Un altro caso di Serendipity

L'altro giorno scandagliavo il blog di Camomilla alla ricerca della ricetta dei tortini al cioccolato dal cuore morbido e sono rimasta impressionata da come sia diventata brava negli ultimi mesi non solo nelle preparazioni, ma nella presentazione dei piatti: le sue sembrano foto professionali rubate alle migliori riviste!
Mentre "sfogliavo" sono rimasta catturata da una foto che appariva sulla banda sinistra dello schermo: una preparazione che senz'altro avevo già visto, ma non preso in considerazione. E invece sarà almeno una settimana che il moroso mi rinfaccia i due melograni abbandonati sul piano di lavoro e portati da mia madre a Natale con la scusa che "portano buono". Mia madre mi regala un melograno tutti gli anni e io tutti gli anni lo lascio invecchiare da qualche parte e poi lo butto via. Ma stavolta erano due e giganteschi.
Ammetto che non ho mai provato attrazione per questi frutti legnosi scomodissimi da mangiare e anche se quest'autunno su diversi blog sono fioccate ricette inusuali le ho ignorate tutte fino a venerdì scorso.
La preparazione vista su Fiordifrolla invece mi ha illuminata: una torta semplice, rustica e perfetta per la colazione del mattino (i miei imprescindibili 30 grammi di prodotto da forno), che si è poi rivelata profumata e morbidissima, davvero piacevole. Il moroso ne era entusiasta, per fortuna per farla ho usato solo uno dei due melograni, così il prossimo fine settimana la posso rifare.
Torta di melagrane di Diana via Fiordifrolla
tortaMelograno
Ingredienti
1 bicchiere di succo di melograno
125 g di burro fuso
125 g di farina 00
125 g di zucchero semolato
2 uova
1 cucchiaino di lievito per dolci
la scorza di 1 limone bio grattugiata
100 g di zucchero a velo

Preparate il succo di melagrana: tagliate in due alcuni melograni (a me ne è bastato uno, ma era grossissimo) e spremeteli con lo spremiagrumi. Filtrate il succo ottenuto con un colino a maglie fitte. In una ciotola lavorate con le fruste elettriche le uova insieme allo zucchero semolato fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Incorporate il burro fuso ormai freddo e fatelo amalgamare, quindi unite la farina setacciata insieme al lievito e azionate le fruste fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungete metà del succo di melograno insieme alla scorza del limone (io questa non l'ho messa) e mescolate di nuovo con cura.
Trasferite il tutto in una teglia circolare da 22 cm di diametro, opportunamente imburrata e infarinata, e livellate. Fate cuocere nel forno già caldo a 180° per circa 30 minuti, verificando la cottura attraverso uno stecchino, che infilerete nel centro del dolce e che dovrà risultare asciutto.
Mentre la torta cuoce preparate la bagna mescolando il resto del succo di melograno insieme allo zucchero a velo setacciato in un piccolo contenitore. Se notate comparire dei piccoli grumi vi basterà filtrare il liquido facendolo passare attraverso un colino a maglie fitte. Con un cucchiaino schiacciate i grumi rimasti per farli sciogliere.
Appena il dolce sarà cotto, sformatelo lasciandolo all'interno della teglia e con uno stecchino praticate tanti fori sulla superficie. Versate ora la bagna che verrà così assorbita dalla torta e fatela reffreddare. Poco prima di servire spolverizzatela con lo zucchero a velo e decorate con alcuni chicchi di melagrana, non fatelo con troppo anticipo altrimenti lo zucchero si inumidirà troppo e sarà esteticamente poco piacevole a vedersi.

Nota di Camomilla: io ho utilizzato uno stampo circolare da 24 cm e la torta è venuta molto bassa, consiglio di utilizzarne uno da 22 cm a cerchio apribile (non di più perché non deve risultare comunque troppo alto).
Nota di Lise: nonostante avessi letto la nota di Camomilla, mi sono accorta tardi di avere uno stampo da 24 cm, altrimenti credo che sarebbe bastato portare le quantità a gr. 150.

Grazie Diana e grazie Camomilla!

