Un ingrediente versatile

Quando c'è da fare l'ordine dei formaggi al gruppo d'acquisto ordino sempre la ricotta, anche se a volte il produttore poi non la consegna. E' un po' difficile perciò programmare dei menu con un ingrediente che non si sa se si avrà a disposizione (e che ne è stato degli yogurt alla vaniglia che non erano nella mia scatola la volta scorsa?). Ammetto però che avevo notato questa ricetta sul già citato libro di Trish Deseine già qualche giorno fa, quando ero alla ricerca di un dolce leggero. Poi l'avevo scartata perché mi pareva troppo da colazione.
E invece... la ricotta è arrivata! Che farne? Una torta salata, un pesto e...
Be', ho rispolverato la ricetta, l'ho modificata a mio gusto ed eccola qui.
Ric(c)ociambella al caffè e cioccolato
riccociambella al caffe

Ingredienti
280 gr di ricotta
150 gr di burro morbido
150 gr di zucchero
180 gr di farina
1/2 bustina di lievito
2 tazze di caffè
3 uova (tuorli e albumi separati)
gocce di cioccolato o cioccolato tritato a piacere (a me piace... tanto!)

Mescolare il burro con lo zucchero formando una crema. Aggiungere i tuorli uno alla volta e quando sono ben amalgamati unire la ricotta e il caffè, sempre mescolando. Montare gli albumi a neve fermissima e amalgamarli delicatamente al composto, mescolando dall'alto verso il basso per non smontarli. Setacciare la farina con il lievito, unirla all'impasto. Unire da ultime le gocce di cioccolato, mescolando per distribuirle uniformemente.
Versare in una teglia da ciambelle ben imburrata e cuocere in forno già caldo a 180°C per 40 minuti.
Grazie alla ricotta questo dolce si mantiene morbido a lungo.
Anche questa ricetta partecipa al contest di NeroNero.

Per l'ora del the

L'altro giorno la collega che i consulenti informatici hanno soprannominato Leggiadra (perché si aggira per l'azienda issata su tacchi altissimi e impeccabili abitini Prada taglia 38), è arrivata in ufficio brandendo un mini thermos dell'Ikea. Purtroppo per sicurezza aziendale ci è stato vietato di tenere il bollitore in ufficio e quindi abbiamo dovuto rinunciare alla pausa the che tanto ci allietava l'inverno scorso. Così quando lei è arrivata col thermos è stata la rivoluzione. Nel giro di pochissimo tempo anche io e l'altra collega ci siamo procurate un piccolo thermos e ora la pausa è stata ripristinata.
Ma non è the senza biscotti e per di più la Leggiadra mi chiede sempre se la sera prima gliene ho fatto qualcuno (come faccia poi a mantenere la taglia 38 è un mistero per tutti) e così ieri sera che ero particolarmente nervosa ho pensato di pasticciare con zucchero e farina per risollevarmi il morale.
L'ispirazione è venuta dal Libro d'Oro dei biscotti, poi però ci ho messo del mio e questo è il risultato.
Biscottini al caffè con gocce di cioccolato
biscottini al cioccolato e caffe
Ingredienti per una quarantina di biscotti
150 gr di burro morbido
80 gr di zucchero
150 gr di farina
1 tazzina di caffè
mezzo cucchiaino di lievito
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
una manciata abbondante di gocce di cioccolato
1 pizzico di sale

Preriscaldare il forno a 180°C. Amalgamare il burro con lo zucchero finché non diventa una crema. A questo punto aggiungere la farina setacciata con il lievito, l'estratto di vaniglia, il caffè e il sale e amalgamare bene. Da ultimo aggiungere le gocce di cioccolato.
Con un cucchiaino versare l'impasto su una teglia coperta di cartaforno, formando dei biscottini e modellandoli un po' con le mani. Cuocere per dieci minuti.

I biscotti sono stati portati in ufficio. Ho la scatola aperta accanto a me e nonostante ne siano rimasti solo due, emanano ancora un profumo irresistibile!

