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Una torta salata per svuotare il frigo

Qualche settimana fa avevo invitato a cena una collega che ha una bambina piccola. Poiché la bambina mangia piuttosto presto, avevamo concordato di fare invece di una cena standard, un aperitivo, in modo che si potesse mangiare presto tutti insieme senza che ci sembrasse troppo strano.
Avevo perciò previsto diverse torte salate e acquistato la pasta sfoglia, quando la collega mi ha chiamata per dirmi che aveva un contrattempo e non poteva venire. Sono così rimasta con due rotoli di sfoglia nel frigo, che dovevo decidermi a far fuori prima della scadenza.
Nel frattempo al GAS sono arrivate le ultime melanzane. Poiché è un ortaggio che adoro le ho ordinate immediatamente e ne ho usate in parte per farci un sugo. Ma non erano finite, così anche loro si sono trovate nella triste situazione "ti devo mangiare in fretta prima che tu vada a male".
Ecco che perciò la soluzione si palesava in "torta salata con melanzane" che ora vi vado a proporre. Non è niente di straordinariamente eccezionale, ma c'è un aneddoto.
Sabato pomeriggio, prima di prepararla, mi sono messa a sfogliare i numeri 49 e 50 di Donna Hay, quelli in cui in Australia era estate e autunno. Mentre leggevo le ricette semplici, per vedere quali potevano finire nel menu settimanale, ho scoperto che lei non scrive "scaldate un cucchiaio d'olio in una padella antiaderente e cuocete il cibo X per tot minuti", ma "spennellate d'olio il cibo X e cuocetelo in padella per tot minuti".
Questa per me è stata la rivelazione della giornata (ma pure della settimana). Ogni volta che provavo a saltare le melanzane in padella, una assorbiva direttamente tutto l'olio e le altre si rinsecchivano. A grigliarle senza olio mi si impiccicavano tutte alla griglia (che poi nel mio caso è la bistecchiera dell'Ikea), mentre così sono venute buonissime.
Comunque la mia torta salata io l'ho fatta così.
Torta salata con melanzane
torta salata di melanzane
Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia (io ho usato quella rettangolare)
250 gr di ricotta
10 cl di panna (io l'ho usata perché anche quella era in frigo e andava smaltita, ma mezzo bicchiere di latte andrà benone e farà risparmiare calorie)
1 melanzana
una manciata di pomodorini ciliegini
olio, sale, timo

Scaldare il forno a 180°C. Srotolare la pasta sfoglia su una teglia senza eliminare la carta forno di imballo. Punzecchiare il fondo con i rebbi di una forchetta e cuocere in bianco con i pesi (e un altro foglio di carta forno tra la pasta e i pesi) per 15 minuti e altri 5 minuti senza pesi. Nel frattempo affettare sottilissimamente la melanzana, spennellare ogni fettina con l'olio (spennellare non vuol dire annegare) e cuocere su una griglia.
A parte in una ciotola amalgamare la ricotta con la panna o il latte, aggiustare di sale e cospargere di timo.
Lavare i pomodorini e tagliarli a metà.
Riempire il guscio di sfoglia con la crema di ricotta, coprire con le melanzane e i pomodorini, salare, decorare con qualche rametto di timo fresco e cuocere in forno per altri 25 minuti.

