarsi cucinare.
Di quella ricetta mi sono limitata a cogliere lo spirito. Anche perché la vezzena non saprei dove andare a recuperarla. Perciò, col mio fido minipimer ho frullato dapprima un po' di parmigiano (diciamo 50 gr) con l'equivalente di nocciole. Poi li ho messi da parte e ho frullato le foglie di un cespo piccolo di cavolo con sale, pepe e olio. Dopodiché ho amalgamato i due miscugli e ho usato il pesto per condire un piatto di spaghetti (un cucchiaio a persona).
Il resto del pesto riposa in frigorifero ben coperto d'olio, per prossimi pranzi improvvisati, superveloci ma buonissimi.
Pesto di cavolo fiolaro
pesto di cavolo fiolaro
Signora Obama, i cavoli le sono spuntati? Perché questa è la stagione giusta. Spero che le siano venuti su belli rigogliosi. Se non sa cosa farne (anche se so che le hanno passato un ricettario insieme ai semi), provi un po' a passare al White Chef questa ricetta. Vedrà che non è niente male.

Pasta

Il mio primo esperimento con la pasta madre col quale ho ammorbato tutti i miei (per loro fortuna pochi) followers di twitter è finito nella spazzatura. Aveva un odore terribilmente acido, secondo me troppo ed era collosissimo senza essere cresciuto granché di dimensione. Ho scandagliato tutta la rete, visto milioni di foto di pasta madre altrui e non assomigliava a nessuna. Che poi io non ho ancora capito: vedo foto in cui l'aspetto è semiliquido e pieno di bolle. Oppure altre con il bel panetto e il taglio "fiorito". Allora, come cavolo dev'essere questo lievito madre? Comunque il mio non somigliava a nessuno dei due, perciò è finito orrendamente nel cestino. Ho riprovato con una nuova ricetta: l'aspetto è completamente diverso e anche questo mi convince poco e mi pare non lieviti per niente, comunque stasera si procederà col primo rinfresco (così dice questa ricetta).
Nel frattempo i miei libri ordinati su Bol (l'altro argomento con cui ho ammorbato i miei poveri followers) sono in consegna ma non riesco più ad aspettare che me li portino. Lì tra l'altro c'è anche "Pane e roba dolce", che spero mi apra porte, finestre e cancelli sul meraviglioso mondo della pasta madre. Ma quando arriva? Uffa.
Va be', parliamo di altra pasta. La pasta che si mangia per pranzo insomma. E che io ho preparato per il pranzo di domenica scorsa, copiando una ricetta facilissima di Cucina Naturale di novembre.
Spaghetti con bottarga, olive e pomodori secchi
spaghetti pomodorini, olive e bottarga
Ingredienti per due persone
160 gr spaghetti
25 gr olive nere snocciolate
due cucchiaini di bottarga in polvere (quella che ho usato io: se avete quella da grattugiare è meglio)
6 pomodori secchi
un bicchiere di vino bianco
olio evo
sale

Riunite in una ciotola i pomodori secchi, le olive e il vino, coprite e lasciate marinare per 30 minuti. Scolate dal vino i pomodori, strizzateli leggermente e tagliateli a filetti. Rosolate in padella con poco olio i pomodorini e le olive, poi bagnate col vino della marinata filtrato, facendolo sfumare. Nel frattempo lessate gli spaghetti al dente in abbondante acqua salata e saltateli in padella.
Distribuiteli nel piatto, spolverizzate con la bottarga e completate con un filo di olio a crudo.