Questa ricetta partecipa al contest:

NERONERO.it bandisce un premio per la miglior ricetta a base di caffè. Le 50 ricette più meritevoli saranno raccolte in un libro il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza, al netto delle spese, all'associazione Chefs Sans Frontières per l'insegnamento del mestiere della ristorazione a ragazzi di strada di tutto il mondo.
Per partecipare è necessario inviare una o più ricette all’indirizzo ricetta@neronero.it entro e non oltre il 30 Aprile 2010. La mail deve presentare come oggetto “Premio miglior ricetta”. Le ricette proposte devono essere complete di ingredienti e delle modalità di preparazione; devono inoltre prevedere l’utilizzo del caffè.
Premi per le migliori ricette:
1° premio: macchina caffè EP 800 / LB 800 (a scelta) + 500 cialde Lavazza
2° premio: buono sconto del 90% sulla macchina caffè LB 800 + 300 cialde Lavazza Blue
3° premio: 300 cialde Espresso Point
Per le prime 3 ricette: inserimento nei menu dei ristoranti Chefs Sans Frontieres.
Per le prime 50 ricette: pubblicazione della ricetta su libro, con ricavato donato in beneficenza.

Non è vero che la dieta sia una faccenda punitiva

Come ho già ripetuto annoiando tutti, il programma alimentare che seguo prevede due uova la settimana. Il moroso le mangia volentierissimo all'occhio di bue, ma in quel caso bisogna fare attenzione all'olio che si butta in padella e poi va sempre a finire che ci si mangia insieme moltissimo (troppo) pane. Ecco perché quando mi è caduto l'occhio su questa ricetta, tratta da Cucina Moderna di febbraio, sono corsa immediatamente a comprare i cavolini di Bruxelles per replicarla a casa.
Facile, buona, riempie, è carina a vedersi e secondo la rivista sono solo 190 kcal a persona. Che volere di più?
Eppure non avevo mai fatto un clafoutis di verdure (va be', pure quello di ciliegie l'ho fatto una volta sola), credo che invece ripeterò l'esperienza, anche perché ho trovato la soluzione per gli amici che non mangiano la carne.
Clafoutis di cavolini di Bruxelles
clafoutis di cavolini di bruxelles
Ingredienti per due persone
350 gr di cavolini di Bruxelles
4 uova
40 gr di parmigiano reggiano
1/2 bicchiere di latte
3/4 foglioline di salvia
burro per la teglia

Lavare bene i cavolini, togliere i residui di gambo e le foglie esterne e lessarli (in acqua salata) per una dozzina di minuti (o cuocerli a vapore per 20). Separare i tuorli dagli albumi. Sbattere i tuorli con il latte e incorporare il parmigiano reggiano. Salare (poco!), pepare e aggiungere le foglioline di salvia lavate e spezzettate. Montare gli albumi a neve ben ferma e incorporarli delicatamente al composto dei tuorli. Versare il composto in una teglia imburrata e aggiungere i cavolini distribuendoli bene.
Cuocere in forno già caldo a 180°C per una ventina di minuti.

Questa ricetta mi ha dato modo di scoprire che la Pina mangia anche i cavolini di Bruxelles.

Due pesti ultrarapidi per il pranzo del sabato

Per tante famiglie italiane (almeno a giudicare dalla folla che ci trovo alla Coop), il sabato mattina è il momento della spesa. Solo che è anche il momento in cui uno di solito dorme un po' di più, specie se la sera prima è uscito con gli amici (il moroso, perché di solito io il venerdì sera mi chiudo in cucina a infornare dolci), quindi va a finire che non siamo in direzione del supermercato prima delle undici/undici e mezzo. Poi, siccome si tratta di un centro commerciale, ci fermiamo a bere il caffè, guardiamo le vetrine, entriamo in un qualche negozio (è immancabile la tappa nel rivenditore di elettronica, dove io mi fermo agli elettrodomestici per la cucina e lui parte in direzione televisori) e insomma, tra una cosa e l'altra finisce che siamo a casa intorno all'una e un quarto e non mangiamo mai prima delle due.
Ovviamente non è questo il momento di mettersi a preparare delle lasagne o l'arrosto in crosta: allora di solito me la cavo con gli spaghetti conditi con olio e un po' di polvere di bottarga. E' vero che son buonissimi, ma non si può mangiare tutti i sabati le stesse cose.
Ecco allora che ho sperimentato due rivisitazioni di pesto super sprint, da prepararsi mentre si cuoce la pasta con il solo ausilio di un frullatorino senza pretese (comprato a 15 euro nel suddetto rivenditore di elettronica).
Pesto di rucola
Penne al pesto di rucola
Preparato frullando foglie di rucola, olio, sale, pepe, parmigiano e una manciata di pinoli.

