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Il ritorno della carne con la frutta

L'altra settimana avevamo ospiti a cena gli amici del marito. Faccio sempre l'arrosto quando ho tanti ospiti: mi permette di godermi la compagnia mentre l'arrosto cuoce da solo nel forno e ha bisogno di pochissime attenzioni. L'importante è che la carne sia buona, per questo sono andata dal mio macellaio di fiducia: quello da cui vado sempre quando devo fare bella figura.
Solo che poi quando sono lì mi sento come un bambino da Imaginarium e pure il marito, che di solito stringe i cordoni della borsa davanti al mio irrefrenabile bisogno di spendere, subisce il fascino di quella macelleria pulita, ordinata e piena di gente cortese e competente (infatti è sempre affollata).
Così quando gli ho proposto di comprare della carne trita anche per noi ne è stato ben contento. Poi però è venuto il momento di cucinarla quella carne e così ho scelto di affidarmi a un vecchio numero di Cucina Moderna Serie Oro dedicato alle polpette, di cui mi sono già servita per tante altre ricette anche pubblicate su questo blog.
E ho scelto una ricetta come sempre facilissima, con le mele, di cui avevo il cassetto pieno, per un recente ordine al gas.
Polpette alla mela
polpette alla mela
Ingredienti per due persone
300 gr di carne di vitello tritata
1 grossa mela
un uovo
semi di finocchietto
la buccia grattugiata di mezzo limone non trattato
farina
mezzo bicchiere di vino bianco
olio

Sbucciate e grattugiate metà della mela, riunite la polpa ottenuta in una terrina insieme alla carne, l'uovo, i semi di finocchietto, la scorza di limone un pizzico di sale e una macinata di pepe. Mescolate e ricavatene delle polpettine tonde e passatele nella farina.
Scaldate il forno a 180°C, sistemate le polpettine su una teglia coperta di carta forno e leggermente unta d'olio. Versatevi sopra il vino delicatamente e cuocete le polpette in forno per circa 20 minuti, coprendole di tanto in tanto con il loro liquido.

Il 2009 è ufficialmente l'anno della carne con la frutta

Credo che questa sia la sesta o settima preparazione che si trova sul mio blog di carne con la frutta. Tempo fa si parlava di fare una raccolta a tema, be', io credo che la raccolta potrei addirittura farmela da sola (rido).
Questa è un'altra ricetta tratta dall'ormai imprescindibile A tavola in trenta minuti di Martha Stewart (non ho mai speso meglio i miei soldi), del quale va detto che mantiene la promessa: tutte le ricette che ho realizzato erano perfette per i miei tardivi rientri dall'ufficio, dalla palestra, dall'estetista o da altri mille impegni pre-serali.
Anche se naturalmente al minutaggio previsto dalla ricetta devo sempre aggiungere il tempo passato a tirar giù la Pina dal bancone o dai fornelli.
Braciolette alle mele
Braciolette alle mele
Ingredienti per due persone
2 costolette di maiale o due braciolette
1 grossa mela rossa
mezza cipolla
mezzo bicchiere di vino bianco
mezzo bicchiere di brodo
olio, sale e pepe

Affettare la cipolla sottilmente (nella ricetta originale si richiedevano gli scalogni) e farla soffriggere in una padella con un po' di olio fino a che non imbiondisce. Affettare le mele e cuocerle insieme alle cipolle con il vino e il brodo.
Nel frattempo salare e pepare le costolette e cuocerle sotto il grill del forno dai 3 ai 5 minuti per parte. A cottura ultimata ricoprirle con le fettine di mele e il sughetto in cui sono state cotte.
Io le ho servite con un'insalatina.

Raccolgo e volentieri ripubblico la petizione di pasticci e pasticcini per il vertice di Copenhagen.
A soli 3 giorni dalla sua conclusione, l'importantissimo vertice di Copenhagen sul clima sta fallendo.Domani i leader mondiali si riuniranno per avviare negoziazioni senza precedenti di 60 ore. Ognuno di loro dovrà decidere se farsi avanti da eroe o mandarci tutti alla rovina. Ma loro faranno azioni concrete solo se lo faremo anche noi. In tutto il mondo un movimento globale sta prendendo forma in vista di questo momento. Ora è il momento per un ultimo, enorme sforzo - con una richiesta pubblica a livello globale di un accordo che fermi il catastrofico cambiamento climatico. Nelle prossime 72 ore possiamo mettere insieme la petizione piú imponente della storia.
Io ho già firmato, chi volesse farlo (forza!) può cliccare qui.