Dispensa ingombra

Nel post precedente a questo, una lettrice nei commenti mi ha bacchettata per aver usato il tonno, che ultimamente è una specie a rischio. E non si parla solo del tonno rosso (che per fortuna la Coop ha deciso di non vendere, quindi non rischio di acquistare nemmeno in un momento di distrazione), ma in generale, dati i metodi di pesca aggressivi. La lettrice ha ragione e non si può certo dire che non lo sapessi: Greenpeace mi manda regolarmente aggiornamenti sulla campagna Tonno in trappola.
Però, almeno per quanto riguarda il tonno in scatola (e altri pesci conservati) sono abbastanza serena: acquisto solo (tramite il gas) i prodotti della Cooperativa del Golfo, che garantisce metodi di pesca non invasivi ed ecocompatibili. E per di più i prodotti sono buonissimi.
So che la cooperativa ha anche cercato di distribuire pesce fresco tramite il circuito gas, ma purtroppo si trattava di un impegno veramente oneroso e di difficile gestione. Noi abbiamo deciso di non aderire, non so se qualche gas l'abbia poi fatto.
Come spesso accade, ogni volta che decidiamo di fare l'ordine mi lascio prendere la mano e ordino un sacco di roba. "Hai ordinato più di cento euro di tonno!", mi ha strillato il moroso l'ultima volta. Ma non si tratta mica solo di tonno: c'è anche il pesce spada, lo sgombro le alici, i patè: diciamo che ho ordinato più di cento euro di felicità piuttosto.
Ovviamente poi si pone anche il problema di far fuori questo ben di dio, specie se si è incautamente comprata anche una confezione di pasta brisee (questa alla Coop ovviamente, non alla Cooperativa del Golfo!) che poi è rimasta a stazionare nel frigo fino all'avvicinarsi della data di scadenza.
Ecco spiegata la genesi di una torta salata al profumo di tonno, abbellita di pomodorini, che ha allietato una delle nostre ultime cenette.
Torta salata al tonno e pomodorini
torta tonno e pomodorini
Ingredienti
1 confezione di pasta brisee fresca
1 confezione da 250 gr di ricotta
1 vasetto da 200 gr di tonno al naturale della Cooperativa del Golfo
due/tre acciughe sott'olio della Cooperativa del Golfo
qualche pomodorino Pachino
un pizzico di origano
olio, sale e pepe
(anche dei capperi sotto sale non avrebbero sfigurato, solo che non mi è venuto in mente)

Preriscaldare il forno a 180°C. Frullare gradatamente la ricotta insieme al tonno e alle acciughe, trasformando il tutto in crema. Aggiustare di olio, sale e pepe. Stendere la pasta brisee su una teglia rotonda e riempirla con la crema di tonno e ricotta. Lavare bene i pomodorini, tagliarli a metà e premerli con la parte tagliata in alto all'interno della torta salata. Salare i soli pomodorini, cospargere tutta la torta con origano e cuocere in forno per 35 minuti.

A rileggere gli ingredienti questa potrebbe quasi sembrare una ricetta dello Chef Rompiscatole. Be', perché no?

Recupero dal passato

Il mio lavoro prima di questo consisteva nell'acquistare stampe, brochure e libretti pubblicitari. Una volta venne a presentarsi un fornitore che portò con sé alcuni campioni del suo lavoro, tra cui un libro di cucina che aveva stampato la sua azienda. Era un libro bellissimo, ma per me troppo complicato, così dopo averlo sfogliato un paio di volte lo infilai in uno scaffale insieme ai romanzi e lì lo dimenticai.
Da quella giornata sono passati diversi anni, nel frattempo io sono andata a vivere col moroso e il libro è rimasto in quella casa di prima, visto che l'inquilina non aveva bisogno che le liberassi gli scaffali. Di recente sono tornata lì per un problema di caldaia e mi sono ricordata del libro, così me lo sono portato via. Si trattava nientemeno che di Pasticceria Salata di Ernst Knam!
Ad essere sinceri trovo tuttora gran parte delle ricette al di fuori della mia portata (e poi alcune sono spiegate in maniera del tutto superficiale, come se si rivolgesse a un pubblico di esperti), ma alcune ricette di torte salate sono invece abbordabilissime. E così, detto fatto: gli ingredienti in casa li avevo tutti, ecco che avevo trovato la cena per la sera.

Torta salata di spinaci di Ernst Knam
quiche_spinaci_uvetta_pinoli
Ingredienti
Un rotolo di pasta sfoglia
3 uova
250 ml di panna (io ho usato il latte)
spinaci
una manciata di uvetta
una manciata di pinoli
olio, sale e pepe

Srotolare la pasta sfoglia su una teglia. Accendere il forno a 180°C. Far rinvenire l'uvetta in una tazza con dell'acqua tiepida. Scaldare l'olio in una padella e cuocere gli spinaci per pochi minuti, aggiungere successivamente l'uvetta e i pinoli (eventualmente tostati in precedenza) e far insaporire. Salare e pepare. In una ciotola sbattere le uova insieme alla panna (o al latte), salare e pepare e con questa crema riempire la sfoglia. Versare sopra gli spinaci e cuocere in forno per 35 minuti.