Il pranzo della domenica

Della domenica apprezzo tante cose. Che non devo andare al lavoro, che posso svegliarmi tardi, che ho tempo per fare le cose che mi piacciono (insieme alle pulizie di casa, purtroppo) e posso farle con calma. Mentre dal lunedì al venerdì io e il marito pranziamo vicino all’ufficio in uno dei rari baretti o ristorantini di zona e il sabato trangugiamo una pasta veloce di ritorno dalla spesa, la domenica riesco a ritagliarmi un po’ di tempo per un piatto speciale e se il tempo è ancora buono possiamo mangiare in balcone, dove apparecchiamo un tavolinetto da campeggio comprato all’Ikea e ci godiamo gli ultimi raggi prima che arrivi definitivamente il gelo.
Ho preparato questa pasta per il pranzo di domenica scorsa, attratta dalla semplicità degli ingredienti e del procedimento. Per me, che non avevo mai fatto una pasta gratinata in tutta la mia vita (quante belle novità mi fa fare il blog) è stata una vera scoperta. Si tratta infatti di un piatto semplice e rustico, che la gratinatura in forno rende perfetto anche per gli ospiti, magari servito in graziose pirofile monoporzione. Il marito ha espresso più volte il suo entusiasmo, lucidando il piatto e rubando anche una forchettata dal mio, tanto che mi è venuta voglia di invitare gente a casa per rifarlo.
La ricetta è tratta da Sale & Pepe di settembre e nell’originale era proposta con conchiglie e provola. Io l’ho riprodotta con degli strozzapreti al farro e con la scamorza di bufala che ho comprato al gas. A parer mio può venire ottima con qualsiasi formaggio saporito a pasta semidura.
Strozzapreti con scamorza e pomodorini alle erbe
(ricetta tratta e adattata da Sale & Pepe di settembre)
pasta gratinata
Ingredienti per 2 persone
160 gr di pasta corta
200 gr di pomodori ciliegini
20 gr di pangrattato
20 gr di parmigiano grattugiato
un cucchiaio di erbe aromatiche miste (io ho usato timo, maggiorana, origano e erba cipollina)
60 gr di scamorza
peperoncino
olio evo
sale
un paio di foglioline di basilico.
Preriscaldare il forno a 200°. Lavare i pomodorini, tagliarli a metà e privarli dei semi. Ungere una pirofila (o due monoporzione), disporvi i pomodori e salarli. In una ciotola mescolare le erbe aromatiche, il parmigiano, il pangrattato, un pizzico di sale e uno di peperoncino e distribuirli sui pomodorini. A me poi ne è avanzata un po’, che ho usato alla fine per gratinare il piatto completo. Cospargere con un filo d’olio. Ponete la teglia in forno per 10 minuti, poi proseguite la cottura per altri 10 minuti a 250°. Intanto cuocete la pasta al dente in abbondante acqua leggermente salata. Grattugiate la scamorza con una grattugia a fori larghi. Scolate la pasta, conditela con un cucchiaio di olio e versatela nella pirofila dei pomodorini insieme alla scamorza. Mescolate un po’, ricoprite con il trito di erbe, parmigiano e pangrattato avanzato, coprite e ponete in forno a 200° per 10 minuti, poi scoprite, alzate il forno a 250° e cuocete per altri 5 minuti.
Decorate con il basilico e servite.

