Dicevamo lavanda quindi. Per vedere la lavanda è essenziale non partire oltre la metà di luglio. Dal 14 in poi infatti, comincia la mietitura e si rischia di fare tutto un viaggio per stradine impervie e trovarsi davanti dei campi con cespuglietti verdi alti non più di dieci centimetri. Abbiamo visto anche quelli: so di cosa sto parlando.
La Lonely Planet sostiene che la zona migliore per vedere la lavanda è il plateau de Valensole e per quanto io non abbia esattamente girato la regione in lungo e in largo, mi sento di confermare. Anche il plateau de Vaucluse è una zona di coltivazione della lavanda. Entrambi i plateau fanno parte dell'area denominata Luberon. Chiunque ne sapesse meglio è autorizzatissimo a correggermi nei commenti: la mia non è un'esposizione da grande conoscitrice della geografia.
A Valensole siamo andati subito il primo giorno: io avevo molta ansia di vedere la lavanda!
Fedele al suo nome, Valensole accoglie i suoi visitatori con un enorme campo di lavanda alle sue porte. Sulla strada c'era anche un piccolo banco che vendeva olio essenziale e miele. Il miele l'ho comprato immediatamente, mi par di ricordare che si usi per le madeleines.
Ma la zona tutt'intorno è disseminata di campi. Quando siamo tornati verso il nostro Bed & Brekfast abbiamo preso una piccola statale, fiancheggiata a destra e a sinistra di coltivazioni di lavanda. Ad un certo punto ho pregato il marito di fermarsi, perché volevo fare delle altre foto. Abbiamo lasciato l'auto sotto un albero e sono scesa a scattare altre foto dei campi di lavanda. Non c'era nessuno oltre a noi: c'era una gran pace: si sentivano solo le api ronzare laboriosamente (facevano un gran baccano), per non parlare del profumo, che anche mentre andavamo, entrava in auto dai finestrini aperti. Quel giorno ero emozionatissima.
Come dicevo, oltre al plateau de Valensole, anche l'area del plateau de Vaucluse è nota per le sue coltivazioni. Purtroppo quando siamo arrivati lì, al nostro quinto giorno di vacanza, alcuni campi erano già stati mietuti e l'effetto non è stato inebriante come il primo giorno. Certo però che l'abbazia di Senanque si fa perdonare ogni cosa!
Anche campi meno ricchi di quelli di Valensole.
Ad ogni modo, in Provenza di lavanda se ne vede dappertutto.
A Forcalquier c'erano perfino i banchetti al mercato.
Anche nel nostro B&B la signora ne aveva tanti bei cespugli, nonostante fossimo molto più a sud del Luberon e l'ultimo giorno, prima che partissimo, ne ha tagliato un mazzo e me l'ha regalato. L'abbiamo lasciato in macchina e tuttora, quando saliamo, veniamo accolti da un profumo delizioso, che ci ricorda le piacevoli giornate trascorse.
11 commenti:
Che meraviglia questi campi immensi di lavanda!
Stupendi, non c'è che dire1
Sarebbe anche un mio desiderio di tutta la vita vedere questi campi di lavanda, un giorno.
In quanto al miele di lavanda, ti prego di considerare, almeno una volta nella vita, di usarlo per i crottin de chevignoles tagliati a metà, messi su una fetta di pane casereccio, scaldati al forno e poi scucchiaiati con il miele. Un delirio di bontà. Una volta, quando andavo spesso a Parigi per lavoro e non avevo mai tempo, i Crottin li trovavo anche in aereoporto, l'ultimo acquisto prima di imbarcarmi, e goduria a casa appena arrivata. Ora non prendo più l'aereo, non ho idea: ma hai il miele giusto, non ti resta che cercare il formaggio.
Buona estate
Davvero uno splendore quel mare viola.
Ma sarebbe bello potersi inebriare, dal tuo blog, anche del suo profumo.
Peccato non poterlo fare.
Saluti!
Sono anch'io tra chi desidera vedere la lavanda in Provenza...e grazie per questo bel reportage!
esmè, il mio migliore amico, nonchè cotitolare (in un certo senso) di questo blog vive a Parigi, perciò la prossima volta che torna a Milano gli farò portare i crottin per un assaggio di gruppo: io metto il miele e grazie per la dritta!
duck, è vero, il profumo e anche il ronzare incessante delle api!
a tutte le altre consiglio il viaggio!
fornitura di formaggini assicurata, tu donna fortunata! Allora, mi ero dimenticata di dire che vanno presi quelli freschi, non stagionati.
Esmé
PS La Pina?
Ciao Lise, sono Maricler di thechefisonthetable. Sto cercando una tua mail ma non la trovo :( Puoi scrivermi all'indirizzo thechefisonthetable@gmail.com? Grazie mille, Mariachiara
Esmè, la Pina ce la siamo portata anche quest'anno a Capalbio ed era la gatta più felice dell'emisfero occidentale. Alle cinque del mattino mi svegliava, si faceva aprire la porta della camera e usciva per le sue esplorazioni in giardino. La rivedevo intorno alle nove :)
Ha preso una sicumera tale da mettere in fuga perfino il cagnolino dell'agriturismo (che in effetti è più piccino di lei)
Maricler, ti scrivo subito!
Lise, ti rispondo qui, così ne approfitto anche per dirti che ho tanto invidiato la tua vacanza provenzale :) la sogno da una vita, ti chiederò consiglio quando finalmente ci andrò!
in verità verrò assunta ma con apprendistato di 4 anni, quindi a tempo determinato, ma non mi lamento (sempre che mi dicano qualcosa, dovrei riprendere lunedì e tutto tace!). Spero proverai la crostata :) Un abbraccio!
come ti invidio... anch'io sogno la Provenza e il profumo di lavanda... diciamo che e' la mia ossessione della pausa prqnzo in ufficio. Mi immagino di essere in Provenza.... ah! fantastica gita ...
Posta un commento