Prima della dieta

Nel post della torta di pane la mia amica Katy ha commentato: "Che bello che non parli più di diete ma di cibo, ma come fai?". Cara Katy, come faccio? Ingrasso! Nel solo mese di dicembre tra preparazioni di regalini golosi, appuntamenti al ristorante per scambio regali, feste e strascichi delle feste, sono aumentata di due chili. Sono quindi stata costretta a correre ai ripari e mi duole ammettere che sì, sono a dieta. Il regime alimentare l'ho trovato su Starbene, è tarato in realtà su donne che devono perdere molti chili, ma nel giro di otto mesi. Io, se farò la brava, dovrei tornare entro fine marzo al peso che avevo quando Katy e io ci siamo conosciute, a fine 2003. Il regime è molto vario e comprende tutti gli alimenti, solo che occorre limitarli nel giro della settimana (insomma, non si può mangiare formaggio per 7 giorni mezzogiorno e sera) e naturalmente stop a dolci e stravizi (però ho due porzioni da 30 gr di prodotti da forno al giorno). Mi aiuto con un diario alimentare, così è più facile e da domenica sono già scesa di un chilo. Stamattina pesarmi è stata una bella soddisfazione!
Le preparazioni finora sono state di una banalità deprimente (chi vuol vedere la mia schiscetta di oggi tutta piena di finocchi crudi conditi con un filo d'olio, sale e semi di lino?), ma conto di organizzarmi per preparare ricette sfiziose e interessanti nel rispetto della dieta. Vedremo.
Quindi per oggi vi posto una schiscetta di inizio anno, anche perché ci tenevo a farvi vedere cosa c'era dentro il cesto regalo di Natale della mia amica Francesca (oltre a cioccolata, marmellata, biscotti, che poi una si domanda come ha fatto a prendere due chili in un solo mese).
Quiche di gorgonzola e spinaci
Non è delizioso? Con le posatine incorporate poi è comodissimo e anche più capiente di quanto sembri a prima vista. Con una schiscetta così vien proprio voglia di portarsi il pranzo da casa.
Sulla scorta dei suggerimenti di Stefano Arturi (prepara un po' di più la sera prima e quello che avanza portatelo come pranzo il giorno dopo), mi ero preparata una torta salata, la cui ricetta deriva dal libro Torte dolci e salate, comprato d'impulso un giorno che avevo bisogno di una delle mie solite coccole libresche.
Torta salata gorgonzola e spinaci
Ingredienti
1 confezione di pasta sfoglia pronta
150 gr di gorgonzola
100 gr di parmigiano reggiano grattugiato
1 bicchiere di latte
250 gr di spinaci (a occhio)
olio, sale e pepe

Stendere la pasta sfoglia su una tortiera e cuocere in forno già caldo a 200°C il guscio per 15 minuti (di cui 10 con i pesi e 5 senza). Nel frattempo amalgamare con il mixer il parmigiano, il gorgonzola tagliato a tocchetti e il latte. Attenzione: deve essere cremoso, non liquido, per cui versate il latte poco a poco. Salare pochissimo e pepare a piacere.
Versare la crema nel guscio di sfoglia e ricoprire con gli spinaci. Salare e pepare leggermente, condire con un filo d'olio e cuocere la torta in forno a 180°C per 35 minuti.
torta salata spinaci e gorgonzola