Ripieno d'amore

A chi mi chiederà come ho passato questo lungo ponte potrò rispondere senza esitare che l'ho passato nel migliore dei modi: una specie di Natale anticipato, a casa con il mio Amore, con rare uscite pubbliche, tante coccole, bei film e ricette nuove.
Questa, in particolare, non è mia ma sua, ed è la prima di quattro giorni passati tra le lenzuola e i fornelli.
"Caramelle" autunnali












Ingredienti (per due caramelle abbondanti)
8 fettine di lonza di maiale
2 radicchi trevigiani
1 etto di speck affettato
noci
salvia
olio
sale
pepe

Tagliare la lonza a quadrati di circa 3cm per lato, eliminando eventuali nervetti e parti grasse. Appoggiare una foglia di salvia (due se sono piccole) su una fettina di speck e avvolgerlo intorno a due quadratini di carne (consiglio: appoggiatene uno, fate un giro di salume, appoggiate l'altro quadratino e chiudete). Continuare in questo modo fino ad esaurimento dello speck, non è importante che tutta la carne sia avvolta, anzi in questo modo si ottengono sapori e consistenze molto differenti.
Lavare e mondare i radicchi e creare un letto di foglie su un foglio di carta da forno. Condire con olio, sale, pepe. Adagiare sul radicchio metà della carne e delle noci, coprire con altro radicchio e un filo d'olio. Chiudere il foglio "a caramella" e procedere allo stesso modo con l'altro cartoccio (più la chiusura sarà "ermetica", migliore sarà la cottura del radicchio).
Cuocere in forno a 180° per circa 40 minuti (controllate la cottura della carne di tanto in tanto).

In cucina con Martha Stewart (e metroicon)

Ieri sera l'amico Metroicon era a cena da me per raccontarmi le ultime novità. Per cena avevo scelto un piattino rapido, dritto dritto da questo libro di Martha Stewart, che ultimamente mi aiuta non poco nella stesura dei menu settimanali.
Solo che ero stata in giro tutto il pomeriggio, tra giri per negozi, shopping, passaggio obbligato dal macellaio e ritiro della verdura del gruppo d'acquisto e sono arrivata a casa alle otto meno venti. Il tempo di mettere in forno alla velocità del diavoletto della Tazmania una torta salata al salmone (prossimamente su questi schermi), che il campanello suonava per l'arrivo degli ospiti.
Io ero ancora in alto mare con la preparazione del piatto, la Pina faceva di tutto per ottenere la sua parte e così alla fine il riso basmati l'ha cucinato metro, io ho fatto il resto.
Manzo all'arancia di Martha Stewart
manzo alle arance
Ingredienti per tre persone
550 gr circa di controfiletto di manzo tagliato a 1,5 cm di spessore
3 arance non trattate
1 cucchiaio e mezzo di salsa di soia
olio
farina

Tagliare a pezzettoni il controfiletto e infarinarlo. Cuocere i pezzettoni in una casseruola capiente con un po' di olio e aggiungerne eventualmente altro durante la cottura, che durerà circa 5 minuti, in modo che la carne sia dorata uniformemente. Grattugiare la buccia di un'arancia e spremerne il succo nella stessa ciotola. Aggiungere la salsa di soia e scaldare il contenuto in un pentolino, facendolo leggermente restringere.
Pelare le altre due arance al vivo, tagliarle a rondelle da dividere successivamente in due. Aggiungerle al controfiletto insieme alla salsina di succo di arancia e cuocere ancora per qualche minuto.
Servire con del riso bianco (eventualmente cucinato a parte da uno degli ospiti).