Sulla vetta della notorietà

Quando una foodblogger può dirsi arrivata? Ci sono diversi segnali. Tipo la lettrice che ti scrive per mandarti le sue ricette. Celo (perdonami June, devo decidermi a fare il tuo salmone marinato, sono sicura che è una bomba, è che io non programmo mai con sufficiente anticipo). Oppure lettrici che ti commentano per dirti che hanno fatto le tue ricette e sono venute buonissime. Celo. O anche (evviva!) blogger che vengono su questo blog, apprezzano una ricetta, la rifanno a casa, la fotografano e la mettono sul loro blog indicandone la fonte. Celo, anche questo, ebbene sì!
Anzi, adesso annuncio ufficialmente che sto per montarmi la testa, perché Lo di Galline 2nd life ha rifatto la mia torta salata di melanzane e guardate come le è venuta bella! Per non parlare di tutti i complimenti carini che mi fa (andate a leggere anche quelli per favore!).
Se a qualcuno sarà sembrato che io stia facendo un po' la scemetta, è proprio così. Ma il fatto è che quando ho aperto questo blog l'ho fatto unicamente per dire a me stessa: "Guarda le cose che sei stata capace di fare!". Ed effettivamente è servito, perché a un certo punto della mia vita, l'anno scorso, mi sono detta: "Ma io cosa ho combinato fino ad ora?" e non sono stata tanto dispiaciuta di essermi potuta rispondere: "Ho fatto i biscotti e la focaccia".
Ho sentito il bisogno di ribadire questa cosa perché non si fa altro che leggere in giro di gente che vorrebbe farsi pagare per le sponsorizzazioni e forse è brava, forse no, forse se la tira, forse sbaglia, forse si svende e si finisce per dimenticare che tantissima gente ha aperto e continua a tenere un blog di cucina esclusivamente per il piacere di farlo, per il gusto di poter dire ogni volta: "Questo è quello che faccio e che mi piace fare" e poi per il piacere dello scambio con chi ha lo stesso hobby.
Ci tenevo a dirlo perché nell'infuriare della polemica mi è sembrato che fossimo tutti indicati come dei montati, che credono di essere dei grandi chef solo per i due piatti (nel mio caso anche mal presentati) che fotografano e mostrano al mondo. Ecco, non è proprio così automatico.
Poi ci sono persone che sono riuscite a trasformare il blog in una professione, va benissimo, trovo favoloso vivere dei proventi della propria passione, ma questo non significa che sia quello che vogliono tutti, meritandoselo più o meno.
Ho detto.
(del resto, visto che ormai mi sento arrivata avrò diritto pure io alle mie personali crociate)
E adesso, per rimediare alla lungaggine dell'introduzione, vi mostro una ricetta di pasta ultrarapida, tratta da In the mood for food di Jo Pratt, che mi risolve spesso il pranzo del sabato.
Semplicissima, oltre che veloce, potrebbe sembrare quasi banale, non fosse per quel tocco di limone che le dà un tocco speciale senza fatica.
Pasta con olive e basilico
pasta alle olive
Ingredienti per due persone
160 gr di pasta (io ho usato penne al farro)
una manciata abbondante di olive nere denocciolate e fatte a pezzetti
un rametto di basilico
il succo di mezzo limone
abbondante parmigiano
olio, sale, pepe
(dosi indicative perché quando uno fa una pasta di fretta non si mette lì col bilancino, ma va a occhio e secondo il proprio gusto)

Cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Scolarla e versarla nuovamente nella pentola di cottura insieme alle olive e al basilico ridotto in striscioline. Condire con olio, pepe e succo di limone e con il parmigiano (tenendone un cucchiaio da parte). Distribuire nei piatti, spolverare con il parmigiano rimasto e servire.

Meglio d'inverno

Qui a Parigi è tornato l'inverno, così sabato avevo previsto di fare questa pasta, non prettamente estiva. Poi di colpo la temperatura si è alzata, ma ormai gli indredienti li avevo comprati e così sabato a pranzo è stato il momento di questa ricetta per me nuova ma che consiglio per una stagione più fredda.
La ricetta originale prevedeva le orecchiette, ma nel supermercato sotto casa costavano troppo e così ho ripiegato su delle pipe rigate. Inoltre al posto della pancetta dovevano esserci dei cubetti di speck, qui sconosciuto. Per fortuna avevo dello speck portato dall'Italia il weekend precedente, ma non volevo sprecarlo per cucinarlo e quindi l'ho usato solo come decorazione.
Pipe ai ceci, indivia, speck e pecorino


Ingredienti
Pipe rigate
Ceci precotti
Pancetta a cubetti
Indivia
Salvia
Rosmarino
Alloro
Scalogno
Qualche fettina di speck per decorare
Pecorino
Olio
Sale
Pepe

Togliere la pellicina ai ceci, mondare lo scalogno, affettare a striscioline l'indivia. Mentre l'acqua bolle, far soffriggere lo scalogno in una padella con olio. Aggiungere la pancetta e l'indivia insieme agli aromi (tranne il pepe). Dopo qualche minuto aggiungere i ceci e lasciare andare con il coperchio aggiungendo acqua di cottura della pasta se dovesse risultare troppo asciutto. Scolare la pasta e saltarla nella padella con il condimento. Impiattare e cospargere di pecorino grattuggiato, pepe e un po' di speck a trancetti.