Pesto di ricotta e spinaci
pasta al pesto di spinaci
Ricordando di aver visto questo mesi fa, ho frullato spinaci, ricotta, olio, sale e pepe.

La pasta dei due piatti è la stessa: penne bio al farro (comprate al gruppo d'acquisto).

Un riso pieno di profumi

Ma quando esce il numero di febbraio della Cucina del Corriere? Domani, dice il sito. Meno male, perché lo aspettavo da un po'. Nel frattempo saccheggio a man bassa dal numero di febbraio, come mai avevo fatto con altre riviste. Ed ecco che anche questa ricetta viene da lì: un riso basmati cotto come un risotto, ma con il limone e il basilico. Leggero e profumatissimo, da riprovare in estate (ma anche in inverno aveva il suo bel perché).
Riso basmati al limone e basilico
riso_limone_basilico
Ingredienti
100 gr di riso basmati (io uso quello indiano di AltroMercato)
1 grosso limone
250 ml di acqua calda o di brodo vegetale (io ho bollito l'acqua e ci ho messo un cucchiaino di preparato per dado vegetale home made)
qualche foglia di basilico
un quarto di cipolla
1 cucchiaio di olio

Affettare sottilmente la cipolla e farla imbiondire in una padella capiente, a fuoco bassissimo e dopo un paio di minuti versarvi il riso. Tostarlo per un minuto e coprire con il brodo (oppure con l'acqua, in questo caso salare). Affettare il limone a metà, una delle due metà pelarla al vivo e tagliarla a dadini, da aggiungere al riso in cottura. Affettare sottilmente l'altra metà e usare le fettine per decorare i piatti. Mentre il riso assorbe l'acqua/il brodo, lavare bene il basilico e spezzettarlo con le mani. Aggiungerlo al riso poco prima che sia pronto e mescolare bene.
Decorare il piatto con le fettine di limone tenute da parte e con qualche ciuffetto di basilico.

Ricetta con dedica

Sabato scorso sono stata a cena dalla mia amica Francesca. Mi sentivo molto in colpa, perché toccherebbe a me invitare lei e la sua famiglia da me: è inammissibile che non abbia ancora visto casa mia dopo più di un anno che ci abito.
Così quando mi ha telefonato le ho detto: "Il dolce però lo porto io". L'ho sentita un po' esitante, poi mi ha detto: "Veramente qui saremmo tutti a dieta" e io: "Anche noi!", così alla fine ci siamo accordate per un dolce leggero e non troppo strutturato.
Venerdì sera, mentre giocavo con la Pina, ho tentato di sfogliare l'ultimo libro di Trish Deseine e mentre vagavo tra trionfi di cioccolato, corna di alci e preparazioni da certosini tipo questa, mi sono finalmente imbattuta nella ricetta perfetta: una semplice ciambella arance e papavero, guarnita da una glassa al limone che stava lì solo per decorare, senza innalzare drammaticamente il conto delle calorie (cioè, almeno credo).
Così, finalmente messa a nanna la Pina, mi sono messa all'opera. La torta, di per se stessa è venuta bene. Il problema è sorto quando ho tentato di glassarla. Questo era il mio primo esperimento di glassa, non avevo perciò idea di come dovessi aspettarmi la consistenza, il colore e le proporzioni tra limone e zucchero. Perciò quando ho letto il succo di un limone e 100 gr di zucchero a velo mi sono fidata. Il risultato è stato invece piuttosto una bagna, che però ha reso la torta morbida e gradevole (anche se purtroppo non elegante come nella foto nel libro) e sia Francesca che suo marito si sono mostrati entusiasti e desiderosi di avere la ricetta.
Se li ho fatti un po' aspettare è perché ultimamente arrivo al lavoro di corsa e invece volevo essere sicura di avere la ricetta con le dosi precise. Che io non sono mica come certe sue conoscenti che le danno apposta le ricette sbagliate!
La foto purtroppo non è riuscitissima: devo rassegnarmi al fatto che in inverno solo sul balcone ho la luce giusta e che quindi indipendentemente dalla temperatura lo scatto deve essere fatto fuori.
Ciambella arance e semi di papavero di Trish Deseine con una glassa che però è una bagna
ciambella_trishdeseine
Ingredienti
300 gr di farina
2 cucchiaini di lievito
150 gr di burro morbido
225 gr di zucchero
3 uova
3 cucchiai di semi di papavero
succo e scorza di un'arancia
250 ml di latte
per la bagna: 100 gr di zucchero a velo e il succo di un limone (un cucchiaio solo di succo se invece volete glassarla)

