Tabù da superare

Lo dico sempre che ho dei tabù culinari, ne ho sempre avuti. Poi, quando li supero, scopro che si trattava proprio di cretinate. E va be', sono fatta così.
Avevo tabù sugli arrosti, sul pesce, sulle zuppe. Ho ancora il tabù della pasta fatta in casa (questo mi sa che è il più grosso, ci sono quasi affezionata, mi bagna le piante quando vado in vacanza), delle glasse sui dolci (ho paura che non si addensino, che si addensino troppo, che si spetascino e così via).
Avevo quello del pane fatto in casa e lo volevo superare. Così mi sono comprata questo libricino che mi pare tanto grazioso e mi sono detta che sarebbe arrivato il momento. Quando sono andata a fare la spesa, sabato, mi sono comprata il lievito di birra che mi faceva tanta paura e la farina manitoba (che poi non ho usato perché avevo la 0, ma fa niente, è lì, la userò).
Ero proprio decisa e convinta: questo sarebbe stato il ponte del pane (volevo provare anche a fare gli gnocchi e invece no, ma fa niente, sarà la prossima volta).
Il momento era così arrivato che a un certo punto non potevo più aspettare: dovevo impastare!
Purtroppo però erano le sei di sera e sul mio librino c'era scritto che il pane avrebbe dovuto lievitare due volte: la prima per 4 ore, la seconda per tre. Non era esattamente il momento giusto.
Avrei potuto allora fare la focaccia? Ho controllato sul libricino e anche su Kitchen: la lievitazione poteva variare da una a due ore. Be', io ho provato.
Ecco il risultato.
Focaccia a pezzetti
Ed ecco come l'ho fatta, mischiando le ricette dei due libri e verificando sul campo.

Ingredienti per una teglia di focaccia
300 gr di farina 0
8 gr di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di zucchero
1 manciatina di sale fino
1 manciatina di fior di sale
6 cucchiai di olio

Sciogliere il lievito in una tazza di acqua tiepida insieme allo zucchero. Nel frattempo unire il sale fino alla farina. Dopo dieci minuti, quando la mistura di acqua e lievito sta cominciando a fare una piccola schiuma, aggiungerla alla farina, cominciando a impastare (io ho usato il Kitchen Aid), aggiungendo via via l'olio (meno un cucchiaio) e amalgamando lentamente fino a che non si forma un composto elastico. Può darsi che occorra aggiungere farina o acqua, a seconda della compattezza dell'impasto. Formare una palla e lasciarla lievitare per un'ora in una ciotola coperta con un telo. Almeno: a casa mia che è bella caldina un'ora è bastata.
Quando l'impasto è raddoppiato (così dicevano le ricette, io sono andata a occhio), stenderlo su una teglia coperta di carta da forno. Pigiare l'impasto con la punta delle dita, cospargerlo col fior di sale e col cucchiaio di olio rimasto. Portare il forno a 250°C. Far lievitare ancora l'impasto per circa 20 minuti circa e infornare per altri 20/30 minuti (fino a che la focaccia non sarà dorata).

Il risultato mi ha talmente entusiasmata e il moroso era così contento che il lunedì l'ho rifatta.
Focaccia semplice

8 commenti:

Anonimo ha detto...
10 dicembre 2009 19:05

L'aspetto è davvero invitantissimo! complimenti proverò a farla con questa ricetta.

Danda ha detto...
10 dicembre 2009 19:53

Buonissimaaaa!!!
Anch'io ho il tabù del pane! E anche quello della focaccia (pugliese però). L'ho sempre voluta fare perché la sanno fare la mia mamma e la sapeva fare la mia nonna. Però non mi ci sono mai impegnata.
Mi hai fatto venir voglia. Chissà che sotto Natale non convinca la mamma a seguirmi nel mio intento!
Cmq mi raccomando, carta da forno sì, ma quella biodegradabile! ;)
Un abbraccio soffice e focaccioso!

Ginevra ha detto...
11 dicembre 2009 09:26

mmmh da genovese ti dico che ha proprio un bell'aspetto di focaccia buona e soffice :-)

lise.charmel ha detto...
11 dicembre 2009 09:40

anonimo, fammi sapere!
danda, prova, vedrai che ti verrà buonissima. carta forno, purtroppo prima vorrei finire questo rotolo comprato qualche mese fa, poi sicuramente solo quella segnalata da te biodegradabile
ginevs, grazie, in effetti anche il sapore ricordava molto l'originale

Jasmine ha detto...
11 dicembre 2009 09:47

La focaccia sembra buonissima ma ora devi superare almeno il tabu del pane (in fondo è lo stesso principio) e quello della pasta fatta in casa!
Io adoro fare sia il pane che la pasta in casa, anzi il pane ormai non lo compro quasi più dal panettiere :)

Bel blog, tra parentesi :)
A presto
J.

Alem ha detto...
11 dicembre 2009 10:34

il tabu' del pane devi superarlo, per me è la soddisfazione massina, vederlo crescere, sentirne il profumo e controllare le "bolle"..

monicabionda ha detto...
11 dicembre 2009 12:07

tabù degli arrosti e delle carni in genere, da queste parti.
quanto a pane e pasta, io mi arrendo: per ora mi manca il piano di lavoro giusto su cui tirare l'impasto, e non posso sbizzarrirmi...

lise.charmel ha detto...
11 dicembre 2009 14:59

jasmine, alem, il tabù del pane ormai lo considero superato, l'unica cosa è che devo avere una giornata intera per tenere d'occhio le varie fasi di lievitazione, tutto qui
monica, infatti il gustavo in questo aiuta parecchio :)