Nella foto i ceci non si vedono perchè tutti nascosti nelle pipe :)

Fresco e veloce

All'inizio dell'estate ho cominciato a cercare quasi con ansia dei libri di ricette fresche e adatte alla stagione. E' vero, ho tutte le mie riviste, ma sfoglia che ti sfoglia, mi sembrava di non trovare mai la ricetta adatta, per non parlare dell'effetto che mi faceva il numero di Donna Hay di giugno/luglio con le stagioni invertite e foto di polenta e caminetti.
Così nella mia ricerca mi sono imbattuta in questo libro e non ci ho messo molto a decidere di acquistarlo, insieme ad altri due della stessa casa editrice. Nonostante siano tutti e tre molto belli, è proprio Fresh and Fast quello che mi dà le maggiori soddisfazioni e non c'è venerdì sera in cui io non sia impegnata a sfogliarlo per preparare i menu della settimana.
La ricetta che propongo oggi l'ho già sperimentata diverse volte e sempre con soddisfazione: è veramente fresca e veloce, ma soprattutto molto buona.
E poi si fa con pochissimi ingredienti, che non è difficile avere in casa. La ricetta originale prevede gli spaghetti, io qui la presento realizzata con le penne (integrali al farro), scegliete voi il tipo di pasta che più vi aggrada.
Pasta zucchine, capperi e limone
(tratta dal libro Fresh and Fast di Michele Cranston)
pasta con zucchine
Ingredienti per due persone
160 gr di pasta
2 grosse zucchine
1/2 limone
un cucchiaio di capperi sotto sale, ben sciacquati
1 cucchiaio di origano secco
parmigiano grattugiato
olio, sale e pepe

Cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Nel frattempo lavare le zucchine, tagliare via le estremità e grattugiarle con una grattugia a fori larghi. Quando la pasta è cotta, scolarla e versarla nuovamente nella pentola di cottura insieme alle zucchine, i capperi, il succo del limone, l'origano e condire con un po' di olio e pepe. Servire nei piatti e cospargere di parmigiano.

Allora funziona!

Premessa numero uno: sono una scettica. Premessa numero due: sono lunatica. Mi capita spesso di essere immusonita senza vere ragioni e in quei casi non ce n'è per niente e per nessuno.
Sabato mattina per esempio, dopo essere stata dalla mia malvagissima estetista e aver gironzolato in una zona molto più carina di quella dove vivo, dopo aver perso il treno e fatto tardi, sono tornata a casa immusonita (detesto andare dall'estetista, a differenza di molte donne) e non avevo voglia di far niente. Nemmeno di preparare il pranzo.
"Io non ho nessuna voglia di cucinare" ho annunciato al moroso serenamente adagiato sul divano a guardare la televisione. Lui non si è fatto turbare. Ho sbuffato un po', poi ho arraffato In the mood for food (ne parlavano tutti, me lo sono procurato anch'io) e sono andata alla sezione "troppo pigra per cucinare". L'ho già premesso: sono scettica. Non mi aspettavo di trovare nulla di interessante: in base alla mia esperienza queste ricette veloci sono piene di ingredienti che in casa non abbiamo mai. Invece mi sono dovuta ricredere. Nella sottosezione dedicata alla pasta ho trovato esattamente ciò che faceva al caso mio. In casa c'era proprio tutto, perfino l'ingrediente facoltativo.
L'entusiasmo di aver trovato qualcosa di veloce e perfetto per il mio malumore mi ha immediatamente guarito dal musone e mi sono messa all'opera con entusiasmo, salvando così il pasto e la mia relazione (anche se poi il moroso ha detto che non l'avrebbe messa a repentaglio per così poco).
Ho un solo appunto da fare a Jo Pratt: ma quanta pasta ti mangi? Non si possono indicare tre etti di pasta in una ricetta per due persone, suvvia, chi sono 'sti due?
Pasta veloce con feta e piselli
pasta feta e piselli
Ingredienti
160 gr di penne al farro
100 gr di feta tagliata a dadini
120 gr di piselli (io ho usato quelli in scatola, la ricetta suggeriva quelli surgelati, opportunamente scongelati)
qualche fogliolina di menta
una manciata di olive
olio, sale e pepe

Cuocere le penne al dente. Due minuti prima della fine della cottura della pasta versare nella pentola anche i piselli. Al termine della cottura scolare pasta e piselli insieme, conservando un paio di cucchiai dell'acqua di cottura. In un contenitore mescolare insieme la pasta coi piselli, la feta e le olive tagliate a pezzettini. Sminuzzare le foglie di menta dopo averle lavate e aggiungerle alla pasta. Condire con olio, mescolare bene e servire.
La ricetta andrebbe completata con il succo e la scorza di mezzo limone, ma insomma, i miei lettori lo sanno che io mi scordo sempre qualcosa.