I lunedì vegetariani

Oggi va molto meglio. Merito senz'altro dei colleghi romani, che mi fanno sempre ridere e che durante la festa hanno alleviato il mio muso lungo. La quiche si è piazzata a metà classifica e sono contenta così, mentre continuo a essere dispiaciuta per il tronchetto spetasciato, perché davanti alle torte degli altri, se ben riuscito avrebbe fatto un figurone (almeno esteticamente) e poi ieri sera il moroso e io l'abbiamo assaggiato ed era proprio buono. Vabbe', ho imparato qualcosa sulla glassatura delle torte.
La ricetta che vado a proporre oggi è di un vecchio numero di Cucina Moderna serie Oro dedicato alle pizze e torte salate e la faccio spesso, perché è originale e facilissima (questa sì aveva buone opportunità di farsi notare al concorso, ma non avevo in casa il materiale) e risolve brillantemente una cena con ospiti che stanno per arrivare e voi avete fatto tardi al lavoro ed è già tanto se avete apparecchiato la tavola.
Questa ricetta risponde ad un'esigenza precisa. L'altro giorno il moroso e io stavamo guardando la televisione e Paul McCartney suggeriva di rinunciare alla carne almeno una volta alla settimana, in favore del pianeta.
"Perché?" ha chiesto il moroso. "Be', perché l'allevamento da una parte è inquinante, dall'altra sottrae risorse che si potrebbero dedicare all'agricoltura e..."
"E allora facciamolo!"
E così abbiamo istituito i lunedì vegetariani (che però molto probabilmente si sposteranno a mercoledì per ragioni logistiche) in cui ci impegniamo a non mangiare né carne né pesce di nessun genere. Non è che negli altri giorni mangiamo carne a mezzogiorno e cena, ma istituzionalizzarlo diventa anche un modo per esserne più consapevoli (e comunque aiuta a ridurre).
Ecco cosa ho messo in tavola per cena lunedì. E poi, siccome ieri non c'ero per via della festa, il moroso ha semplicemente riscaldato gli avanzi in forno ed era a posto.
Torta salata pesto e stracchino
torta salata al pesto
Ingredienti
1 confezione di sfoglia pronta
1 confezione di pesto pronto (a meno che non abbiate un vasetto fatto da voi, io come ho già spiegato, causa moria della pianta, non ne ho)
250 gr di stracchino
3 uova
1 bicchiere di latte
2/3 cucchiai di parmigiano
sale, pepe

Preriscaldare il forno a 180°C. Stendere la sfoglia su una tortiera rotonda e coprirla con lo stracchino tagliato a pezzettini. In una ciotola sbattere le uova con il latte, aggiungere il parmigiano e il pesto e mescolare bene. Versare il composto nel guscio di sfoglia e infornare per 30 minuti.
Servire caldo o tiepido.

Sono la versione femminile del Puffo Brontolone

E odio il Natale. L'ho sempre odiato, fin da quando da ragazzina quando passavo i pomeriggi di dicembre alla sfrenata ricerca di regalini per compagne di classe delle quali non mi fregava un tubo, per ricevere da loro oggettini deprecabili che desideravo solo buttar via. E mi domandavo perché ognuna di noi non si tenesse i suoi soldi per comprarsi ciò che le pareva, in nome di una festività che non sentivo più da molti anni.
Odiavo anche i pranzi forzati con parenti che non mi piacevano, corredati di altri scambi di deprecabili regali.
Per non parlare delle decorazioni, in gran parte orrende, a partire dagli inguardabili Babbi Natale appesi ormai a tutti i balconi, fino alla gigantesca renna di cristallo penzolante (dal tre di novembre!) dal soffitto del centro commerciale dove faccio la spesa, passando per tutta una serie di lucine a intermittenza che squarciano il buio delle notti invernali.
So che c'è gente che ama il Natale e che adora fare regali e li ammiro moltissimo, ma io non sono così.
Un altro tormento cui è difficile sfuggire sono le cene di Natale, in particolare quelle aziendali. Quest'anno, per via della crisi, ce la caveremo con un festeggiamento interno, con torte dolci e salate portate da noi. La cosa che non mi piace è che sarà un concorso. Chi è arrivato fino qui nella lettura di questo post non ci metterà molto a intuire che anche questa è una cosa che detesto, soprattutto perché sono costretta a partecipare, mentre avrei preferito una cosa semplice alla "chi vuole porta qualcosa".
A causa della faccenda concorso non me la sono sentita di portare la solita "tre uova, burro, farina, zucchero e lievito, 45 minuti in forno" e dopo lunghe pensate ho deciso di fare un tronchetto.
Attenzione, perché da qui in poi questo post somiglierà in tutto e per tutto a quelli letti in giro per il Cofeca's day. Tutto nella realizzazione di questo tronchetto è andato storto, facendomi pentire a ogni passaggio di non aver comprato una torta in busta della Paneangeli (avevo anche un buono sconto) da versare nella tortiera e via andare.
La marmellata che avevo scelto, di pere e cacao, aveva al gusto un saporino triste, da mensa degli anziani che non mi sarei aspettata. Il rotolo, al momento dell'arrotolamento si è spaccato (non mi era mai successo!) in più punti, lasciando intravvedere il ripieno scuro. Questo problema si è poi risolto con la copertura della ganache, che ha occultato le magagne, peccato che si sia poi incollata al piatto sul quale avevo messo il rotolo per decorarlo, così stamattina, per staccarlo si è rotto tutto quanto e per il nervoso avrei buttato nella spazzatura dolce e piatto di ceramica insieme. Alla fine ho chiesto al moroso di portare il dolce ai suoi, sperando che non si offendano di essere destinatari di un dessert tutto spetasciato.
Alla fine in ufficio ho portato una quiche lorraine, che non parteciperà al concorso, perchè non si può partecipare al concorso con una quiche lorraine, dai, sarebbe come partecipare con un uovo sodo.
L'orrenda foto è stata scattata sul balcone dell'ufficio con il blackberry.
Quiche lorraine

Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia pronta
3 uova
200 ml di panna fresca
due/tre cucchiai di latte
sale, pepe, noce moscata
1 confezione di pancetta dolce a dadini


Preriscaldare il forno a 180°C. Stendere la sfoglia su una tortiera e bucherellarla con una forchetta. Sparpagliare la pancetta a dadini sul guscio di sfoglia. In una ciotola sbattere brevemente le tre uova, aggiungere il latte e la panna e amalgamare bene. Da ultimo salare, pepare e insaporire con la noce moscata grattata al momento, a gusto personale (io la adoro, ce ne ho messa un sacco).
Cuocere in forno per 25/30 minuti e lasciar raffreddare prima di sfornarla.


Si potrà mica partecipare a un concorso con una roba così?

La quiche di ripiego

La storia di questa semplicissima quiche è questa: una mia collega mi aveva consigliato di preparare un riso basmati al forno con le verdure che sembrava davvero invitante e che avrei voluto postare qui. Così, compro le varie verdure, il riso, le spezie e mi metto all'opera. Risultato: pessimo. Decisamente buono il sapore, ma decisamente sbagliata la cottura. Non so dove ho sbagliato, ma fatto è che dopo ore di cottura in forno con il brodo ci siamo comunque ritrovati a mangiare del riso semi-crudo.
Per fortuna, però, avevo conservato parte delle verdure avanzate e il giorno dopo ho realizzato questa!
Quiche di ripiego













Ingredienti (per una quiche)
Pasta sfoglia
Piselli
Peperoni rossi
Funghi
Spinaci
3 uova
1 scalogno
Latte
Parmigiano
Sale e pepe

Lavare e mondare tutte le verdure. In una padella, far soffriggere lo scalogno e aggiungere progressivamente le verdure in base al loro tempo di cottura. Nel frattempo, sbattere le uova in un piatto, aggiungendo mezzo bicchiere di latte, parmigiano, sale e pepe. Quando le verdure saranno cotte, trasferitele nella pasta sfoglia e copritele con le uova sbattute. Spargete dell'altro parmigiano sopra al composto. Infornare a 200° fino al grado di cottura desiderato.

Improvvisazioni

Non credo di essere l'unica ad acquistare generi alimentari completamente a casaccio, sognando di farci chissà che e poi lasciandoli miseramente ammuffire in frigo.
Tipo che la settimana scorsa al supermercato ho trovato in offerta una confezione doppia di pasta sfoglia fresca in offerta e senza riflettere l'ho ficcata nel carrello.
"Ma ti serve?" ha domandato il moroso, che è lui l'economo di casa.
"Ma sì, magari ci faccio una torta salata", ho risposto.
E con lo stesso spirito ho ordinato al gruppo d'acquisto il radicchio e il gorgonzola.
E venerdì sera, quando siamo tornati dal delirante ritiro dei formaggi mi sono trovata con tutti questi ingredienti e una cena da preparare.
Ah, e il latte che stava per scadere non l'ho detto?
Ecco cosa ne ho tirato fuori, frutto dell'esperienza accumulata nel tempo in cui non preparavo altro che torte salate.
Quiche radicchio e gorgonzola
quiche radicchio e gorgonzola
Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia fresca (chi è bravo può anche farsela da sé, io vorrei imparare)
2 uova
1/2 bicchiere di latte
80 gr di gorgonzola
1 piccolo cespo di radicchio
olio, sale e pepe