Involtini e colpi di testa

Più proseguo nella lettura di Julie & Julia e più mi sento come Julie Powell: come posseduta da un sacro demone che prima non c'era (o forse c'era e dormiva?). Certo, io non mi sono legata a un progetto quasi folle che mi costringe a cucinare per ore, finendo poi a cenare a ore improbabili, però ieri credevo di aver scelto una ricetta facile, invece a causa della mia imperizia ci ho messo un'ora a preparare il tutto. Devo anche ammettere che gran parte del tempo l'ho impiegato a tirar giù la Pina dai fornelli e a distrarla dalla preparazione con giochini e trucchetti vari. In effetti quando siamo usciti dal cinema, dopo la visione di Julie & Julia, il moroso ha commentato: "Quel film non è realistico: il loro gatto non cercava mai di saltare sul piano di lavoro!"
Presumo che senza distrazioni la realizzazione sia molto più veloce. La ricetta, per una volta tanto, viene da Sale & Pepe di novembre.

Involtini di lonza con pancetta e radicchio
involtini di lonza
Ingredienti per due persone
380 gr di fettine di lonza
80 gr di pancetta a fette
1 cespo di radicchio di treviso
1 manciata di uvetta sultanina
10 cl di vino bianco
1/2 cipolla
olio, sale e pepe

Far rinvenire l'uvetta in una scodella di acqua tiepida. Affettare la cipolla sottilmente e soffriggerla con un filo d'olio. Lavare il radicchio e aggiungerlo al soffritto di cipolla. Strizzare l'uvetta e aggiungerla alla padella e cuocere per una decina di minuti. Nel frattempo battere le fettine di lonza (batterle molto sottili, altrimenti non si cuoceranno bene) e posizionarle sopra le fettine di pancetta. Riempire le fettine di lonza con il contenuto della padella (cipolle, radicchio e uvetta) e formare degli involtini. Metterli nella padella in cui è stato appassito il radicchio (io ci ho aggiunto anche un po' d'olio) insieme al vino bianco e cuocere finché la carne non è cotta e il vino evaporato. Secondo me viene meglio con la pentola semicoperta.
La ricetta diceva anche di tagliare gli involtini in rondelle, ma visto che i miei avevano delle forme assurde ho preferito servirli interi.

E il colpo di testa del titolo? Be', ho appena ordinato online l'Artisan di Kitchen Aid. Sono emozionatissima: non vedo l'ora che arrivi!

Per quando torno un po' prima

Ultimamente torno dal lavoro sempre tardissimo e sembra che anche con i menu già pronti, l'unica soluzione per la cena sia la zuppa in busta pronta in 15 minuti. Ieri invece ero a un convegno, dal quale sono fuggita presto per andare in Triennale a vedere la presentazione delle nuove carte speciali della Fedrigoni (meraviglie) e l'annessa mostra. Che bellezze, da vedere e da toccare.
Grazie a questa serie di impegni che mi hanno permesso di non passare nemmeno dall'ufficio, sono tornata a casa che erano solo le sette meno un quarto.
Tempismo perfetto per lo spezzatino alla birra visto (indovina?) su Cucina Moderna di novembre. Uno si domanda perché mai dovrei comprare altri libri e giornali di cucina, se tutte le ispirazioni le prendo da lì (no, non è vero, ho visto una cosa carina su Sale e Pepe, prossimamente su questi schermi).
Lo so che l'aspetto non è dei più chic, del resto non è un piatto chic, ma è talmente facile e il moroso era così soddisfatto che ho pensato che in questo blog ci poteva stare benissimo.
spezzatino alla birra
Ingredienti per due persone
400 gr di coppa di maiale, gentilemente tagliata a cubetti dal macellaio della Coop
1 bicchiere di birra
1/2 cipolla
1 costola di sedano
1, 2 cucchiai di farina
due, tre cucchiai di brodo
burro, sale e pepe

Far soffriggere nel burro la cipolla affettata sottile e il sedano tagliato a pezzetti, togliere dopo pochi minuti e tenere da parte. Infarinare i cubetti di carne, scolarli e farli rosolare nel burro usato per cipolla e sedano. Aggiungere la cipolla e il sedano tenuti da parte, salare, pepare e aggiungere e un bicchiere di birra. Coprire e far cuocere a fuoco lento per un'ora. In caso la birra si restringesse troppo aggiungere qualche cucchiaio di brodo.
A fine cottura ho fatto restringere il sughetto di birra a fuoco alto e l'ho aggiunto alla carne.
Era bollente e mi ha ustionato il palato.