E durante la dieta

Non so a voi, ma a me in genere le riviste di cucina di dicembre e gennaio danno un po' sui nervi, perché sono tutte dedicate alla preparazione di pasti speciali per le feste, senza tener presente che in altri giorni del mese la gente vorrebbe mangiare normalmente. Certo, si può sempre spulciare tra le vecchie riviste di novembre e febbraio degli anni passati, per non parlare, nel mio caso, dei numerosissimi libri di cucina, ma l'altra sera ero innervosita (ah, i miracoli della dieta) e a corto di idee, così mi sono fermata in edicola e ne sono uscita con una copia di Cucina Naturale, che a prima vista mi sembra ricca di spunti per chi, come me, deve stare attenta alle calorie.
Ammetto infatti che lo spunto per la ricetta che sto per presentare viene proprio da lì, anche se io l'ho trasformata completamente per venire incontro ai miei gusti personali (preferisco creme e vellutate alle minestre) e all'esigenza di mettere insieme anche la seconda parte del pasto (nel caso di ieri il formaggio).
Premessa: so benissimo che l'aspetto del piatto è terribile. Mentre lo fotografavo pensavo che sembrava proprio una sbobba del cane e devo ammettere davanti a voi che perfino la Pina, che solitamente cerca di rubarci qualsiasi cibo (dal pandoro alla zuppa ortolana in busta della findus), stavolta si è tenuta lontana e non ha mostrato il minimo segno di interesse. Eppure quando mi sono accinta a mangiare, con l'animo triste della poverina a dieta, mi sono sorpresa di quanto invece fosse azzeccata la combinazione carote-feta e di quanto la sua morbidezza fosse piacevole.
Certo, non è un piatto che presenterei a degli ospiti, nemmeno se fossero a dieta, ma per me sola è stata tutto sommato una cena riuscita.
Riso e crema di carote con feta
crema di carote-riso-feta
Ingredienti per una persona a dieta
200 gr di carote
50 gr di riso baldo semi-integrale bio
poca cipolla sminuzzata
un cucchiaino di preparato per dado vegetale fatto in casa (a me l'ha regalato la mia migliore amica, potete sostituirlo con del dado o semplicemente salare l'acqua, se avete del brodo è ancora meglio)
50 gr di feta
1 cucchiaino di olio
peperoncino essiccato

Affettare sottilmente la cipolla e metterla a soffriggere con l'olio e il peperoncino. Aggiungere le carote affettate sottili e 500 ml di acqua calda nella quale avrete sciolto il preparato per dado (oppure la stessa quantità di brodo vegetale). Lasciar cuocere per circa mezz'ora: le carote devono diventare molto tenere. A parte cuocere il riso per una ventina di minuti (il riso semi-integrale è così, ci vuol tempo e comunque deve essere molto morbido, altrimenti la consistenza contrasterebbe sgradevolmente con la crema di carote). Scolare il riso. Frullare le carote con il minipimer, incorporare il riso in un'unico composto e servire con la feta a cubetti.
Questo piatto fornisce 411 kcal (calcolato qui).

