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Ma come si fa a essere così svampite?

Oggi il moroso è a Torino per un corso e si fermerà lì a dormire, perciò stasera mi faccio fare compagnia da un altro uomo, che di tanto in tanto commenta anche qui e che è uno dei miei più cari amici. Ma non si pensi a nulla di torbido!
Per il dolce volevo qualcosa di semplice e rapido e avevo trovato una ricetta facilissima su Cucina Moderna di novembre (dove altro?): il caulatt, dolce tipico lodigiano. Ho cercato in giro su google per vedere se ci fosse qualche informazione, la ricetta che circola in rete sembra incompleta, mentre qui, al terzultimo paragrafo c'è il dettaglio che mi aveva colpita leggendo Cucina Moderna: ovvero la foglia di alloro.
Che in effetti, a scaldarla con la panna diffondeva un gradevole profumino per tutta la casa. Intanto che scaldavo la panna ho montato i tuorli con lo zucchero ed è arrivato il momento di aggiungere il cacao amaro. Così mi sono messa a cercare la scatoletta nel solito sportello della dispensa. Cerca che ti cerca, niente, non saltava proprio fuori. E così mi sono resa conto che probabilmente era stato buttato quando in estate abbiamo avuto l'invasione dei vermetti e delle farfalline (che odio e che disgusto!).
E ora? Che fare? Oltre a tirarsi i pugni in testa intendo, visto che avevo deciso venerdì sera che avrei fatto questo dolce. Be', alla fine ci ho messo il cioccolato fondente.
Ed ecco qua la lise_versione del Caulatt lodigiano.
caulatt
Ingredienti per due tazze
250 gr di panna
2 tuorli
2 cucchiai di zucchero
1 foglia di alloro
50 gr di cioccolato fondente (nella ricetta originale ci andrebbero 3 cucchiai di cacao amaro)

Scaldare a fuoco basso la panna con la foglia di alloro. Contemporaneamente montare i tuorli con lo zucchero finché non sono gonfi e spumosi. Aggiungere la panna tiepida eliminando la foglia di alloro e mescolare bene. A questo punto, chi ha in casa il cacao (chi non ha in casa il cacao normalmente?) lo aggiunga alla preparazione passandolo per un colino e rimetta la preparazione sul fuoco basso rimestando per una decina di minuti, finché non si trasforma in una crema. Io invece ho messo il preparato sul fuoco, aggiungendo il cioccolato sbriciolato e l'ho fatto sciogliere, finché il tutto non è diventato cremoso.
Versare la crema nelle ciotole, far raffreddare e riporre in frigorifero per almeno mezza giornata.

L'invasata

L'altra sera, a cena col mio migliore amico, gli raccontavo di come fossi caduta nel tunnel dei foodblog, di come mi piacessero e di come ormai non potessi stare per tre giorni di fila senza fare almeno un dolce. Apriti cielo! Anche lui mi ha confessato la stessa dipendenza e ci siamo ritrovati, come due invasati a scambiarci consigli e indirizzi sui migliori in circolazione. Praticamente due fanatici. Il che mi ha consolata assai.
Ero meno consolata domenica mattina, quando mi sono alzata presto per preparare la crema pasticciera. Volevo fare una sorpresa al mio fidanzato, perchè mi piace terminare il pasto domenicale con un dessert, anche semplicissimo, ma che renda l'atmosfera festiva, assente nel resto della settimana.
E insomma, anche quando avrei potuto dormire ero invece lì con il pentolino e il cucchiaio di legno a rimestare.



La ricetta non sto a postarla, vi dico solo che la mia è venuta un po' scura perché ho messo nell'impasto la vaniglia in polvere, che ovviamente ha lasciato il colore. Il che mi fa pensare che la prossima volta potrei provare a metterci la cannella, per vedere l'effetto che fa.
Comunque, già che ero sveglia la mattina presto, ho pensato di sfruttare il tempo libero per mettermi a fare il dulce de leche, anche perché avevo appositamente comprato un lito di latte biologico.
Il risultato, inaspettatamente (per me che sono ancora poco esperta di queste cose), è stato straordinario. E' come mangiare le alpenliebe fuse!
Ed ecco che torno al titolo: invasata la crema e invasata io!
La ricetta l'ho copiata da qui e a me è venuto appena un po' più scuro del suo, ma comunque ottimo. Anche se con circa 600 ml di latte mi sono venuti circa 200 gr. di crema.



Ricetta del dulce de leche di Dandoliva:
Ingredienti (per poco più di un vasetto da 250 g):
1 litro di latte intero
300 g di zucchero
Una stecca di vaniglia
1 pizzico di bicarbonato
In una pentola grande e dal fondo spesso mescolare tutti gli ingredienti e portare ad ebollizione. Abbassare la temperatura e lasciar sobbollire a fuoco dolce per 1-3 ore (dipende dalla quantità di latte, si può fare metà dose). Il latte inizierà ad ispessirsi e ad assumere un delicato color nocciola. A questo punto tenere d’occhio la crema, rimestando spesso e facendo la prova piattino come con una normale marmellata. Attenzione a non farla cuocere troppo o si solidifica e acquista una consistenza caramellosa.
Quando la crema raggiunge la densità voluta, invasarla in vasetti sterilizzati, capovolgere i vasetti e lasciar raffreddare.
Si conserva per circa 4 mesi. Una volta aperta si tiene in frigorifero e si consuma entro un mesetto.