Sono la versione femminile del Puffo Brontolone

E odio il Natale. L'ho sempre odiato, fin da quando da ragazzina quando passavo i pomeriggi di dicembre alla sfrenata ricerca di regalini per compagne di classe delle quali non mi fregava un tubo, per ricevere da loro oggettini deprecabili che desideravo solo buttar via. E mi domandavo perché ognuna di noi non si tenesse i suoi soldi per comprarsi ciò che le pareva, in nome di una festività che non sentivo più da molti anni.
Odiavo anche i pranzi forzati con parenti che non mi piacevano, corredati di altri scambi di deprecabili regali.
Per non parlare delle decorazioni, in gran parte orrende, a partire dagli inguardabili Babbi Natale appesi ormai a tutti i balconi, fino alla gigantesca renna di cristallo penzolante (dal tre di novembre!) dal soffitto del centro commerciale dove faccio la spesa, passando per tutta una serie di lucine a intermittenza che squarciano il buio delle notti invernali.
So che c'è gente che ama il Natale e che adora fare regali e li ammiro moltissimo, ma io non sono così.
Un altro tormento cui è difficile sfuggire sono le cene di Natale, in particolare quelle aziendali. Quest'anno, per via della crisi, ce la caveremo con un festeggiamento interno, con torte dolci e salate portate da noi. La cosa che non mi piace è che sarà un concorso. Chi è arrivato fino qui nella lettura di questo post non ci metterà molto a intuire che anche questa è una cosa che detesto, soprattutto perché sono costretta a partecipare, mentre avrei preferito una cosa semplice alla "chi vuole porta qualcosa".
A causa della faccenda concorso non me la sono sentita di portare la solita "tre uova, burro, farina, zucchero e lievito, 45 minuti in forno" e dopo lunghe pensate ho deciso di fare un tronchetto.
Attenzione, perché da qui in poi questo post somiglierà in tutto e per tutto a quelli letti in giro per il Cofeca's day. Tutto nella realizzazione di questo tronchetto è andato storto, facendomi pentire a ogni passaggio di non aver comprato una torta in busta della Paneangeli (avevo anche un buono sconto) da versare nella tortiera e via andare.
La marmellata che avevo scelto, di pere e cacao, aveva al gusto un saporino triste, da mensa degli anziani che non mi sarei aspettata. Il rotolo, al momento dell'arrotolamento si è spaccato (non mi era mai successo!) in più punti, lasciando intravvedere il ripieno scuro. Questo problema si è poi risolto con la copertura della ganache, che ha occultato le magagne, peccato che si sia poi incollata al piatto sul quale avevo messo il rotolo per decorarlo, così stamattina, per staccarlo si è rotto tutto quanto e per il nervoso avrei buttato nella spazzatura dolce e piatto di ceramica insieme. Alla fine ho chiesto al moroso di portare il dolce ai suoi, sperando che non si offendano di essere destinatari di un dessert tutto spetasciato.
Alla fine in ufficio ho portato una quiche lorraine, che non parteciperà al concorso, perchè non si può partecipare al concorso con una quiche lorraine, dai, sarebbe come partecipare con un uovo sodo.
L'orrenda foto è stata scattata sul balcone dell'ufficio con il blackberry.
Quiche lorraine

Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia pronta
3 uova
200 ml di panna fresca
due/tre cucchiai di latte
sale, pepe, noce moscata
1 confezione di pancetta dolce a dadini


Preriscaldare il forno a 180°C. Stendere la sfoglia su una tortiera e bucherellarla con una forchetta. Sparpagliare la pancetta a dadini sul guscio di sfoglia. In una ciotola sbattere brevemente le tre uova, aggiungere il latte e la panna e amalgamare bene. Da ultimo salare, pepare e insaporire con la noce moscata grattata al momento, a gusto personale (io la adoro, ce ne ho messa un sacco).
Cuocere in forno per 25/30 minuti e lasciar raffreddare prima di sfornarla.


Si potrà mica partecipare a un concorso con una roba così?

4 commenti:

Caroline ha detto...
15 dicembre 2009 12:04

Il tronchetto non ti è riuscito perché lo hai preparato senza amore secondo me.
La quiche va sempre bene, a me piacciono da matti e anch'io ci metto sempre un sacco di noce moscata.
Ultimamente ne faccio una con le patate.
Solito rotolo di pasta sfoglia pronta, 3/4 patate grandi tagliate a rondelle sottili, parmigiano grattuggiato, pancetta a dadini, panna, cipolla tagliata ad anelli sottili,sale, pepe e noce moscata.
Faccio degli strati con le patate, le cipolle, il parmigiano, la pancetta e gli aromi alla fine irroro tutto con la panna diluita con un po' di latte.

lise.charmel ha detto...
15 dicembre 2009 13:52

boh, la prima volta che abbiamo fatto un concorso ho preparato un tiramisu nella notte che prima non avrei potuto, sacramentando e cristonando per tutta la preparazione, per vari motivi di incazzatura, compreso il fatto che avrei preferito essere a dormire e ho vinto il primo premio. per cui secondo me questo è venuto male perché non son capace di fare le coperture, forse ci andava meno panna.
la tua quiche sembra molto appetitosa, la proverò

Danda ha detto...
16 dicembre 2009 10:26

Carissima, è vero... ma anche noi in passato abbiamo fatto così laddove abbiamo ricevuto degli inviti... ma mica uno si può dannare per fare per forza bella figura! L'importante è che sia buono da mangiare... è proprio questo quello che alla fine ci fa perdere di vista il senso del Natale, dello stare insieme tranquilli. La voglia di fare tutto e in maniera perfetta ci attanaglia (io sono la prima!). Quindi prendiamoci l'impegno di rallentare, per questo Natale, che dici? ;)

lise.charmel ha detto...
16 dicembre 2009 11:51

danda, è l'idea di "concorso" che mi ha spinta all'effetto "bella figura": se si fosse trattato solo di portare ognuno qualcosa probabilmente avrei reagito come suggerisci tu, che in effetti hai proprio ragione :)