Comunque è una pasta ottima e abbiamo mangiato con molto gusto e pieni di buonumore.

Si può fare!

Questo post prende spunto da quest'altro della Lo, in cui si parla di istituire un giorno vegano alla settimana.
Anche se ultimamente scrivo meno, c'è una cosa che devo a questo blog: la mia alimentazione è molto più varia da quando l'ho aperto. Lo stimolo a cercare ricette nuove, ingredienti nuovi, spunti nuovi mi permette di evitare la solita abbinata bistecca/insalatina che sarà pur pratica, ma non solo è noiosa, ma anche poco sana (oltre che eticamente non tanto consigliabile). Lo stimolo viene da tantissime parti, ma spesso dai blog che leggo, così  pieni di passione e di idee. Ecco perché me ne sono appropriata e ho cercato di fare una giornata vegana, ponendomi la sfida di non utilizzare ingredienti quali tofu, seitan e simili, così lontani dalla nostra cucina abituale. Ovviamente non ho nulla contro questi ingredienti, ma volevo dimostrare a tutti che anche chi storce il naso davanti ai cibi "esotici" può tranquillamente fare una giornata vegana senza allontanarsi dai propri gusti.
La colazione qui non la vedete, ma un caffè o un the e un paio di fette di pane e marmellata la risolvono facilmente senza ingredienti animali.
Invece i due pasti principali del giorno sono legati da un ingrediente comune: gli asparagi.
A mezzogiorno abbiamo mangiato un comunissimo piatto di spaghetti integrali agli asparagi. Gli asparagi li ho lessati nell'acqua di cottura della pasta e poi li ho brevemente saltati in padella insieme agli spaghetti.
Spaghetti agli asparagi
Per la sera invece ho copiato un piattino visto su Donna Hay Magazine di marzo (ma che bella è quella rivista?), omettendo solo le scaglie di parmigiano per restare sulla scelta vegana dichiarata a inizio post.
Anche questa, non starei a spiegarla come una ricetta classica, ma come ha fatto lei, direi che ho affettato qualche zucchina sottile sottile (be', io non son tanto brava a tagliare sottile, ma voi ve la caverete benissimo) e l'ho fatta grigliare sulla piastra bollente insieme a qualche asparago e a delle fettine di limone.
Dopo qualche minuto ho unito a una manciata abbondante di ceci in barattolo opportunamente sgocciolati e ho condito con sale, pepe e olio.
Insalata grigliata di asparagi e zucchine
Giuro che non si sente per niente la mancanza della carne.

Non solo lavoro

Non è sempre vero che quando non scrivo è perché ho troppo da fare (o sono sempre in riunione). A volte mi capita di cucinare, fotografare, caricare la foto e sistemarla e poi dimenticare a casa la rivista da dove ho copiato la ricetta. Ma va be', chi mi conosce non si stupirà nemmeno.
Chi mi segue su Twitter lo sa: ho passato un lungo week-end a Valencia e sono tornata al lavoro solo ieri, completamente svarionata per l'arrivo a tarda ora, dimenticando tutto, compresa una cosa importante da consegnare ad un'amica che ho visto per pranzo. Be', vuol dire che dobbiamo organizzare di nuovo e presto.
Stamattina però ero un po' meno svarionata, dopo un buon sonno ristoratore sotto la mia copertina di lana fatta all'uncinetto dalla nonna trentotto anni fa. Così finalmente mi sono ricordata di portare con me il numero di Cucina Naturale di aprile, da cui ho tratto la ricetta che vado a presentare e che ho preparato già più di dieci giorni fa.
Mi sento di aggiungere solo una constatazione: adoro le fave, ma non le avevo mai cucinate prima. Non avevo idea dello sbattimento. Sgranare, cuocere, sbucciare, il tutto per un piccolo pesto da mettere sulla pasta. Per carità, va benissimo eh. Solo, ricordarsi che è un'operazione un po' lunga e che richiede un po' di tempo.
La ricetta è dedicata a Viviana, uno dei miei contatti di flickr, che me l'ha espressamente chiesta nei commenti alla foto.
Fusilli al pesto di fave
(ricetta tratta da Cucina Naturale di aprile)
Fusilli al pesto di fave
Ingredienti per due persone
160 gr di fusilli al farro
130 gr di fave sgranate (ca. mezzo kg con ancora il baccello)
50 gr di ricotta
30 gr di pecorino grattugiato
1 cucchiaio scarso di mandorle
un paio di rametti di timo
olio, sale e pepe