Accendere il forno a 180°C. Lavare e sfogliare il radicchio senza scolarlo troppo. Stendere la sfoglia in una tortiera rotonda, punzecchiare la pasta con una forchetta e disseminare il fondo di gorgonzola tagliato a tocchetti.
In una ciotola sbattere le uova insieme al latte, salare e pepare e versare l'impasto nel guscio di sfoglia. Disporvi sopra le foglie di radicchio ancora ben umide (altrimenti in forno rischiano di carbonizzarsi), aggiungere un giro d'olio e infornare per 30 minuti.

Il moroso era molto felice dell'improvvisata!

Fichi anch'io

Venerdì scorso avevo scritto un lungo post sui miei acquisti appena effettuati al mercato vicino all'ufficio, un chilo di fichi compreso, peccato aver inavvertitamente cancellato tutto prima della pubblicazione. E no, non avevo tempo (e voglia) di riscrivere tutto. Brevemente il senso era: ho trovato i fichi al mercato, erano un po' cari, ma ho voluto togliermi uno sfizio e ne ho comprato un chilo.
La sera poi a casa ho aperto le mie riviste di cucina più recenti, alla ricerca di ricette per impiegare i fichi appena acquistati. Quella che vado a postare adesso è tratta da Cucina Moderna di settembre, nella quale è riportato un intero menu con i fichi tra gli ingredienti.
Sono sempre stata amante delle torte salate e il responso del moroso è stato: "Se vengono ospiti questa la devi rifare!"

Quiche gorgonzola e fichi
quiche fichi e gorgonzola
Ingredienti
200 gr di gorgonzola
mezzo bicchiere di latte
3 uova
1 rotolo di pasta sfoglia fresca
6 fichi
sale, pepe, 1 spolverata di timo

Sbattere insieme le uova, il gorgonzola e il latte (io ho usato il frullatore), fino a formare una crema, regolare di sale e di pepe.
Posizionare in una tortiera rotonda la pasta sfoglia, senza buttare la carta forno in cui è avvolta. Versarci sopra la crema di gorgonzola e posizionarvi sopra i fichi a fettine. Spolverizzare con il timo e infornare per 40 minuti a 180°C.

La ricetta originale prevedeva 150 gr di gorgonzola e una confezione di panna. Io non avevo voglia di usare la panna, per questo ho usato il latte e ho abbondato con il gorgonzola per non rendere la preparazione troppo liquida. La ricetta originale inoltre prevedeva il prezzemolo, che a me non piace e che ho sostituito con il timo.

Una gita in Val di Taro

Ieri con il mio Gruppo d'Acquisto Solidale sono andata a visitare un allevatore di maiali allo stato brado in Val di Taro. Oltre a una ventina di maiali rosei e felici (dai quali ricava ottimi salumi), ha anche un frutteto dove coltiva mele, pere, ciliegie, ribes e lamponi, più qualche altro frutto di bosco.
Oltre a venderla, con la frutta ci fanno succhi, composte, mostarde e marmellate. Il posto si chiama Casembola, è una frazione di Borgotaro, un posto bellissimo nelle colline parmensi, a una manciata di chilometri dalla Liguria.
Purtroppo ho fatto pochissime foto, per cui non posso mostrare la meraviglia del luogo e come si stava bene in quell'aria pulitissima, il cielo terso e la piacevole brezza.
Rosse e succose
Il pranzo, ci avevano detto le organizzatrici della gita, sarebbe stato al sacco. In realtà i due proprietari della tenuta ci hanno offerto tantissime cose buone preparate da loro (torte salate con erbette, salami, mostarde, marmellate, composte, biscotti ripieni, una crostata e anche succo di mela), per cui avrei potuto anche arrivare là senza la borsa frigo.
Invece sabato pomeriggio, dopo un giro per negozie e dopo aver speso un patrimonio in profumeria (a volte ho di queste debolezze), sono corsa a casa a fare una torta salata con... (indovinate!) zucchine e gamberetti. E come ti sbagli?
Ormai sono diventata monotematica, mi sento già che perderò dei lettori per questo. Del resto, se c'è gente che continua a tornare nonostante le foto orribili (se vado avanti così tra un po' ci metto gli schizzi), qualche speranza ce l'ho ancora...
La ricetta viene sostanzialmente da un vecchio preziosissimo numero di Cucina Moderna serie Oro dedicato alle torte salate, che io ho leggermente modificato per renderla un po' più leggera.