Pollo per tutti

Il moroso non ama il pollo. Mangia solo le fettine di petto, che io non trovo particolarmente attraenti. Ho ordinato pollo un paio di volte al produttore biologico del gas, ma lui si è sempre elegantemente lamentato. In particolare detesta i fusi, per i quali si trovano sempre un sacco di ricette graziose su Sale e Pepe. Peccato.
Infatti l'ultima volta che li ho cucinati, uno è rimasto avanzato e non ne voleva sapere di farsi mangiare da noi, tanto che ho dovuto farci una apprezzatissima pappa di gattina, bollendo brevemente la carne fatta a pezzetti del fuso (che era già stata cotta nel forno per circa 30 minuti) con pezzi di zucchina e riso stracottissimo. Per insaporirla ho aggiungo una puntina (una puntina, giuro) di parmigiano grattugiato e un filo d'olio, che da qualche parte ho letto che aiuta a eliminare il pelo inghiottito durante la pulizia.
pappa_di_gattina
E per la micina che apprezza, ho nel freezer dell'altro pollo che presto finirà nel suo stomaco (mi sa che glielo faccio con la zucca, beata lei).
Sto invece pensando di rinnovare l'abbonamento a Cucina Moderna, che mi è stato regalato, solo per la riconoscenza verso il numero di ottobre, dal quale ho pescato più ricette del solito. Tra queste, vi presento una delle mie solite soluzioni super-rapide per le cene infrasettimanali, che comunque fa la sua scena senza doversi nascondere. E poi era proprio buono.
Sempre per restare nel gettonatissimo tema della carne con la frutta:
Pollo al timo con agrumi
pollo_agrumi
Ingredienti per due
500 gr di petto di pollo
1 arancia non trattata
1 limone non trattato
due/tre rametti di timo
olio, sale e pepe

Tagliare il pollo a bocconcini e gli agrumi a fette. Mescolare tutti gli ingredienti in una pirofila insieme al timo, il sale e il pepe, con un cucchiaio di olio perché si insaporiscano bene. Infornare a 200°C per 25 minuti, girando di tanto in tanto durante la cottura.

Il tempo delle mele

La settimana scorsa sono venute a trovarci le due colleghe che mi hanno regalato la Pina. A dirla tutta sono venute a trovare lei, ma già che c'erano si sono fermate per cena. La Pina si è molto divertita ad avere un surplus di attenzioni e di compagnia e anche noi a dire il vero.
Quasi senza volerlo ho progettato un menu a tema mele e per colmo di empatia una delle due colleghe ha portato una torta di mele come dolce.
Il menu era composto da una semplice insalata di mele, che purtroppo non è stata fotografata, perché portata in tavola troppo in fretta (e poi danneggiata esteticamente dal moroso che si è messo a fare a pezzetti il formaggio, così, senza preavviso, rovinandomi l'estetica della portata, grr), un arrosto di lonza alle mele e un rotolo farcito con marmellata mele e cannella.
Per l'insalata, la cui ricetta è stata ripescata da Kitchen, basta dire che gli ingredienti erano: radicchio, due mele rosse tagliate a fettine sottili, una decina di noci sbriciolate, brie a fettone, condire, servire, mangiare.
Per quanto riguarda il rotolo, la ricetta l'ho già postata, l'unica differenza è nella marmellata, che questa volta era di mele e cannella (molto piaciuta).
rotolo_alle_mele
La ricetta clou della serata è stata invece l'arrosto di lonza alle mele: facilissimo, non ordinario pur senza essere esageratamente originale e, cosa più importante, buono. La ricetta viene dal numero di ottobre di Cucina Moderna, che mi ha fornito per questo mese un sacco di spunti utili, di cui alcuni a breve su questi schermi.
arrosto_alle_mele
Arrosto di lonza alle mele
Ingredienti per 4
1 taglio di lonza per arrosto, circa gr. 800
2 mele renette
1 cipolla
100 gr di pancetta tesa
olio, sale e pepe