Portate a bollore l'acqua per la pasta e fatevi sbollentare le fave un paio di minuti. Scolatele e raffreddatele velocemente con acqua fredda. Eliminate la pellicina dalle fave, dopodiché saltatele in padella con un cucchiaio di olio per circa 5 minuti, salate e pepate.
Frullate le fave insieme alle mandorle, il timo, qualche cucchiaiata dell'acqua di cottura, la ricotta e il pecorino, fino a ottenere una crema densa. Contemporaneamente lessate la pasta e scolatela al dente. Servitela con il pesto di fave, decorando con qualche mandorla spezzettata e qualche rametto di timo.

La cena che si credeva un pranzo

Non so voi, ma a me nel fine settimana si dilatano i tempi, gli impegni, i pasti. Sabato per esempio ho pranzato che erano quasi le tre. Pessima mossa, visto che poi avevo una cena pantagruelica a casa di amici, sullo stile di "ognuno cucina qualcosa", peccato fossimo in 15 e quindi si trattasse di una cena da 15 portate (quindici no, ma quasi). E' andata a finire che sono tornata a casa alle due di notte e mi sono svegliata tardissimo la domenica mattina, senza nessuna intenzione di mangiare. Così, tra una cosa e l'altra ho cominciato a preparare il pranzo che erano quasi le due e mi sono accorta solo leggendo la ricetta che le lasagne dovevano cuocere in forno per 40 minuti e quindi saremmo finiti nuovamente a pranzare tardissimo. Così, a metà lavoro ho deciso che quella sarebbe stata la cena e così è andata. E il pranzo è stato risolto con un piatto di spaghetti in bianco.
La foto, scattata alle otto di sera è appena passabile, come del resto la maggior parte di quel che viene "cotto e mangiato" o precipitosamente messo in salvo dalle fauci della Pina. Però era un piatto facile e buono e per questo ve lo propongo.
La ricetta viene dalla Cucina del Corriere di febbraio, nella quale viene spiegato l'intero procedimento per fare tutto, dalla besciamella alla pasta per le lasagne. Io sono un donnino moderno e perciò mi avvalgo di preparati già pronti (con alterne fortune). Nulla vieta di farsi le cose da voi, io qui vi do la ricetta coi semilavorati già pronti.
Lasagne alle biete
lasagne alle biete
Ingredienti
600 gr di bietole da costa
1 confezione di besciamella pronta
lasagne pronte (qualche foglio, a me ne sono bastati tre)
80 gr parmigiano grattugiato
sale, pepe

Lavare bene le bietole, togliendo le parti danneggiate e lessarle per cinque minuti in acqua già calda e salata. A parte scaldare la besciamella e aggiungervi il parmigiano grattugiato. Se è troppo densa allungare con del latte a temperatura ambiente. Scolare e tritare le bietole.
Se necessario scaldare la pasta di lasagne a un foglio per volta in acqua calda, posizionare su una teglia imburrata un foglio di lasagna, le bietole, la crema e ricominciare fino a esaurimento degli ingredienti. Terminare con la lasagna, possibilmente ricoperta di crema (altrimenti spennellata di olio o burro fuso) e cuocere a 180°C per 40 minuti.
Aveva un aspetto orribile quando l'ho portata in tavola, invece era buonissimo.