Prima della dieta

Nel post della torta di pane la mia amica Katy ha commentato: "Che bello che non parli più di diete ma di cibo, ma come fai?". Cara Katy, come faccio? Ingrasso! Nel solo mese di dicembre tra preparazioni di regalini golosi, appuntamenti al ristorante per scambio regali, feste e strascichi delle feste, sono aumentata di due chili. Sono quindi stata costretta a correre ai ripari e mi duole ammettere che sì, sono a dieta. Il regime alimentare l'ho trovato su Starbene, è tarato in realtà su donne che devono perdere molti chili, ma nel giro di otto mesi. Io, se farò la brava, dovrei tornare entro fine marzo al peso che avevo quando Katy e io ci siamo conosciute, a fine 2003. Il regime è molto vario e comprende tutti gli alimenti, solo che occorre limitarli nel giro della settimana (insomma, non si può mangiare formaggio per 7 giorni mezzogiorno e sera) e naturalmente stop a dolci e stravizi (però ho due porzioni da 30 gr di prodotti da forno al giorno). Mi aiuto con un diario alimentare, così è più facile e da domenica sono già scesa di un chilo. Stamattina pesarmi è stata una bella soddisfazione!
Le preparazioni finora sono state di una banalità deprimente (chi vuol vedere la mia schiscetta di oggi tutta piena di finocchi crudi conditi con un filo d'olio, sale e semi di lino?), ma conto di organizzarmi per preparare ricette sfiziose e interessanti nel rispetto della dieta. Vedremo.
Quindi per oggi vi posto una schiscetta di inizio anno, anche perché ci tenevo a farvi vedere cosa c'era dentro il cesto regalo di Natale della mia amica Francesca (oltre a cioccolata, marmellata, biscotti, che poi una si domanda come ha fatto a prendere due chili in un solo mese).
Quiche di gorgonzola e spinaci
Non è delizioso? Con le posatine incorporate poi è comodissimo e anche più capiente di quanto sembri a prima vista. Con una schiscetta così vien proprio voglia di portarsi il pranzo da casa.
Sulla scorta dei suggerimenti di Stefano Arturi (prepara un po' di più la sera prima e quello che avanza portatelo come pranzo il giorno dopo), mi ero preparata una torta salata, la cui ricetta deriva dal libro Torte dolci e salate, comprato d'impulso un giorno che avevo bisogno di una delle mie solite coccole libresche.
Torta salata gorgonzola e spinaci
Ingredienti
1 confezione di pasta sfoglia pronta
150 gr di gorgonzola
100 gr di parmigiano reggiano grattugiato
1 bicchiere di latte
250 gr di spinaci (a occhio)
olio, sale e pepe

Stendere la pasta sfoglia su una tortiera e cuocere in forno già caldo a 200°C il guscio per 15 minuti (di cui 10 con i pesi e 5 senza). Nel frattempo amalgamare con il mixer il parmigiano, il gorgonzola tagliato a tocchetti e il latte. Attenzione: deve essere cremoso, non liquido, per cui versate il latte poco a poco. Salare pochissimo e pepare a piacere.
Versare la crema nel guscio di sfoglia e ricoprire con gli spinaci. Salare e pepare leggermente, condire con un filo d'olio e cuocere la torta in forno a 180°C per 35 minuti.
torta salata spinaci e gorgonzola

La pasta del sud

Proprio ora che sto per trasferirmi ancora più a nord, mi è venuta voglia di pubblicare la ricetta di questa pasta del profondo sud. E' una ricetta che ho imparato a Pantelleria un'estate di parecchi anni fa e che forse è poco indicata a questo clima post natalizio, ma tant'è. La foto non è molto bella, ma vi assicuro che la pasta è buonissima!









Pasta pantesca
Spaghetti alla chitarra
Pomodorini ciliegia
Capperi
Uvetta
Mandorle
Pinoli
2 alici
Peperoncino
Origano
Aglio
Pangrattato

Preparate un sughetto con tutti gli ingredienti ad esclusione del pangrattato (per rispettare meglio le consistenze, cominciate con aglio, pomodorini, alici, origano e peperoncino, poi aggiungete l'uva passa, le mandorle tritate grossolanamente e infine i pinoli). Scolate la pasta e saltatela in padella con il sughetto, guarnendo con pangrattato come fosse parmigiano.