Legare la lonza con dello spago da cucina, coprire con carta forno una teglia che contenga l'arrosto di misura. Spennellare con olio la lonza e cuocerla per 15 minuti (girandola di tanto in tanto) in forno preriscaldato a 220°C. Passato quel lasso di tempo estrarre la lonza, salarla, peparla e avvolgerla nella pancetta. Riposizionarla nella teglia, insieme alla cipolla affettata finemente e alle fettine di mela (non sbucciata). Coprire con un foglio di alluminio e cuocere per circa un'ora a 180°C.
A cottura avvenuta togliere lo spago, affettare e servire col sughino che si sarà formato.

Cena autunnale

La settimana scorsa ho trovato in edicola una raccolta de Il meglio di Sale e Pepe dedicato alla carne in padella, che non ho esitato ad acquistare, visto il mio recente proposito di mettere in tavola qualcosa di sfizioso più spesso possibile.
Per di più sabato al supermercato abbiamo trovato dell'ottima carne in offerta e non mi pareva vero di trovare una maniera originale di sfruttare gli ultimi acini d'uva del graspo acquistato al mercato già qualche giorno fa.
La ricetta è di quelle "vista e scelta": così adatta agli ingredienti di stagione e soprattutto così facile.

Scaloppine all'uva bianca
Scaloppina all'uva
Ingredienti per due persone
2 bistecche sottili di vitellone adulto
2 grosse foglie di salvia
qualche chicco d'uva bianca ancora attaccato al rametto
1 limone non trattato
farina
burro
sale e pepe

Tagliare le bistecche in due e passarle bene nella farina. Far sciogliere il burro in una capiente padella antiaderente e cuocere le scaloppine due minuti per lato. Togliere la carne dal fuoco e mantenerla in caldo, nella padella mettere la salvia e l'uva, rosolare un minuto e aggiungere nuovamente la carne, insieme al limone, precedentemente fatto a fettine.
La ricetta diceva poi di cuocere per altri dieci minuti, a me ci è voluto molto meno.

Sono soprattutto stupita dalla qualità della foto, scattata sul piano di lavoro in quel minuto tra la padella e la tavola, ha però colto un gradevole primo piano dei chicchi d'uva. Chissà, forse la mia vecchia Konica Minolta ha intuito il pensionamento a breve e si è data da fare per farmi cambiare idea. Ma ormai è troppo tardi...
Ieri infatti è arrivata la nuova macchina, che ancora però deve darmi le stesse soddisfazioni, ma di questo parliamo domani.

Un'altra cena da pochi minuti

Questa settimana sono in crisi. Sabato a causa di vari impegni non siamo riusciti ad andare a fare la spesa. Siccome lo sapevo non ho preparato il menu della settimana. Ora ho il panico di "cosa mangeremo stasera?" che solo fino a due settimane fa, prima dell'avvento del menu in casa Charmel, non mi era mai venuto, nemmeno quando il frigorifero era talmente vuoto che pensava stessimo per sbrinarlo.
Mentre stavolta abbiamo una buona provvista di carne in freezer e formaggi e salumi in frigorifero: di fame proprio non moriremo.
In ogni caso qui presento una cenetta della settimana scorsa, realizzata in pochissimo tempo e foriera di enormi soddisfazioni (ecco cosa succede ad avere in casa giusto due ingredienti in più).
La ricetta viene da Sale e Pepe di settembre (quello di ottobre non mi è ancora arrivato, anche se penso sia già in edicola) ed è stata rivisitata secondo le necessità del momento. Tanto per cominciare non è a straccetti come nell'originale perché la carne non si era sgelata bene e non avevo una motosega per tagliuzzarla. Poi, sempre cercando di non usare la panna prevista nella rivista, l'ho sostituita con il latte. La ricetta originale prevedeva anche del brodo, ma avendo usato il latte mi sembrava già abbastanza liquida così.
Fettine alla senape più facile di così non si può
fettina_senape3
Ingredienti per due
2 fettine di carne sottile
mezzo bicchiere di latte
1 cucchiaio di senape
una manciata di olive nere possibilmente kalamata
1 rametto di timo
olio, sale, pepe

Rosolare la carne con l'olio in una padella antiaderente per due minuti. Aggiungere il latte e la senape, creando una cremina che si addenserà con la cottura. Aggiungere le olive e appena prima di spegnere il fuoco, il timo. Regolare di sale e pepe e buon appetito.