Torta salata zucchine e gamberetti
torta_salata_zucchine_gamberetti
Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia pronta
250 gr di ricotta (la ricetta originale chiedeva la panna)
uno/due cucchiai di latte
2 zucchine
1 vasetto di gamberetti (ca. 150 gr, anche di più volendo)
3 uova

Stendere la pasta sfoglia, con ancora la carta forno, su una teglia, bucherellarla e metterla in forno a 180°C per 5 minuti. Nel frattempo, lavare, affettare le zucchine sottili sottili e farle saltare in padella per tre minuti con un cucchiaio di olio extravergine di oliva.
Sbattere le uova con il latte e aggiungere la ricotta amalgamando bene. Salare e pepare.
Ritirare il guscio di pasta dal forno, cospargere il fondo di zucchine e gamberetti ben scolati e ricoprire con il composto di uova e ricotta. Riprendere la cottura in forno sempre a 180°C per 15 minuti.

Nonostante la bontà di quello che ci è stato offerto ieri, le nostre fette di torta salata ce le siamo mangiate lo stesso e l'avanzo è il mio pranzo di oggi.
Alla bottega della tenuta ho comprato diverse marmellate sfiziose: credo proprio che nei prossimi giorni finiranno in qualche ricetta, perciò nonostante tutto... Stay tuned.

La torta di Slimer

Una delle cose che mi rallegrano dell'arrivo della primavera è che finalmente si trovano al reparto ortofrutta gli spinaci, che tanto mi piacciono. Io li compro tramite il mio gruppo d'acquisto e sono buonissimi, anche se vanno lavati e rilavati con grande attenzione. Una volta ci ho trovato una lumaca viva e ancora non mi sono completamente ripresa!
Di solito li passo in padella per pochi minuti con un po' di formaggio che si fonde meravigliosamente dentro, ma nel numero di marzo di Sale e Pepe (grande fonte d'ispirazione!) ho trovato una ricetta di torta salata con lo speck che ho voluto riprodurre.
Mentre mi davo da fare con l'impasto di spinaci, formaggio e uova (che effettivamente aveva un colorino verde pallido poco raccomandabile) è passato il mio fidanzato e ha esclamato: "Mangiamo lo Slimer stasera???" Mi ha fatto così ridere che non ho potuto non ripeterlo.
Comunque per fortuna, cotto ha ben altro aspetto:
Foto 441
Torta di speck e spinaci
Ingredienti
400 gr di spinaci
3 uova
200 gr di ricotta
100 gr di speck in una sola fetta
2 cucchiai di farina
sale

Lavare molto bene gli spinaci, prelevarne 300 gr e scottarli in acqua bollente salata. Scolarli bene e tritarli con un coltello. Mettere nel mixer le uova, la ricotta e la farina e azionare. Aggiungere gli spinaci tritati e azionare ancora in modo che il composto sia uniforme. Se è troppo asciutto aggiungere un bicchiere di latte (a me non è servito, anche se nella ricetta originale c'era). A parte tagliuzzare gli spinaci crudi a striscioline e lo speck a dadini. In una terrina amalgamare tutti gli ingredienti formando un composto unico.
Travasare in una tortiera da 22 cm di diametro imburrata e, se piace, ricoperta di pangrattato e nocciole frullate (io non l'ho fatto perché pensavo che avrei ribaltato la torta e non avrebbe avuto molto senso, invece poi, avendo usato una teglia in silicone, sono riuscita a metterla nella posizione migliore).
Per cena ne abbiamo mangiata metà, il giorno dopo me ne sono portata una fetta per pranzo in ufficio e ne ero molto soddisfatta!