No agli sprechi

Premessa. A Natale il moroso mi ha regalato la tanto agognata macchina del pane. Sarà stato almeno un anno che la bramavo nei negozi di elettrodomestici e quando ho scartato il pacco ero felice come una bimba. Appena abbiamo avuto un po' di tempo l'abbiamo messa in funzione provando l'impasto base, che però prevedeva un kg di pane. Tra l'altro grazie alla mia sbadataggine ho esagerato con il lievito e alla fine il risultato era mangiabile ma non felicissimo (sabato l'ho riprovato con maggiori soddisfazioni).
Siccome ne era venuto tanto è andata a finire che ne è avanzato ed è diventato secco e duro.
Così, quando l'abbiamo rifatto, il moroso, indicando il pezzo avanzato mi ha chiesto: "E questo lo buttiamo?"
"No!", ho esclamato io, reduce dall'ascolto di una trasmissione radio sugli sprechi alimentari e su come evitarli. "Ci faccio la torta di pane".
Dalle nostre parti va molto forte la torta di pane, credo sia una ricetta brianzola in cui il pane deve stare in ammollo per almeno una notte e non so nemmeno in che cosa. Io non avevo nessuna voglia del momento ammollo: ormai ero lanciata nel momento no sprechi e avevo deciso che la torta sarebbe stata prodotta nel pomeriggio stesso.
Mi sono perciò ricordata di questa meraviglia e via che in men che non si dica ero pronta a far fuori l'avanzo.
A modo mio ovviamente, perché quando mai ho in casa gli ingredienti giusti e necessari per fare una ricetta che ho adocchiato? Ci mancava solo che mi mettessi a fare la torta di pane senza il pane vecchio.
Tanto per cominciare avevo solo metà del pane richiesto. E va be', potevo fare una torta più piccola. Ma amaretti? Solo 40 grammi e rimediati per caso. Allora ho integrato con farina di mandorle. Panna in casa? Purtroppo no. Ho pensato di sostituirla con il latte, poi ho visto che l'impasto non prevedeva il burro, allora ci ho messo quello. Il liquore? Be' l'ho semplicemente dimenticato!
Così alla fine ho lasciato perdere anche lo zucchero a velo e tanto è stata spazzata via così velocemente che posso dire di non avere avuto il tempo di mettercelo.
A dire il vero io ne ho mangiati solo due pezzetti piccolissimi, poi il moroso l'ha portata a casa dei suoi ieri sera e il commento di suo fratello, che di solito i dolci li considera pochissimo è stato: "Dille di rifarla subito!". Anche perché è finita in men che non si dica.
Torta di pane e cioccolato di Sabrina, alla maniera di Lise
Torta di pane e cioccolato
Ingredienti
100 gr pane finemente grattugiato
40 gr di amaretti sbriciolati
30 gr di farina di mandorle
100 gr di cioccolato fondente a pezzetti
80 gr di zucchero
1 uovo
75 gr di burro fuso freddo
2 cucchiai di latte
1 cucchiaino di lievito per dolci
Sminuzzare il pane, gli amaretti e il cioccolato nel mixer con le lame. Io all'ultimo giro ho aggiunto anche il lievito per essere sicura che si amalgamasse bene.
Utilizzando le fruste elettriche montare molto bene l'uovo con lo zucchero e amalgamarlo al composto di pane, amaretti e cioccolato, aggiungere la farina di mandorle, quindi, rimestando con un cucchiaio di legno, aggiungere il burro e il latte. Versare il composto in una tortiera imburrata e cosparsa di pangrattato e cuocere in forno caldo a 180° per circa 40 minuti.

Una torta entusiasmante. E la prossima volta che mi avanza il pane provo a fare la ricetta originale.
Questa ricetta partecipa alla raccolta antispreco di Vale: "Il pane secco non si butta!"

Raccolta anti-spreco

Il Natale è finito, i regali no

Non so voi, ma io, quando ho finito di preparare tutti i regalini di Natale avevo ancora l'adrenalina a mille. E nonostante fosse già tutto impacchettato e in alcuni casi anche già consegnato, continuavo a sfogliare libri e riviste alla ricerca di idee, tanto che volendo sarei già pronta per il prossimo dicembre. Sembravo un pupazzetto caricato a molla!
Ora mi sono un po' calmata, ma è stato così piacevole preparare i biscottini regalo (per me era la prima volta) e anche così gratificante (sono stati apprezzatissimi da tutti), che quasi vorrei fosse di nuovo Natale per bissare.
Ecco perché quando ho visto questo post ho aderito con tanto entusiasmo. Ecco perciò che comincia il mio primo pif (pay it forward), che ha un nome simpaticissimo, mi vien da dire pif paf (rido).
Come funziona? Funziona che i primi tre che commenteranno a questo post aderendo all'iniziativa riceveranno entro 365 giorni qualcosa di fatto da me. A loro volta però dovranno fare pif paf, ovvero dovranno regalare qualcosa ai loro commentatori. Mi sono spiegata malissimo, ma chi legge il post di Patricia (v. link sopra) capirà meglio.