Anche la Pina era molto ingolosita dalla preparazione e nonostante avesse la sua pappa nella ciotola continuava a miagolare da sotto il tavolo, finché non ci è saltata in braccio e ha messo il musino nel piatto. Abbiamo pensato: "Facciamole assaggiare la senape: non le piacerà e la smetterà". Invece le è piaciuta eccome, abbiamo fatto una fatica terribile a non farci rubare la cena!

Cenetta da bistrot

Come forse ho già detto, in genere cucino solo nel fine settimana, quando ho più tempo e sono più rilassata. Durante la settimana nel bistrot si mangiano bistecchine, petti di pollo e insalate con i pomodori (quando ci sono).
Che ci volete fare: sono cresciuta così. Mia madre tornava tardi dal lavoro e mio padre non sopportava la puzza di mangiare (sic), quindi, nonostante le fiere origini emiliane, sono cresciuta senza il mito dell'abilità ai fornelli. Oltretutto da bambina ero inappetente e magrissima, farmi mangiare uno strazio che avrebbe sprecato qualsiasi talento ai fornelli.
La passione per la gastronomia è venuta verso i 25 anni, quando sono andata a vivere fuori casa, con un'amica che tornava dal lavoro più tardi di me (quindi cucinavo io per tutte e due), si è poi sopita quando ho preso casa da sola e l'unico divertimento era preparare i dolci.
Anche se adesso siamo in due, quando torno dalla palestra alle nove non ho tanta voglia di preparare qualcosa di originale e siccome sono anche una disorganizzata cronica (in tutto, non solo in cucina), difficilmente in casa si trova qualcosa di più del suddetto petto di pollo e dell'insalata (in casi estremi mi è capitato di non avere neppure quelli).
Di recente però mi sono imbattuta in questo libro che ha rappresentato per me una piccola folgorazione. Il concetto in sé non ha niente di nuovo ovviamente: anche quando vivevo con la mia amica leggevo Cucinare Bene che era sempre pieno di ricette facili e veloci (c'era anche una rubrica tipo "A tavola in 15 minuti"). La folgorazione per me è stata nella necessità di organizzazione. Ci si metteranno anche venti minuti a preparare un gustoso salmone arrosto, ma se non hai il salmone in casa diventa un po' difficile.
Così dalla settimana scorsa mi sono decisa a organizzare i menu settimanali, in modo da fare finalmente la spesa di conseguenza.
Ed ecco che finalmente ieri ho potuto mettere in tavola una piccola ma gradevole variazione alla solita bistecchina.
La ricetta viene da Cucina Moderna di settembre, dove si trova un piccolo servizio sulle scaloppine, da cui ho attinto per stilare il menu.
scaloppina_arancia
Scaloppine con arancia e acciughe
Ingredienti per due persone
2 fettine di carne sottile
1 arancia
2/3 acciughe sott'olio
burro per friggere
farina

Versare la farina su un piatto e farvi aderire le fettine di carne, scrollando bene quella in eccesso. Far sciogliere le acciughe insieme al burro in una padella e adagiarvi sopra le scaloppine. Farle dorare velocemente da entrambe le parti e nel frattempo tagliare a fettine l'arancia. Bagnare le scaloppine col succo dell'arancia (io ci ho spremuto le calotte, conservando solo le fette centrali), coprire e continuare la cottura per sette minuti. Uno o due minuti prima di spegnere adagiare le fette di arancia sulla carne.
Ed ecco una cena un po' meno noiosa di quella a cui eravamo abituati.
L'insalatina c'era eh, solo in una scodella a parte.