Amalgamare il burro ammorbidito con lo zucchero e successivamente aggiungere le uova una ad una. Amalgamare in successione i semi di papavero, la scorza e il succo di arancia, la farina setacciata insieme al lievito e infine il latte, mescolando il composto dal basso verso l'alto. Versare l'impasto in uno stampo a ciambella imburrato e infornare a 180° per 40 minuti (la ricetta diceva a 160°, io dopo dieci minuti di cottura a 160°, con la torta che non cresceva, ho girato la manopola a 180° e al driin del forno è uscita perfetta).
Per la bagna che voleva essere una glassa: mescolare lo zucchero a velo setacciato con il succo di limone e versarlo a cucchiaiate sulla torta. Spolverizzare con semini di papavero.

E' una ciambella semplice e profumatissima (profumava perfino l'impasto crudo mentre lo mescolavo), che ha riempito perfino l'abitacolo della mia macchinina usata per andare da Francesca, perciò mi sembra perfetta da dedicare a lei e alla nostra amicizia che va avanti da tantissimi anni e che spero duri per almeno altrettanti.

Cinque porzioni di frutta e verdura al giorno

La dieta che starei seguendo (va bene, lo ammetto, sabato e domenica ho fatto un po' di sgarri, ma mi sono rimessa subito in riga), prevede due/tre porzioni di frutta al giorno e tutta la verdura che si vuole.
Poiché tra la colazione e il pranzo non ci sono spuntini (c'è invece una merenda pomeridiana), ma io verso le undici ho una fame che mi mangerei la tastiera, ecco un bel momento per infilare la frutta e non sgarrare. Solo che, non so voi, mangiare la frutta in ufficio non è esattamente comodissimo: a parte i mandarini e le banane bisogna attrezzarsi per taglio e sbuccio e a me passa subito la voglia.
Così ho pensato a una pratica macedonietta portatile, da mangiare a qualsiasi ora. E me la sono preparata anche un po' sfiziosa, in modo da darmi l'impressione di farmi una coccola nel pieno rispetto della dieta. Ero tutta entusiasta di questa idea, peccato che poi ieri me la sia dimenticata in frigorifero, vanificando poi l'effetto brillante della pensata. Poco male: l'ho mangiata dopo cena come dessert e andava bene lo stesso.
Macedonietta invernale portatile
macedonietta invernale
Ingredienti per una persona
1 pera
1/2 banana
1 arancia
5 gr di noci
1 spolverata di cannella

Tagliare la pera a dadini e la banana a rondelle. Tagliare a metà l'arancia, pelarne una metà al vivo e tagliarla a dadini e spremere il succo dell'altra metà sulla frutta. Completare con le noci sbriciolate e con la cannella spolverizzata.
Si presta a un'infinità di varianti di frutta, frutta secca e spezie.