Due pesti ultrarapidi per il pranzo del sabato

Per tante famiglie italiane (almeno a giudicare dalla folla che ci trovo alla Coop), il sabato mattina è il momento della spesa. Solo che è anche il momento in cui uno di solito dorme un po' di più, specie se la sera prima è uscito con gli amici (il moroso, perché di solito io il venerdì sera mi chiudo in cucina a infornare dolci), quindi va a finire che non siamo in direzione del supermercato prima delle undici/undici e mezzo. Poi, siccome si tratta di un centro commerciale, ci fermiamo a bere il caffè, guardiamo le vetrine, entriamo in un qualche negozio (è immancabile la tappa nel rivenditore di elettronica, dove io mi fermo agli elettrodomestici per la cucina e lui parte in direzione televisori) e insomma, tra una cosa e l'altra finisce che siamo a casa intorno all'una e un quarto e non mangiamo mai prima delle due.
Ovviamente non è questo il momento di mettersi a preparare delle lasagne o l'arrosto in crosta: allora di solito me la cavo con gli spaghetti conditi con olio e un po' di polvere di bottarga. E' vero che son buonissimi, ma non si può mangiare tutti i sabati le stesse cose.
Ecco allora che ho sperimentato due rivisitazioni di pesto super sprint, da prepararsi mentre si cuoce la pasta con il solo ausilio di un frullatorino senza pretese (comprato a 15 euro nel suddetto rivenditore di elettronica).
Pesto di rucola
Penne al pesto di rucola
Preparato frullando foglie di rucola, olio, sale, pepe, parmigiano e una manciata di pinoli.

Pesto di ricotta e spinaci
pasta al pesto di spinaci
Ricordando di aver visto questo mesi fa, ho frullato spinaci, ricotta, olio, sale e pepe.

La pasta dei due piatti è la stessa: penne bio al farro (comprate al gruppo d'acquisto).

La pasta del sud

Proprio ora che sto per trasferirmi ancora più a nord, mi è venuta voglia di pubblicare la ricetta di questa pasta del profondo sud. E' una ricetta che ho imparato a Pantelleria un'estate di parecchi anni fa e che forse è poco indicata a questo clima post natalizio, ma tant'è. La foto non è molto bella, ma vi assicuro che la pasta è buonissima!









Pasta pantesca
Spaghetti alla chitarra
Pomodorini ciliegia
Capperi
Uvetta
Mandorle
Pinoli
2 alici
Peperoncino
Origano
Aglio
Pangrattato

Preparate un sughetto con tutti gli ingredienti ad esclusione del pangrattato (per rispettare meglio le consistenze, cominciate con aglio, pomodorini, alici, origano e peperoncino, poi aggiungete l'uva passa, le mandorle tritate grossolanamente e infine i pinoli). Scolate la pasta e saltatela in padella con il sughetto, guarnendo con pangrattato come fosse parmigiano.

Briciole!

Il mio fidanzato mi chiama solitamente con l'iniziale del mio nome di battesimo, ma gli piace anche usare tanti nomignoli teneri. Tra questi Briciolina è uno dei miei preferiti.
A proposito di briciole, come dice anche la Precy, ultimamente sono di gran moda. Non solo lei ci ha fatto una ricetta originale sbriciolando una colomba sulla pasta, ma c'è anche un bel servizio con tanto di copertina su Sale e Pepe di giugno.
Io, si sa, sono meno chic e mi sono accontentata di una ricetta semplice ma gustosa (e preparata in pochissimo tempo), ripescata dal numero di giugno di Cucina Moderna, che potete vedere ritratto anche nella mia foto, per un rapido e impietoso confronto.
Fusilli con pesto alle erbe aromatiche
Tra l'altro io praticamente non ho in casa pasta bianca: a parte gli spaghetti tutto il resto è o integrale o al farro che tanto mi piace, questo spiega il colore più scuro della mia preparazione.
Spaghetti con pomodorini e pesto di erbe aromatiche
Ingredienti per due persone
160 gr di fusilli
100 gr di pomodorini perini
1 fetta di pane raffermo
2 cucchiai di parmigiano
1 manciata di foglie di rosmarino, timo e salvia
1 manciatina di pinoli
1 spicchio d'aglio (facoltativo, infatti io non ce l'ho messo)

Lessare i fusilli in abbondante acqua salata. Lavare i pomodorini e tagliarli in due o se sono grossi in quattro. Frullare insieme l'aglio, il parmigiano, la fetta di pane e le erbe aromatiche, aiutandosi con un filo d'olio. Servire la pasta con i pomodorini crudi e il pesto di erbe, pane e parmigiano. Aggiungere i pinoli alla fine.