Naturalmente a questo post si può commentare anche senza aderire all'iniziativa.
Per tornare alle ricette invece (ma anche non del tutto), vi presento questo risotto, scovato su Sale e Pepe di novembre, che quando c'è da fare un risotto il moroso è sempre contento. Questo, a base di nocciole e castelmagno, è semplicissimo, non sto neanche a postare la ricetta: si tratta di sbriciolare una manciatina di nocciole a testa e di farle cuocere insieme al riso preparando un normalissimo risotto con il brodo di verdure. Il castelmagno si usa alla fine per mantecare, io l'ho grattugiato un po' grosso per far sentire meglio il sapore e ci ho messo anche un po' di maggiorana per profumare.
Il contrasto tra la morbidezza del riso e la croccantezza delle nocciole è davvero piacevole.

risotto_nocciole_castelmagno

Strascichi delle feste

Bentornati a tutti! Non so ancora come ho fatto a tirarmi su dal letto stamattina ed essere in ufficio puntuale e sveglia. Certo, i due caffè hanno aiutato e anche il regalino befanoso della mia collega, che era partita presto per le vacanze e con la quale non ci eravamo ancora scambiate i regali. Anche a lei sono arrivati i biscotti, ma per questo farò un post a parte, anche perché devo tristemente ammettere che sono un po' stufa di vedere biscotti ovunque (in particolare dentro il mio forno). Ma non penso che durerà.
A proposito di biscotti, la fine di dicembre è stata caratterizzata da un'intensa produzione di biscottini salati, che non avevo mai provato a fare prima e che invece mi hanno ampiamente soddisfatta, anche perché in molti casi la loro pasta è molto più facile da lavorare di quella per i dolci e le formine sono venute benissimo. A proposito di formine: in questi giorni di ferie ho approfittato per visitare finalmente Medagliani, dal quale sono uscita con una confezione di mini tagliabiscotti a tema prettamente natalizio (da non credere, ma nella mia confezione da 100 formine non c'era la stella cometa), tra l'altro molto più facili da usare dei miei, perché di metallo, che taglia la pasta meglio della plastica.
Il risultato mi ha soddisfatta moltissimo e anche gli amici invitati a Capodanno li hanno spazzolati. Tra l'altro secondo me sono un'idea simpatica per "portare qualcosa" quando si è invitati a mangiare a casa d'altri e il dolce e il vino sono già stati assegnati.
Chiaramente, con altre formine vanno bene tutto l'anno, ma io li vorrei tenere presente come regalino per il Natale prossimo, anche perché dentro la mia scatola di latta si sono conservati benissimo fino a ieri, ma potevano durare ancora se non me li fossi inghiottiti tutti!
La ricetta viene da un vecchio numero di Sale e Pepe, di gennaio 2008 mi pare, lì i biscotti venivano confezionati con tre tipi diversi di pepe, che io ho omesso perché non li avevo in casa.
Salatini alle mandorle
biscotti salati alle mandorle
Ingredienti
200 g di farina
70 g di farina di mandorle
un uovo
130 g di burro
30 g di parmigiano reggiano grattugiato
sale, pepe

Mescolate le farine e lavoratele con il burro morbido, il parmigiano, il pepe e una presa di sale. Poi unite l'uovo e impastate ancora fino a ottenere un composto uniforme. Copritelo con un telo e mettetelo in frigo per mezz'ora. Preriscaldate il forno a 180°C.
Stendete l'impasto con il mattarello e ritagliatelo con i tagliabiscotti. Stendete su una teglia ricoperta di cartaforno, distanziando un pochino i biscotti tra loro perché tendono a crescere un po'. Infornate per 12/15 minuti.

Servite con un buono spumante (io vado pazza per il prosecco di Valdobbiadene).